fotografie mario dondero

IL FOTO-GIORNALISMO DI MARIO DONDERO - DAL MILIZIANO MORENTE NELLA GUERRA CIVILE SPAGNOLA A GASSMAN CON LA MASCHERA DI AMLETO: IL “SECOLO LUNGO” VISTO DAL GRANDE FOTOREPORTER

Caterina Minnucci per "il Fatto quotidiano"

 

fotografie mario dondero 9fotografie mario dondero 9

Non è che a me le persone interessino per fotografarle, mi interessano perché esistono. Diversamente, il foto-giornalismo sarebbe soltanto una sequenza di scatti senz’anima.” Lui è Mario Dondero, uno dei grandi protagonisti della fotografia contemporanea e queste parole sono l’espressione più completa del suo lavoro, dell’osmosi tra l’opera e il suo modo di essere.

 

Dal 19 dicembre si racconta, attraverso 250 foto esposte nelle Grandi Aule delle Terme di Diocleziano a Roma, in una mostra promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici in collaborazione con la casa editrice Electa.

 

fotografie mario dondero 8fotografie mario dondero 8

“Chi ha avuto la fortuna di incontrarlo sa esattamente quale sia il significato della parola humanitas” ha scritto di lui il critico Massimo Raffaeli. Mario, classe 1928, partigiano adolescente in Val d’Ossola, è un uomo dalla curiosità formidabile, appassionato, ironico. Attacca bottone con tutti: “Posso farle una foto?”.

 

fotografie mario dondero 7fotografie mario dondero 7

Da quando è tornato in Italia, non è così difficile incontrarlo mentre girovaga con la sua vecchia Leica al collo per la città di Fermo, nelle Marche, dove ha scelto di vivere. La mostra è un’antologia della sua vita, un viaggio nel cuore del secolo “lungo”, la più bella stagione del fotogiornalismo internazionale.

 

Le quattro sezioni, a cura del professor Nunzio Giustozzi che insieme a Laura Strappa ha realizzato anche la monografia per la collana Electaphoto, sono un diario illustrato con le sue più famose fotografie in nero e una discreta quantità di scatti a colori, vera novità.

fotografie mario dondero 6fotografie mario dondero 6

 

Quest’ultime selezionate da Dondero, già famoso per non aver mai tenuto il suo archivio in ordine, con alcuni volontari della fototeca provinciale di Fermo che hanno eseguito in un anno l’inventario di oltre dodicimila diapositive. “Se devo pensare a chi può avermi ispirato nel mio mestiere, il primo che mi viene in mente è Robert Capa”.

 

fotografie mario dondero 5fotografie mario dondero 5

L’omaggio di Dondero per lui, nella prima sezione, è uno scatto di quella collina, in Spagna, dove il fotografo dell'Agenzia Magnum realizzò la famosa foto del miliziano morente nella guerra civile. È lo sguardo partecipe di Mario nella storia, la sua continua tensione politica intesa ad “alimentare la memoria”.

 

Si prosegue con gli scatti della Sorbonne occupata, i suoi primi anni a Parigi dove si trasferì nel ’54 e tra un viaggio e l'altro, ha vissuto per quarant’anni. Geografia di una vita in movimento, non mancano le istantanee degli anni trascorsi a Milano con gli amici del bar Jamaica, la campagna italiana degli Anni 60, la guerra algero-marocchina e il processo Panagoulis.

fotografie mario dondero 4fotografie mario dondero 4

 

Imperdibili i suoi ritratti di alcuni tra i più importanti artisti e intellettuali del secolo scorso: tra le sue foto più celebri, quella del gruppo degli scrittori del Nouveauroman (Sarraute, Beckett, Robbe-Grillet, Mauriac, Simon, Lindon, Pinget, Ollier) scattata a Parigi nel 1959; e poi Francis Bacon a Londra, Pier Paolo Pasolini a Roma, Gorbaciov a Ginevra, Vittorio Gassman con la maschera di Amleto a Viareggio.

 

Alle sue dita sempre pronte a scattare, infine, non sono sfuggiti i vent’anni di guerra a Cuba, la Regina Sibeth della tribù dei Flups in Senegal, la caduta del muro di Berlino, la Russia di Putin e l’Afghanistan senza pace. Sempre dalla parte dell’uomo perché “se l'obiettivo è rivolto verso se stessi, non si vede nulla”.

fotografie mario dondero 3fotografie mario dondero 3

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”