coronavirus covid variante inglese

ANCHE LE VARIANTI FANNO MENO PAURA - LE MUTAZIONI DEL VIRUS NON "BUCANO" LA PROTEZIONE DEI VACCINI, A PATTO PERÒ CHE SI FACCIANO IN FRETTA I RICHIAMI: NEL REGNO UNITO HANNO CALCOLATO CHE CON LA SECONDA DOSE DI PFIZER E ASTRAZENECA SI È PROTETTI INTORNO AL 90% CONTRO IL CEPPO INGLESE E QUELLO INDIANO - PER MODERNA INVECE È RACCOMANDATA UNA TERZA INIEZIONE, SPECIE PER I PIÙ FRAGILI...

Francesca Angeli per “il Giornale

 

varianti covid

Due dosi di Pfizer e AstraZeneca ma tre di Moderna soprattutto per i fragili per proteggersi adeguatamente dalla variante indiana.

 

Sono stati giorni di preoccupazione per il governo di Boris Johnson in seguito all'aumento dei casi della variante indiana che si temeva potesse «bucare» la protezione offerta dalla profilassi. Tanto che il premier Johnson aveva ventilato l'ipotesi di far slittare le aperture previste per giugno che ora invece sembra possano essere confermate.

 

varianti covid 4

La notizia è buona anche se a metà. I vaccini sono «molto efficaci» contro la malattia sintomatica causata dalla variante indiana (B.1.617.2), ma solo dopo la somministrazione della seconda dose. Dunque una non è sufficiente ed occorre accelerare con i richiami.

 

Lo studio è stato condotto dalla Publich Health England in Gran Bretagna. Il vaccino Pfizer, dopo due dosi, è efficace all'88 per cento nel prevenire infezioni sintomatiche della variante indiana e al 93 nel prevenire infezioni sintomatiche della variante inglese.

sars cov 2

 

Con una sola dose l'efficacia si ferma al 33 per cento per la variante indiana e al 50 per quella inglese. Con AstraZeneca, l'efficacia scende al 60 per cento contro la variante indiana e al 66 contro la variante inglese.

 

Gli studiosi ipotizzano però che proseguendo il monitoraggio dei casi anche la percentuale di protezione offerta dal vaccino di Oxford possa salire. La ricerca si è svolta nei mesi di aprile e maggio su quasi 13mila casi per diverse fasce d'età.

 

covid

Alla luce di questi risultati il ministro della Salute britannico, Matt Hancock, si è detto più fiducioso rispetto al «liberi tutti» previsto per il 21 giugno: il via libera alla fase 4 quando in sostanza si rimuoveranno tutte le restrizioni.

 

È indispensabile però, ha sottolineato il responsabile della Sanità che tutti i cittadini inglesi prenotino la seconda dose per garantirsi una protezione più forte. Insomma di fronte alla variante indiana cambia la strategia della campagna vaccinale inglese che aveva scelto di distanziare le due dosi proprio per somministrare la prima a maggiore numero di persone possibile.

 

boris johnson

Ora invece si corre per la seconda in modo da proteggere la popolazione anche dalla temuta variante indiana.

 

Moderna raccomanda invece che sia inoculata una terza dose ai soggetti fragili da fine estate. Si guarda soprattutto agli anziani che sono stati vaccinati per primi all'inizio di quest'anno e che quindi sarebbe meglio proteggere con una terza dose in vista della stagione invernale.

 

boris johnson visita i laboratori di astrazeneca a macclesfield 2

In Gran Bretagna le vaccinazioni galoppano: sono stati raggiunti i 60,5 milioni di dosi somministrate. Le prime dosi inoculate sono salite a quasi 38 milioni mentre le seconde sono a circa 22,7 milioni, il 72 per cento e il 43 dell'intera popolazione over 16. E gli effetti della vaccinazione di massa sono evidenti le vittime di Covid nel Regno Unito ieri sono state soltanto 5.

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