ARTE 2013 - IL PEGGIO? LO YOGA AL MAXXI, ECCELLENTI CURATORI EMIGRATI ALL’ESTERO, MACRO PASTICCIO - IL MEGLIO? LA BIENNALE, LA MOSTRA DI DAVID BOWIE, FRANCESCO VEZZOLI
Alessandra Mammì per espresso.repubblica.it
Impossibile sottrarsi al meglio e il peggio nell'arte del 2013.Eccolo. Con giudizi assolutamente faziosi e passionali.
IL MEGLIO
1) LA BIENNALE DI MASSIMILIANO GIONI
Confermato dal pellegrinaggio di visitatori. Dunque a costo di essere banali e di parte, merita il primo posto
2) LA MOSTRA DI DAVID BOWIE AL VICTORIA & ALBERT DI LONDRA
Allestimento grandioso, maxischermi,video rari, feticci e foto di David bambino, Ziggy, eroi e alieni, vestiti rispolverati, Berlino con il muro, Velvet Goldmine .......Vista insieme a: ex giovani punk ,coppie di insegnanti, ragazze più che benestanti con Kelly al braccio, turisti in sneakers, studenti con zainetti, signori& signore radical chic. Pienone internazionale. Molti lacrimoni nostalgici.
3) LA MOSTRA DI ANA MENDIETA ALLA HAYWARD GALLERY
Tutto al massimo, l'allestimento essenziale, la scelta delle opere, la serietà dell'istituzione che dedica una grande antologica aun'artista così complessa e preveggente. Ne esce fuori la sua forza creativa, l'élan vital e insieme distruttivo. La bambina cubana che fugge in America con i genitori a 12 anni.
Il femminismo, il simbolismo, le ricorrenti immagini di morte e molte nascite delle sue performance, la violenza, la pace della natura. Tutto con materiali rari, preziose carte da archivi e nessun morboso indugiare sulla sua morte. Che arriva a New York dove vive con il suo compagno e artista più famoso di lei ,Carl Andre, quando nel 1985 cade dal 35mo piano di un grattacielo a New York in circostanze mai chiarite.
4) FRANCESCO VEZZOLI AL MAXXI
Grande antologica , molto discussa, detrattori sostenitori. Nei fatti si conferma il coraggio di un artista che scende nell'arena dei media, sfida Hollywood, la tv, lo star system il red carpet e ne esce vivo. E che in più qui, si dimostra l'unico ad aver lottato e vinto la prepotenza muscolare del museo di Zaha Hadid. Il suo allestimento al Maxxi con rossi sipari e morbidi tendaggi, ha reso confortevole persino il pugno di cemento dell'Archi Lady di Ferro.
5) MARTIN KIPPENBERGER ALL'HAMBURGER BAHNHOF
Solo un antologica così completa poteva dar conto della titanica produzione di colui che è stato definito forse il più talentuoso artista tedesco. DI tanto talento nulla è stato escluso: pittura, scultura, collage,film, musica. La politica e la storia, l'ordine e il disordine, l'amore e la paura, la rabbia e l'ironia. Un tumultuoso percorso nella vita complicata e nella mente sconfinata di un uomo che non ha messo limiti alla ricerca. Rischiando sempre. Morendo giovane. Insomma oltre la mostra, un romanzo.
6) RAGNAR KJARTANSSON ALLA BICOCCA
"The visitors": ipnotico e rapsodico allestimento con installazione dinove schermi e proiezioni video in scala 1:1,che punta con successo all'opera totale ricostruendo un concerto attraverso le performances dei diversi strumenti. Ogni musicista occupa uno schermo chiuso in una stanza di un delabrè edificio ottocentesco di Rokeby Farm, nell'Upstate New York. La musica è dell'artista, le poetiche parole dell'ex moglie dell'artista, i musicisti tutti amici dell'artista. L'effetto finale: una meraviglia.
IL PEGGIO
1) LA DIASPORA
Il peggio invece è che nel 2014 il curatore Andrea Lissoni che ci ha regalato "Visitors" o l'evento dedicato al magnifico cineasta artista Apichatpong Weerasethakul, con tanto di maratona 24hours, se ne va altrove. E' stato chiamato dalla Tate Modern, e naturalmente ha fatto le valigie per Londra. Anche se ha promesso di portare a termine il suo programma per la prossima stagione della Bicocca, il suo nome si aggiunge alla ormai lunghissima lista di eccellenti curatori emigrati all'estero: Mario Codognato, Francesco Manacorda, Fabio Cavallucci, Antonia Alampi, Lorenzo Benedetti, Chiara Parisi, Dobrila De Negri, Luigi Fassi, Andrea Bellini...
2) IL PADIGLIONE RUSSO ALLA BIENNALE DI VENEZIA
Inutile esibizione di soldi&potere, prova muscolare tutta anabolizzanti, installazione artefatta e faticosa. Facile metafora sullo strapotere del denaro con messa in scena della mitologica pioggia d'oro di Danae. Era meglio quando si stava peggio
3) IL MACRO PASTICCIO
Storia di un edificio da 30 milioni di euro e di un Comune (quello di Roma) che non ha ancora deciso se farne un museo d'arte contemporanea o un circo. E si può aggiungere la caduta libera di Rivoli, il bando incasinato per la direzione della Gam, la deriva del Pecci a Prato ..... 2013 una decimazione per le istituzioni contemporanee. Si è salvato solo il Mart.
4) LO YOGA AL MAXXI
I suoni e luci dell'allestimento a Palazzo Marino a Milano che accompagna la Madonna di Foligno di Raffaello. E ogni baracconata "acchiappa pubblico" nei musei italiani. I quali nel 2014 dovrebbero tornare a fare il loro mestiere. E non ispirarsi ai palinsesti di un canale digitale.
5) LA CHIUSURA DI CHARTA
Dopo 21 anni la casa editrice, riferimento dell'arte contemporanea italiana, viene messa in liquidazione. E l'editore Giuseppe Liverani ancora fedele alla sua storia sessantottina scrive: "Non ci siamo voluti adeguare a un mercato editoriale che impone di abbassare la qualità e di impiegare precari abbiamo fatto questo lavoro per vent'anni al meglio, e nella piena legalità . Con una decina di dipendenti, tutti assunti a tempo indeterminato. La società non è fallita, ma non riesce più a sostenersi.
Piuttosto che abbassare i nostri standard, chiudiamo". Ma sia lui che il suo braccio destro Silvia Palombi non manderanno al macero i libri. E mentre Nella sede di via Moscova, a Milano, è in corso una vendita speciale a prezzi bassissimi insieme dichiarano "Abbiamo fatto una specie di sogno: che neanche un libro venga distrutto e che ciascuno trovi casa: un libro per persona. Non aspetteremo pigramente acquirenti e ordini ma proseguiremo con le donazioni a Istituzioni culturali, Biblioteche e Fondazioni e con le vendite speciali ad artisti, autori, gallerie».
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