dago tony effe gualtieri

“LA CENSURA A TONY EFFE? QUESTO PD NON HA CONNESSIONE CON LA CITTÀ. PENSANO CHE IL RAPPER SIA UN MANIACO SESSUALE" – DAGO: “TONY EFFE È UN RAGAZZO CHE PARLA E HA GLI STESSI PENSIERI DEI SUOI COETANEI. LE BORGATE ROMANE SONO PIENI DI TIPI COME LUI. POI DICI CHE IL PD E’ IL PARTITO DELLA ZTL, MA DIAMINE! ROMA PER ADESSO È UN CRONICARIO DI CEMENTO: GLI APPALTI AVANZANO AL PASSO DI TARTARUGA - IL SINDACO? BRAVA PERSONA, SIA CHIARO. MAGARI AL CIRCO MASSIMO IL NOSTRO GUALTIERI SCHITARRERÀ BANDIERA ROSSA DAL PALCO…” - DAGOREPORT

Dago ph Porcarelli

Antonello Caporale per ilfattoquotidiano.it - Estratti

 

La questione, all’ingrosso, resta quella di sempre: Roma fa schifo o è caput mundi? Roberto Gualtieri più che un sindaco è mister Prezzemolo, influencer per assenza di prove, oppure è il teorico fortunato della fabbrica progressiva permanente, dell’impasto virtuoso delle idee con i soldi e dei soldi con gli appalti? Famo a capisse, semo de Roma: Gualtieri sta cambiando la città o la sta soffocando? La tiene in campo per la testa o la tira all’ingiù per i suoi piedi?

 

 

 

(...)

 

Roberto D’Agostino, che da Dagospia, il sito che su Roma zozzona e caciarona ha un occhio particolare, risolve la questione da par suo: “Magari al Circo Massimo il nostro Gualtieri, brava persona sia chiaro, schitarrerà Bandiera rossa dal palco, lui suona sta chitarra d’altura. La censura conferma che questo Pd non ha connessione con la città, pensa che Tony Effe sia un maniaco sessuale. Invece è un ragazzo che parla come i suoi coetanei e ha gli stessi pensieri. Le borgate sono pieni di Tony Effe. Poi dici il partito della Ztl, ma diamine! Roma per adesso è un cronicario di cemento: gli appalti avanzano al passo di tartaruga, come da tradizione. Non per dire, ma avevo i capelli corvini è iniziata la costruzione della metro C e ancora s’attende di inaugurare le ultime due fermate”.

tony effe

 

Roma però appare un po’ meno disastrosa. Come se qualcosa, finalmente ma lentamente, stesse andando per il verso giusto. Per la cronaca cittadina: Via Ottaviano, lo stradone appena dietro il colonnato di san Pietro, era ridotto a casbah, un mercato disordinato.

 

Ora completamente rifatto, ritrova senso e gusto architettonico. Tra tre giorni tocca inaugurare Piazza Pia, lo slargo che unirà il Vaticano a Roma, liberato dalle auto grazie al sottopasso che dovrebbe ridurre la consueta nevrosi da clacson. Poi ci sarà piazza San Giovanni tirata a lucido, poi piazza Risorgimento recuperata, poi arriverà il restyling di Termini, ora davvero infrequentabile. E c’è l’asfalto delle strade, all’80 per cento rifatte, la gestione un pizzico più efficiente di Ama, tutti i grandi monumenti all’aperto in corso di restauro. Cambierà Roma?

 

Si che cambierà, giura Massimiliano Smeriglio, l’assessore alla Cultura succeduto a Miguel Gotor: “Siamo dentro una trasformazione epocale che comporta fatica. Per questo chiediamo ai romani di avere ancora un po’ di pazienza. Le Vele di Tor Vergata saranno pronte l’anno prossimo, e avanzeremo con i parchi sul Tevere, i nuovi bus, cento dei quali già in servizio e totalmente elettrici, i tre mega interventi in periferia: Tor Bella Monaca, Corviale e Santa Maria della Pietà completamente recuperate”. E dunque: Roma fa schifo o è caput mundi?

 

 

 

 

 

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