scala di milano

IN UN VECCHIO PALCO DELLA SCALA - A MILANO UNA MOSTRA AL MUSEO TEATRALE RACCONTA L'ITALIA ATTRAVERSO LE VICENDE DEGLI SPETTATORI AVVICENDATISI PER DUE SECOLI TRA I VELLUTI DEL TEMPIO DELL'OPERA - MANCA LA STORICA QUANTO UNICA APPARIZIONE DI BERLUSCONI PREMIER, CON L'ALLORA CONSORTE VERONICA, BELLISSIMA E INGIOIELLATA. IN COMPENSO, C'È PAPA BENEDETTO XVI. E C' È PURE UNA MERAVIGLIOSA, GIOIOSA MARIA CALLAS, NEL POLIUTO DI DONIZETTI (1960), AFFACCIATA AL PALCOSCENICO A UN METRO DAL...

Natalia Aspesi per “la Repubblica”

 

scala milano

Con le spalle al sipario, la scenografia dei palchi è di solenne splendore: quattro ordini più una galleria e il loggione, rosso acceso di broccati e velluti, oro a bassorilievi con draghi e volute ed arpe e stemmi, sfolgorio di luci; e quel senso di mistero inquietante che viene dal vuoto, dal silenzio, di un luogo bellissimo destinato alla folla, alla musica, alla storia, a ogni passione.

 

scala milano mostra

Le fotografie geniali di Giovanni Hänninen nelle ore dei fantasmi (dell' opera) esaltano il racconto immaginario delle sue notti di fasto, vitalità, chiacchiere ed emozioni della mostra Nei palchi della Scala. Storie milanesi al Museo Teatrale (dall' 8 novembre al 20 maggio 2020) diretto da Donatella Brunazzi: dall' inaugurazione del 1778 all' esproprio da parte del Comune negli anni 1920, protagonisti non il mondo della musica e dei suoi divi, ma quello degli spettatori, i palchi che si fanno teatro più del palcoscenico. La mostra curata da Pier Luigi Pizzi, assistente Mattia Palma più una quantità di specialisti, è completata da una mappa digitale in rete dal 7 dicembre (ricerca degli allievi del Conservatorio curata da Franco Pulcini).

 

teatro scala milano

Guardarsi, farsi guardare, nel gioco delle pareti di specchio, esibire bellezza, ricchezza, potere ma non solo: il teatro è il regno delle signore, il salotto quotidiano dove ricevere gli amici di casta ma anche gli intellettuali, gli illuministi, i patrioti. Nello sfolgorio di migliaia di candele, si affaccia la storia di una nazione che ancora non c' è, il dominio austriaco su Milano, Napoleone che si fa re d' Italia in Duomo, travolto dalla Restaurazione asburgica, il Risorgimento, le Cinque giornate di Milano, e dopo l' Unità, la sanguinosa repressione del 1898 perpetrata dal generale Bava Beccaris; la guerra mondiale senza luci e con i primi raid aerei, gli anni del socialismo e i fasci in azione.

 

Le signore della Scala, dette appunto salonnière , quasi sempre aristocratiche ma anche ballerine, cantanti, caffettiere, diventate mogli di aristocratici, di banchieri e industriali tessili, infine di commercianti arricchiti, hanno per la loro bellezza e intelligenza vite tumultuose, un marito dietro l' altro, vedovanze, annullamenti, celebri amanti, figli fuori dal matrimonio, sono al centro di scontri letterari e artistici, di trame politiche, di sostegno ai rivoluzionari (alcune poi al giovanotto Mussolini); ma riparano i loro eccessi di vivacità e spreco con la beneficenza in vita e lasciando in eredità palazzi, tenute, talvolta tutte le loro vaste ricchezze alle tante istituzioni caritatevoli di Milano: e per esempio la contessa Teresa Giorgi Oppizzoni Paceco, palchettista dal 1844 al 1857, ritratta da Giuseppe Landriani, lascia i suoi averi ai Luoghi Pii Elemosinieri (dall' archivio meraviglioso della storia di Milano oggi di proprietà Golgi- Redaelli).

papa benedetto xvi

 

I sensi di colpa delle opulente signore soccorrono l' Ospedale Fatebenefratelli e Sorelle, la Società Edificatrice di Case Operaie, gli Istituti delle Figlie di Carità e dei Bambini Rachitici, la Società per lo Spurgo dei Pozzi Neri, quella dei Sacerdoti Malati per Imbecillità e Demenza, i tanti Rifugi Notturni per i senzatetto, ecc.; un immenso mondo di povertà e abbandono che non ha confini.

 

 

La mostra alterna i ritratti delle signore che privilegiano Hayez, come la patriota Cristina di Barbiano Belgiojoso Trivulzio o Felicina Caglio Perego di Cremnago, (le signore hanno una quantità di nomi) a quelli dei loro ospiti famosi, spesso amanti come Ugo Foscolo invitato da Antonietta Fagnani Arese. E poi Stendhal, Parini, Verri, Vincenzo Monti.

