xi jinping manager grandi imprenditori cinesi pechino hi tech high tech

XI JINPING RADUNA LE TRUPPE PER LA GUERRA TECH A TRUMP – IL PRESIDENTE CINESE RICEVE I TOP MANAGER DELL’IMPRENDITORIA DEL DRAGONE, DAL FONDATORE DI HUAWEI, REN ZHENGFEI, AL CEO DEL GIGANTE DEI VEICOLI ELETTRICI BYD, WANG CHUANFU – XI ASSICURA CHE SOSTERRÀ E PROTEGGERÀ IL SETTORE PRIVATO, NEL PIENO DELLA GUERRA DEI DAZI CON L’AMERICA – IN PRIMA FILA RIAPPARE ANCHE MR ALIBABA, JACK MA, FINITO IN DISGRAZIA DOPO CHE NEL 2020 SE LA PRESE CON LE BANCHE CINESI...

Estratto dell’articolo di Gianluca Modolo per "la Repubblica"

 

xi jinping incontra manager e grandi imprenditori cinesi

C’era Jack Ma ad applaudire in prima fila. E la foto di Mister Alibaba che poi stringe la mano a Xi racconta alla perfezione l’importanza della giornata. C’era l’altro Ma, Pony, il boss di Tencent. E poi, tra gli altri, il fondatore di Huawei Ren Zhengfei, il Ceo di Xiaomi Lei Jun, quello del gigante dei veicoli elettrici Byd, Wang Chuanfu. Il numero uno del produttore di batterie Catl, Robin Zeng. E pure Liang Wenfeng di Deepseek.

 

Xi Jinping ha incontrato a Pechino, nella Grande Sala del Popolo su Piazza Tiananmen, i colossi dell’imprenditoria cinese. Per assicurarli del fatto che il Partito sostiene il settore privato. Per promettere che proteggerà i diritti e gli interessi legittimi degli imprenditori. Per far capire loro che sono fondamentali per rilanciare la seconda economia mondiale.

 

jack ma ricevuto da xi jinping a pechino

E che ha bisogno dei suoi giganti, che devono contribuire maggiormente all’innovazione tecnologica del Paese, per non soccombere nei confronti degli Usa. [...]

 

[...] «Le difficoltà e le sfide che l’economia privata sta attualmente affrontando sono temporanee, non a lungo termine, e possono essere superate», dice. Un “importante discorso” davvero: segno che, dopo anni turbolenti, la leadership comunista vuole trasmettere maggior sostegno alle imprese private, in tempi di rallentamento economico e di tensioni e rivalità con gli Stati Uniti.

 

Dai chip ai veicoli elettrici fino all’intelligenza artificiale: Xi ha riunito molti dei più grandi nomi del business. Esortandoli a «mostrare il loro talento», a dare un contributo significativo, ad avere fiducia nel futuro del Paese.

 

I DAZI DI DONALD TRUMP - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Un simposio che dimostra la posizione più morbida di Pechino nei confronti delle aziende del settore privato (in particolare quelle tech): un’inversione di rotta che arriva mentre Washington intensifica la sua campagna di dazi e restrizioni. «È un tacito riconoscimento del fatto che il governo ha bisogno delle aziende del settore privato per la sua rivalità tecnologica con gli Stati Uniti», dichiara Christopher Beddor, di Gavekal Dragonomics. Per Zhang Xiaoyan, docente alla Tsinghua «Lo scopo è dire alle aziende private ‘vogliamo sostenervi. Abbiamo bisogno che stimoliate l’innovazione e i consumi».

 

La dimostrazione di sostegno ora si deve concretizzare con azioni politiche concrete però. Dopo una campagna durata anni per contenere l’influenza delle grandi aziende (soprattutto tech), Pechino in realtà ha iniziato recentemente a cambiare rotta, facendo numerose aperture, anche se questi sforzi sono stati spesso ostacolati da alcune decisioni da parte dei governi locali. [...]

 

xi jinping stringe la mano a jack ma

La presenza di Jack Ma è significativa: se c’è una persona associata alla stretta degli ultimi anni è proprio Ma. Fu lui la vittima più illustre. L’imprenditore era sparito dai radar dopo che nell’ottobre del 2020 se la prese con le banche cinesi e i regolatori colpevoli di soffocare l’innovazione.

 

Ai primi di novembre di quell’anno era arrivato lo stop all’Ipo da record in Borsa per la sua fintech Ant. Episodio che diede il via a una campagna durata anni per rafforzare il controllo statale sulla seconda economia mondiale.

xi jinping donald trump

manager e grandi imprenditori cinesi ricevuti a pechino da xi jinping

xi jinping incontra i grandi imprenditori cinesi

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”