W IL “BESTIASELLER” - BIOGRAFIE FASULLE, MEMORIE INVENTATE, PSEUDONIMI: TUTTI I SEGRETI DEL MARKETING PER VENDERE LIBRI

Raffaella De Santis per "la Repubblica"

Cosa non inventa il mercato editoriale pur di vendere i libri: autori famosi che si nascondono dietro pseudonimi, baby scrittori che in realtà hanno età venerande, donne che si fingono uomini e viceversa, ricchi che recitano la parte degli spiantati. Tutto pur di fabbricare un bestseller. La storia dell'editoria è piena di trucchi studiati ad arte per incuriosire i lettori.

Il prossimo 27 agosto uscirà nelle librerie italiane il primo romanzo di un ennesimo trittico erotico, dopo le Cinquanta sfumature, firmate E.L. James, pseudonimo di Erika Leonard: la nuova saga della Trilogia delle stanze (Trovami, Svelami, Scoprimi), in corso di pubblicazione in dodici paesi (in Italia uscirà per Sperling & Kupfer), parla di una escort che si redime e decide di sposare uno dei suoi ricchissimi amanti, salvo poi gettarsi tra le braccia del fratello di lui in un crescendo di giochi tra le lenzuola degli alberghi.

Dietro al nom de plume dell'autrice, Emma Mars, si nasconderebbe un celebre scrittore francese, un uomo che deve aver fiutato l'affare facendo leva su una firma femminile, più
adatta al filone porno soft. Perfino il caso eclatante di J.K. Rowling che ha scritto il suo ultimo romanzo, Il richiamo del cuculo, usando lo pseudonimo di Robert Galbraith, potrebbe essere stato architettato per evitare un flop.

D'altra parte senza il traino del suo vero nome di copertina, The Cuckoo's Calling stentava a decollare, ma non appena è stata rivelata la vera identità dell'autrice le 1.500 copie vendute in tre mesi (nell'ultima settimana solo 37) si sono di colpo moltiplicate del 500%, tanto da far venire il ragionevole sospetto che la soffiata partita dal legale della signora Rowling fosse in realtà un piano di marketing per evitare il disastro e rimediare a una valutazione sbagliata in partenza. Molto probabile infatti che nei panni di una sconosciuta, la scrittrice puntasse a conquistare quella fetta di mercato sedotta dal selfpublishing e dagli autori poco noti più che dalle grandi firme.

Certo, il nome di copertina è importante e il mercato ha le sue preferenze. Le storie d'amore più o meno hard prediligono firme femminili (anche gli scrittori dei romanzi Harmony si fingevano donne), ma le saghe fantasy e i thriller funzionano meglio se attribuiti a uomini. Di pseudonimi è piena la letteratura (Fernando Pessoa, Svevo, Paul Auster, Mo Yan, solo per citarne alcuni), ma le false identità a fini commerciali sono tutt'altra cosa, soprattutto quando si tratta di autofiction, confessioni di esperienze realmente vissute che presupporrebbero la verità come primo ingrediente.

Carlo Carabba, editor narrativa Mondadori, spiega: «Bisogna distinguere. Da un lato c'è la scelta di pubblicare con uno pseudonimo - decisione che di solito viene presa dallo scrittore e non dall'editore - dall'altro c'è il trucco editoriale vero e proprio: spacciare per "storia vera" un libro di fantasia. Quest'ultima è una strada pericolosa, che rischia di minare il rapporto di fiducia con il lettore. E poi, come sanno tutti un trucco una volta svelato perde ogni valore».

E in effetti un memoir che risulti falso è una contraddizione in termini, ma che succede se in libreria finisce nello scaffale dei romanzi? È stata messa in discussione anche la storia autobiografica di Nicolai Lilin, autore di Educazione Siberiana, che certamente non avrebbe avuto sul pubblico lo stesso impatto se presentata come opera di fiction, perché i lettori sono affamati di storie "vere" e gli editori lo sanno.

Tracciare però un confine netto tra i gradi di realtà nella letteratura non è facile. Per Paolo Repetti, direttore editoriale di Einaudi Stile Libero, ci sono diversi aspetti da considerare: «Un conto sono le operazioni di marketing in cui il concetto di onestà intellettuale può essere ancora utilizzato, un conto sono le operazioni letterarie in cui il concetto di vero e falso si gioca da sempre con ambiguità. Un artificio letterario può travestire un documento falso come vero o viceversa, ma alla fine non si può fare nulla se non attestare la qualità dell'opera. In letteratura è tutto consentito».

Da qualche anno siamo tempestati di false autobiografie, salvo poi scoprire l'inganno: l'autofiction di Margaret B. Jones, Love and Consequences, pubblicizzata per mesi dalla stampa americana come la confessione eccezionale di una ragazzina cresciuta tra le baby gang e gli spacciatori di droga di Los Angeles, era in realtà opera di Margaret Selzer, nata e cresciuta in un quartiere benestante. La Penguin in quel caso ha ritirato le copie e rimborsato i lettori. Vicenda analoga per James Frey, Un milione di piccoli pezzi (Tea), in cui niente era vero, né la gioventù spesa dall'autore tra bande criminali, né gli otto anni in carcere.

E alla fine degli anni Novanta fu clamoroso il bluff di Misha Defonseca nel suo Sopravvivere con i lupi (Ponte alle Grazie, tradotto in diciotto lingue), presentato come storia vera di una bambina sopravvissuta alla Shoah e invece inventato di sana pianta. A questo punto non sembra nemmeno più un problema di realtà, ma di reality: è vero tutto ciò che fa audience.

 

 

 

Steve Rawlings Trilogia delle stanze NICOLAI LILIN MISHA DEFONSECA MISHA DEFONSECA

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO