enrico lucci dalema d alema epifani

UCCI LUCCI, SENTO ODORE DI AUTO-PROMOZIONE - ENRICO LUCCI IRROMPE AL PD, DA MENTANA, IN RADIO, PER PROMUOVERE LE NUOVE PUNTATE DI ‘NEMO’: ‘MI CANDIDO ALLA SEGRETERIA PD. MANDERÒ QUALCUNO IN SIBERIA’ - ‘MICHELE SERRA? L’ART. 21 PROTEGGE SIA I GIORNALISTI INTELLIGENTI COME LUI CHE I BUFFONI SCARSI COME ME’ - VIDEO

 

1. PD, ENRICO LUCCI: MI CANDIDO ALLA SEGRETERIA, MANDERO' I DIRIGENTI IN SIBERIA COME QUEL MIO AMICHETTO...

ENRICO LUCCI DALEMA EPIFANIENRICO LUCCI DALEMA EPIFANI

Enrico Lucci, popolare volto tv e ideatore di Nemo, su Rai2, negli ultimi giorni è imperversato in tv e nell'assemblea Pd vestito da Stalin, con baffo e colbacco. Con questa singolare 'mise', prima ha cercato di intervistare Pierluigi Bersani e poi ha fatto 'irruzione' nello studio del Tgla7. Ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, l'ex Iena ha raccontato meglio come sono andati questi due incontri. “Bersani all'inizio ha detto che non voleva parlare con me, e ha fatto bene: non si può parlare con uno vestito in quel modo...”

 

Quindi non è riuscito ad intervistarlo? “Si, poi però l'ho rincontrato e gli ho detto: guardami bene, ti sembro uno non serio? E lui si è sganasciato dalle risate”. Ieri è pure entrato in diretta da Mentana, durante la 'maratona' del suo Tg La7. E il direttore le ha chiesto di togliersi colbacco e baffi...”Si - ha detto Lucci a Un Giorno da Pecora -, ma era tutto concordato, ovviamente dai, sono le buffonate che facciamo noi della televisione. Ma non mi fermerò qua”.

LUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANALUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANA

 

Cosa intende dire? “Mi candido alla segreteria del Pd. Giovedì, durante Nemo, ci sarà la candidatura ufficiale”. Ma per farlo dovrebbe avere la tessera del Pd almeno. “Non sono iscritto, ma ero iscritto alla sezione Lenin del Pci di Ariccia, nel 1985. Ma a me dei regolamenti interni non me ne frega niente, cerco solo il consenso a furor di popolo per far funzionare il Pd come farebbe il mio amichetto coi baffi, Stalin”.

 

LUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANALUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANA

Cioè, cosa farebbe da segretario del Pd? “In Siberia ci sono tantissime betulle da segare e serve gente da portare lì per farla lavorare”. Chi ci manderebbe in Siberia dell'attuale Pd? “Il 99% delle persone”. Chi terrebbe invece? “Teresa Bellanova, una bracciante, che farei mia vice”. Lei ha sempre votato a sinistra? “Si, Pci, Pds, Ds e poi Pd. E' chiaro, chi altro vuoi votare sennò? Li ho votati sempre più col cotone nel naso, però....”

 

 

2. “NON RISPONDEREI A UNO COME ME FACCIO IL BUFFONE”

Silvia Fumarola per la Repubblica

 

LUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANALUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANA

«Vestiti seriamente e poi parliamo» dice pacato Pierluigi Bersani all’ex Iena Enrico Lucci, versione soldato dell’Armata Rossa che irrompe all’assemblea della minoranza Pd (giovedì su Rai2 a Nemo- Nessuno escluso). Michele Serra ha dedicato al blitz la sua Amaca di ieri: se uno si traveste e fa interviste invocando l’articolo 21 che tutela la libertà di stampa e di pensiero, sta facendo informazione o spettacolo?

