roberto spada aggredisce l inviato di nemo

"TE SPARO IN TESTA. TE BRUCIO CASA” - “DU SPARI E STAI SECCA PE’ STRADA CO’ TUTTA LA SCORTA” E PER UNA CAPOCCIATA DI TROPPO FINISCONO IN GALERA – FEDERICA ANGELI: L’EVOLUZIONE (ECLISSI?) DEL CLAN SPADA AD OSTIA – IN CONFRONTO IL BOSS CARMINE FASCIANI ERA UN GENTLEMAN…

 

Federica Angeli per La Repubblica

 

domenico spada federica angeli

La violenza di una testata, l’arroganza ostentata in un post su facebook - “a noi er soriso nun ce lo leva nessuno” con foto annessa di dito medio alzato - ma anche le soste quotidiane sotto al balcone, a braccia conserte, di chi entra nel mirino nel clan. Il linguaggio del clan Spada, quella famiglia sinti oggi nell’occhio del ciclone, da sempre padrona di un pezzo di Ostia, è quello del coatto di strada. Molto più vicino alle strategie comunicative della camorra, dicono gli esperti, lontano anni luce da quell’intellighentia criminale di chi usa l’efficacia del silenzio o del baciamano.

 

spada

Il verbo per Roberto Spada, per suo fratello Carmine, per il cugino Armando, è quello della parola o del gesto che non lascia equivoci. “Te sparo in testa”, “Du spari e stai secca pe’ strada co’ tutta la scorta”, “Te brucio casa”. Ma anche lo schiaffo dato a una vittima di estorsione nella strada più affollata di Ostia. Che tutti vedano come non abbiamo paura di niente. Sfide che sbeffeggiano Stato e legalità, urlate attraverso i social, devenute ormai piazze virtuali irrinunciabili per gli adepti dei clan, dove chi osanna il boss davanti a milioni di utenti, sarà il prescelto per importanti ruoli nell’organizzazione.

 

spari contro la casa di un componente della famiglia spada

La parola diretta, la minaccia esplicita, il proiettile sparato sulla porta, non infilato in una busta anonima, il fuoco e la benzina. Ecco il vocabolario della famiglia sinti. Sono finiti i tempi in cui Don Carmine faceva capire, con garbo, quanto il silenzio di un cronista fosse cosa buona e giusta. “Non potrebbe scrivere C.F. invece che Carmine Fasciani?”, o anche, la moglie del don “Sa perché amo i gatti più di tutti gli animali? Per due motivi: perché sono fedeli e perché non parlano”.

 

enrico spada

Messaggi che volevano dire tutto ma nessuno avrebbe mai potuto querelare o ritenerla una minaccia da codice penale. Quel non detto tra le righe era il brivido lungo la schiena, l’avvertimento perché non si sgarrasse.

 

roberto spada di silvio triassi

Gli Spada no. Loro interpretano il ruolo di se stessi spaccando nasi di fronte a telecamere, alzando la voce nel bel mezzo di un locale affollato, sbeffeggiando sul web chi li contrasta. Una macchina del fango subdola che serve a isolare, delegittimare, calunniare. Perché si sa il venticello della calunnia è potente nell’era dei social. E allora via con insulti, ricostruzioni fantasiose che gettano ombre, dubbi su chi li denuncia pubblicamente.

 

roberto spada aggredisce l inviato di nemo 8

Un linguaggio diretto, senza orpelli, violento, che arriva dritto al mittente con l’arroganza di chi, con sicumera pensa, dice e scrive “a me nun me faranno mai un cazzo”. Poi arriva il giorno in cui una testata che fracassa il naso a un cronista, viene decriptata nel modo giusto: non si tratta di bulli di borgata, né di bande di criminali da quattro soldi o rubagalline. No, la decodificazione porta un nome: mafia.

 

Quella violenza non è più tradotta come debolezza in un momento di nervosismo che può capitare a tutti. No no. La capocciata è l’unico modo che Roberto Spada ha per dimostrare, affermare e ribadire che lì comanda lui. E questo si decodifica così: aggravante dell’articolo 7, metodo mafioso. Parola di codice penale.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...