 

papa benedetto xvi scala milano

C' è il biglietto di Verdi a Giulio Ricordi, «Casomai un individuo senza guanti si decidesse a venire stasera ci sarebbe un posto nel suo palco?». Il primo ospite del grande palco reale è nel 1778 l' arciduca Ferdinando, figlio dell' imperatrice Maria Teresa d' Austria e governatore della Lombardia, e da allora chi c' è c' è.

 

Nelle gigantografie si affacciano in gran pompa il presidente francese Charles De Gaulle con l' italiano Giovanni Gronchi, la cancelliera Angela Merkel con il premier Romano Prodi e la sindaca Letizia Moratti, Juan Carlos di Spagna solo, la regina Elisabetta II e consorte, e in altra occasione il principe Carlo che applaude accanto a Diana giovanissima con diadema. Manca la storica quanto unica apparizione in un luogo musicale di Berlusconi premier, circondato da suoi pari albanesi o croati (con l' allora consorte Veronica, bellissima e ingioiellata).

papa benedetto xvi scala 2

 

In compenso, in prima fila in platea, circondato da cardinali musoni, c' è papa Benedetto XVI dai ricciolini bianchi e di bianco vestito. C' è pure il documento fotografico della vocazione all' intrigo passionale dell' opera, cioè una meravigliosa, gioiosa Maria Callas, il corpo sottile fasciato di rasi nel Poliuto di Donizetti (1960), affacciata al palcoscenico a un metro dal palco di proscenio dove Aristotele Onassis si nasconde dietro Grace Kelly e il principe Ranieri.

 

nei palchi della scala

Ritratti, documenti, incisioni, fotografie, giochi da tavolo usati nel foyer, dove anche Alessandro Manzoni giocava d' azzardo, video, persino le tappezzerie di Fornasetti che riproducono i palchi, i disegni di Novello e Brunetta, qualche toilette d' epoca indossate da grandi dame. Il percorso si conclude con un montaggio fotografico a grandezza naturale, lungo una intera parete, ultimo omaggio al potere decorativo delle protagoniste della mondanità spregiudicata e lussuosa del socialismo craxiano, composta da 25 star dei 7 dicembre, abiti lunghi con strascico, pettinature barocche, gioielli, volpi e visoni bianchi: la Begum e Grace Kelly, Elizabeth Taylor e Valentina Cortese, Silvana Pampanini e Evelina Shapira e quella che era da ragazza, tra bellissime, la più bella di Milano, Lina Sotis.

 

C' è molto seduttiva Anna Casati Stampa di Soncino, che nel 1970 sarà uccisa assieme al giovane amante dal marito suicida.

 

E c' è pure Giovanna Borletti Bergonzoni, che nell' inaugurazione dei 1967, tra le prime rivolte studentesche arrivò alla Scala in pagliaccetto, praticamente mutande, stivali alla coscia, il tutto di pizzo bianco, facendo svenire le maschere: non si sa se fu la sua audacia spiritosa o l' anno dopo le uova marce di Mario Capanna, a decretare la fine delle cappe di zibellino e dei diamanti anche tra i capelli nello sfarzo della sera dell' inaugurazione.

callasberlusconi veronica lariocallas 1carlo e diana

Ultimi Dagoreport

forza italia marina pier silvio berlusconi antonio tajani martusciello barelli gianni letta gasparri

DAGOREPORT - SE IN FORZA ITALIA IL MALCONTENTO SI TAGLIA A FETTE, L’IRRITAZIONE DI MARINA E PIER SILVIO È ARRIVATA ALLE STELLE: IL PARTITO È DIVENTATO ORMAI UN FEUDO DOMINATO DAL QUARTETTO  DA TAJANI-BARELLI-MARTUSCIELLO-GASPARRI - DOPO AVER SPADRONEGGIATO IN LUNGO E IN LARGO, NELLA SCELTA DEL GIUDICE COSTITUZIONALE ALLA CONSULTA È ARRIVATA UNA PESANTE SCONFITTA PER TAJANI - È DA TEMPO CHE LA FAMIGLIA BERLUSCONI NON SA DOVE SBATTERE LA TESTA PER RIUSCIRE A SCOVARE UN SOSTITUTO AL 70ENNE CIOCIARO, RIDOTTO IN UN BURATTINO NELLE MANI DI GIORGIA MELONI, CHE È RIUSCITA AD ANESTETIZZARLO CON LA PROMESSA DI FARE DI LUI IL CANDIDATO NEL 2029 ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA (CIAO CORE!) - OLTRE AL PARTITO E ALLA FAMIGLIA BERLUSCONI, CHE CON IMPERDONABILE RITARDO COGNITIVO HA COMPRESO CHE IL GOVERNO NON È UN’ALLEANZA MA UN MONOCOLORE DELLA STATISTA DELLA GARBATELLA, OCCORRE AGGIUNGERE UN ALTRO ‘’NEMICO’’ DI TAJANI: L‘89ENNE GIANNI LETTA. NELLA SUA AFFANNOSA (E FALLITA) BATTAGLIA PER PORTARE ALLA PRESIDENZA DELLA RAI LA SUA PROTETTA SIMONA AGNES, TAJANI E I SUOI COMPARI NON SI SONO SPESI, SE NON A PAROLE...