 

Enrico Lucci , giriamo la domanda a lei: ha letto Michele Serra?

«Non ero vestito da guardia, ma da Stalin: l’unico che farebbe funzionare bene il Partito democratico».

 

Va bene, ma cosa pensa della riflessione di Serra?

LUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANALUCCI INVADE LO STUDIO DI MENTANA

«Uno come lui che leggo e stimo da trent’anni... C’ha ragione, è vero l’articolo 21 protegge sia i giornalisti intelligenti come lui che i clown scarsi come me. Protegge tutti».

 

Il travestimento aveva senso?

«Mica ho costretto Bersani a rispondermi. Poi mi sono avvicinato di nuovo quando lo intervistava Lucia Annunziata e tratteneva le risate. Gli ho detto: “Guardami bene, ti sembro uno che non è serio?”».

 

Giovedì questi siparietti andranno in onda, giusto?

«La televisione è fatta di tante cose, chi decide dove si può fare o non fare una cosa? Odio la tv aggressiva di vent’anni fa, tutto il caos è fatto più dalla sicurezza che da me, io faccio la mia buffonata».

 

Buffonata in cui, però, invoca l’articolo 21...

«Anche la citazione dell’articolo 21 è una cosa assurda, possibile che Michele Serra, l’ex direttore di Cuore non lo comprenda?».

 

LUCCI PETRINILUCCI PETRINI

In effetti non si comprendeva perché lo invocasse.

«Capisco che sia paradossale, conosco la differenza tra una buffonata e il giornalismo sedicente serio. Ma spesso con le buffonate racconti le cose meglio che con l’italiano forbito da gentiluomo. Pensa che in questo insensato dibattito nel Pd sia io l’unico pagliaccio?».

 

Che c’entra? Qui parliamo del modo di fare informazione.

«Non vado a casa di Bersani e pretendo di entrare, l’assemblea è pubblica. Faccio satira. L’ultima cosa che mi interessa è fare la pantomima della sicurezza, ho 53 anni, quelli della sicurezza potrebbero essere miei figli. Niente sceneggiate».

 

Quella con Bersani lo era.

enrico lucci nemoenrico lucci nemo

«Faccio televisione. Sono quello che ha fatto rinnegare Mussolini a Fini, non obbligo la gente a rispondermi. Bersani fa benissimo a non parlarmi perché io con uno come me non ci parlerei».

 

Ma le persone, anche se non rispondono, vengono coinvolte.

«Arrivo come tutti. Chi non vuolerispondermi ne ha diritto, ma io ho tutto il diritto di fare le domande».

 

Non pensa che ci sia un limite?

ENRICO LUCCIENRICO LUCCI

«Certo. Quello che facevamo vent’anni fa a Le Iene aveva senso perché andavamo da ministri che non volevano parlare mai, o solo con giornalisti leccapiedi. Il precursore è stato Piero Chiambretti colPortalettere poi siamo arrivati noi, la politica era un mondo protetto. Piano piano è cambiato tutto, ora vedi l’aggressività fine a stessa. Sono cambiato anch’io, oggi sono più il bambino scemo che fa domande casualmente ingenue, che l’aggressore. L’aggressione non m’appartiene».

 

Appunto: le serve ancora travestirsi con baffi e cappotto?

«Sì perché mi piace fare il buffone, esiste la liberta di informazione e quella di satira. Magari qualcuno non ride, io sono un giornalista che fa il cretino e anche un giornalista cretino. Ma il moralismo non mi piace, a volte anch’io indosso il cachemire ma facendo il pagliaccio ho raccontato cose che i giornalisti in cachemire non sono riusciti a vedere».

ENRICO LUCCI ENRICO LUCCI

 

Anche Enrico Mentana le ha chiesto di togliersi i baffi.

«E poi mi ha detto che era meglio che me li tenessi, quando lo freghi Enrico. A proposito di giornalismo e spettacolo, è il più bravo di tutti».

 

 

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)