trasfusione sangue

TRASFUSIONE DI IGNORANZA - LA CROCIATA PER LA LIBERTÀ (DI AMMALARSI) HA RAGGIUNTO PUNTE DI ISTERISMO ESTREME: A RIMINI DUE SORELLE HANNO RIFIUTATO IL CONSENSO A EFFETTUARE UNA TRASFUSIONE PER CURARE IL PADRE NOVANTENNE RICOVERATO IN OSPEDALE. IL MOTIVO? NON VOLEVANO CHE L’UOMO RICEVESSE UNA SACCA DI UN VACCINATO CON UN PRODOTTO A RNA: TEMEVANO CHE AVREBBE SUBÌTO UNA MUTAZIONE GENETICA…

Lorenzo Mottola per “Libero quotidiano”

 

trasfusione di sangue 7

Che la situazione stesse sfuggendo di mano si era capito da tempo, più o meno da quando dagli Stati Uniti è arrivata in Italia la voce che i farmaci della Pfizer trasformassero le persone in zombie come nel film "Io sono leggenda". Ora, però, la faccenda si sta spostando su un piano diverso. Tutto è partito dalla semplice paura per gli effetti della medicina.

 

vaccino pfizer

Poi sono arrivate i teorici antivaccinisti e i movimenti di piazza. Ora si tracima nel vero e proprio fanatismo. Non si trova infatti traccia di razionalità nella scelta di due sorelle di Rimini, di cui ha raccontato la storia ieri Repubblica Bologna, che hanno rifiutato il consenso a effettuare una trasfusione per salvare il padre novantenne. Le due signore romagnole pensavano di rischiare grosso, perché se per caso fosse stata usata una sacca di plasma di un vaccinato con un prodotto a Rna anche il loro papà sarebbe stato "contagiato" dal prodotto. Erano convinte che l'uomo avrebbe subito una mutazione genetica.

 

trasfusione di sangue 6

Il medico che si è occupato del caso, dopo aver passato qualche minuto a bocca aperta, ha spiegato che non solo non si trasmette il virus attraverso una trasfusione, ma neanche l'Rna: «Il sangue subisce una lavorazione, una minima quantità di plasma è presente, ma questo aspetto riguarda decine di vaccinazioni. Non fa la differenza». In altre parole, con il sangue di un vaccinato, non ci si vaccina. In realtà sarebbe comodo, ma non è così.

VACCINO PFIZER 1

 

TEORIA E REALTÀ

La coppia, tuttavia, ha provato a insistere, chiedendo l'origine del plasma in arrivo all'"Infermi" di Rimini. Richiesta cui non è stato possibile dare seguito. La donazione di sangue è anonima e viene tutelata la riservatezza. Così alla fine le sorelle hanno detto no. L'uomo, comunque, pare che se la caverà lo stesso: la terapia serviva non per salvargli la vita, ma per rimetterlo in piedi prima. E bisogna dirlo: ci sono No-vax cui è andata anche peggio.

 

trasfusione di sangue 8

Qualche giorno fa i quotidiani locali hanno raccontato di un uomo, 44enne della provincia di Napoli, che non ha retto all'idea di aver contratto il Coronavirus. E ad abbatterlo non è stata la paura degli effetti del virus, ma la vergogna: aveva sempre sostenuto che la malattia non esistesse. Così si è piantato un coltello in pancia e poi si è lanciato dal balcone. Per fortuna, non viveva ai piani alti e la polizia l'ha raccolto prima che passasse al creatore per dissanguamento. Un caso di doloroso pentimento.

 

pfizer moderna

Ma come ben sappiamo non sempre va così. Le cronache di tutto il mondo sono piene di storie di antivaccinisti finiti in terapia intensiva al grido "per carità non vaccinatemi". Nel precedente anno di pandemia lo stesso capitava per i negazionisti, che prima di essere intubati sostenevano di essere vittime solo di una semplice polmonite. E ovviamente, come spesso capita, su questa nuova "religione" c'è anche chi ci lucra.

 

trasfusione di sangue 2

Negli Stati Uniti vanno di moda le raccolte fondi di No-vax per sostenere la causa. Una giornalista - licenziata per aver cercato di rivelare in diretta notizie choc contro la campagna di immunizzazione - ha racimolato più di 200.000 dollari per portare avanti la sua battaglia. Un dipendente di Facebook - fatto fuori per la stessa ragione - è arrivato a mezzo milione. E mentre c'è chi incassa, c'è chi ai soldi rinuncia.

 

trasfusione di sangue 3

Per esempio, i proprietari di una compagnia di taxi americana che ha scelto di sviluppare un Green pass al contrario: sulle loro auto non sono ammessi vaccinati. In Italia, tuttavia, sono i medici a dover affrontare i No vax più turbolenti. Scritte con minacce ai medici continuano a comparire fuori dai centri vaccinali e dagli ospedali in mezzo Paese ("non siamo cavie, ci ricorderemo di voi", gli slogan più frequenti). Per arrivare a quanti cercano con la violenza di costringere i dottori a rilasciare certificati per essere esentati dal vaccino. Una crociata per la libertà (di ammalarsi). Finita con alcune denunce.

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