donald trump giorgia meloni almasri husam el gomati osama njeem almasri giovanni caravelli

DAGOREPORT - SERVIZI E SERVIZIETTI: IL CASO ALMASRI E' UN “ATTACCO POLITICO” ALLA TRUMPIANA MELONI? - COME È POSSIBILE CHE UN DISSIDENTE LIBICO, HUSAM EL-GOMATI, PUBBLICHI SU TELEGRAM DOCUMENTI E NOTIZIE DEI RAPPORTI SEGRETI TRA LA MILIZIA LIBICA DI ALMASRI E L'INTELLIGENCE ITALIANA, SQUADERNANDO IL PASSAPORTO DEL CAPO DELL’AISE, CARAVELLI? - CHI VUOLE SPUTTANARE L'AISE E DESTABILIZZARE IL GOVERNO MELONI POSTANDO SUI SOCIAL LA FOTO DEL TRIONFALE RITORNO A TRIPOLI DI ALMASRI CON ALLE SPALLE L'AEREO DELL'AISE CON BANDIERA ITALIANA ? - CHE COINCIDENZA! IL TUTTO AVVIENE DOPO CHE TRUMP HA DECAPITATO L'INTELLIGENCE DI CIA E FBI. UNA VOLTA GETTATI NEL CESSO GLI SPIONI DELL'ERA OBAMA-BIDEN, E' INIZIATO UN REGOLAMENTO DI CONTI CON I PAESI GUIDATI DA LEADER CHE TIFANO TRUMP? - VIDEO

guerra ucraina vladimir putin donald trump ali khamenei xi jinping volodymyr zelensky

DAGOREPORT – IN UN MESE, TRUMP HA MACIULLATO L’ORDINE MONDIALE: RIABILITATO PUTIN, ISOLATA LA CINA - CINQUE PREVISIONI CHE NON SI SONO AVVERATE SULL’UCRAINA CON L'ARRIVO DEL NUOVO INQUILINO DELLA CASA BIANCA: 1) MARK RUTTE, SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO: “KIEV ENTRERÀ NELLA NATO, È UN PROCESSO IRREVERSIBILE”. ORA ANCHE ZELENSKY PARLA DI PIANO B – 2) NON SI FA LA PACE SENZA LA CINA. FALSO: TRUMP ALZA LA CORNETTA E PUTIN LO ASPETTA – 3) XI JINPING: “L’AMICIZIA CON LA RUSSIA È SENZA LIMITI” (MANCO PER IL GAS) – 4) L’IRAN S’ATTACCA AL DRONE: LA RUSSIA L'HA MOLLATA – 5) L’EUROPA, SOLITO SPETTATORE PAGANTE CHE NON CONTA UN CAZZO

giuseppe conte maria alessandra sandulli giorgia meloni matteo salvini giancarlo giorgetti corte costituzionale consulta

DAGOREPORT – IL VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI HA PARTORITO IL TOPOLINO DELLA CONSULTA: L’UNICO RISULTATO È STATA LA NOMINA DEI QUATTRO GIUDICI COSTITUZIONALI. A SBLOCCARE LO STALLO È STATO GIUSEPPE CONTE, CHE HA MESSO IL CAPPELLO SUL NOME “TECNICO”, MARIA ALESSANDRA SANDULLI – SUGLI ALTRI DOSSIER, MELONI, SALVINI E TAJANI CONTINUANO A SCAZZARE: SULLA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE NON CI SONO I SOLDI. LA RIFORMA DEI MEDICI DI FAMIGLIA È OSTEGGIATA DA FORZA ITALIA. E IL TERZO MANDATO È KRYPTONITE PER LA DUCETTA, CHE VUOLE “RIEQUILIBRARE” LE FORZE A LIVELLO LOCALE E SOGNA DI PAPPARSI VENETO E MILANO…

giorgia meloni matteo salvini

DAGOREPORT – QUANTO DURERA' LA STRATEGIA DEL SILENZIO DI GIORGIA MELONI? SI PRESENTERÀ IN AULA PER LA MOZIONE DI SFIDUCIA A CARLO NORDIO O DISERTERÀ COME HA FATTO CON LA SANTANCHÈ? MENTRE LA PREMIER SI ECLISSA, SALVINI È IPERATTIVO: VOLA PRIMA A MADRID PER INTERVENIRE ALL’INTERNAZIONALE DEI NAZI-SOVRANISTI E POI A TEL AVIV PER UNA FOTO CON NETANYAHU – GLI OTOLITI DELLA SORA GIORGIA BALLANO LA RUMBA PER LE MOLTE BEGHE GIUDIZIARIE: DA SANTANCHÈ A DELMASTRO PASSANDO PER NORDIO E ALMASRI…