paolo sorrentino loro

“LORO/1”, VISTO DA SINISTRA - TOMMASO PINCIO: “NON È PORNO PER IL SUO CONTENUTO, PER IL SUO ESIBIZIONISMO. È PORNO PER LA BANALITÀ DELLE RISPOSTE ALLA DOMANDE CHE FINGE DI PORSI - L’ASPETTO PIÙ INTERESSANTE CONSISTE FORSE NEL FATTO CHE IL FILM HA UN PO' L'ARIA DI UN AUTORITRATTO INCONSAPEVOLE. SORRENTINO COME SOMMA DI SILVIO E TARANTINI. I DUE PERSONAGGI SI SOVRAPPONGONO QUASI A COSTRUIRE UN PRIMA E UN DOPO, NON TANTO DELLA PERSONA MA DI UNA SUA INCLINAZIONE: IL FASCINO PER LA VOLGARITÀ DEL POTERE’’

Tommaso Pincio su Loro1

Diario minimo dei film #382

loro-1- paolo sorrentino

…………..

Il film di Sorrentino è un banale porno? Ovviamente no. Potrei essere tanto banale? Solo perché il film è, tra le altre poche cose, un trionfo di tette e culi? «Loro 1» non è porno per il suo contenuto, per il suo esibizionismo. È porno per la banalità delle risposte alla domande che finge di porsi. È porno per banali astuzie di indugiare sulle imperfezioni di corpi femminili, anche se sempre desiderabili e mostrati per essere desiderati.

 

loro-1- paolo sorrentino

È porno perché come il regista veramente porno risponde alla parete vuota con un quadro, così Sorrentino, alla necessità di riempire una strada dell'Eur con qualcosa di artistico, ci mette un bel rinocerente che trotterella da quelle parti senza un preciso se quello banale che è scappato da un circo.

 

Si comincia allora con una pecora uccisa da un climatizzatore perché attratta da Mike Bongiorno e si culmina - banalità delle banalità - al camion della monnezza che sbanda per non investire una pantegana e vola nei fori generando una pioggia di rifiuti che in dissolvenza incrociata diventano una pioggia di paste di ecstasy.

TOMMASO PINCIOKasia Smutniak_Riccardo_Scamarcio -loro-1- paolo sorrentino

 

E vogliamo parlare dei dialoghi? «Possiedi un nome?» «Candida» «E sei Candida?» «Per niente». La banalità che Sorrentino esibisce in questo film è porno non perché vi sia alcunché di particolarmente osceno, nuovo o disturbante, ma semplicemente perché adotta lo stessa cifra estetica di Brazzers, che è poi la stessa cifra Instagram.

 

Nel mondo di Brazzers, sembra che se non scopi in un salone formato hangar con vista su piscina, credi di scopare ma in realtà ci stai solo provando. Stessa logica, stesse piscine, stessa qualità fotografica della vita di Vacchi su Instragram. Il titolo del film si spiega in fondo così: i porno li vediamo tutti, tutti postiamo su Instagram, ma tra noi e loro l’abisso è enorme.

loro-1- paolo sorrentino

 

Per quanto gli schermi rendano impalpabile questa frattura, la nostra realtà non sarà mai retroilluminata quanto la loro. Loro ovvero «quelli che contano», come viene spiegato a Scamarcio qui nei panni di un giovane imprenditore voglioso di arrivare a Silvio per metà del film è chiamato soltanto Lui. Metà tutta centrata sulle energie che questo Tarantini investe per trovare la via, il modo per un incontro.

 

LORO SORRENTINO BERLUSCONI SERVILLO VERONICA LARIO ELENA SOFIA RICCI

La si direbbe quasi una versione aggiornata dell’agrimensore K., non fosse che l’inaccessibilità di questo Castello è solo apparente e basta un po’ gnocca per aprire crepe importanti. La seconda metà del film è invece tutta su di Lui, finalmente chiamato Silvio. Lo vediamo nel Castello, la villa in Sardegna, intento in poco convinti tentativi di recuperare il rapporto con la moglie Veronica.

 

Se possibile, è una parte ancora più banale della prima. Interamente costruita su cose stranote, punta più al trompe l’oeil, a creare una corriva illusione di verità anziché un personaggio credibile. Per quanto l’intento sia quello intenso di mostrarci un uomo al tramonto, attraversato a momenti da barlumi di vuoto e tristezza, l’effetto non è nemmeno quella maschera.

un giorno in pretura processo a tarantini 4

 

Tanto la prima che la seconda parte confidano in un’architettura drammaturgica concepita per quadri o, se vogliamo per Instagram stories. Scambio di battute, un paio di inquadrature artistiche e poi tunz tunz, vai con la musica, a volte si balla, altre no, ma comunque tunz tunz. Messa in questa termini, sembra una stroncatura, mi rendo conto. In realtà, non sono sicuro di volermi spingere a tanto.

 

un giorno in pretura processo a tarantini 1

È sicuramente un film non bello, stanco soprattutto, con tanta voglia di colpire ma senza l’energia e la visionarietà per riuscirci davvero. Brutto, non so. Dovrei pensarci. Una o due scene azzeccate ci sono, ma quanto al resto, molta prevedibilità. L’aspetto più interessante consiste forse nel fatto che il film ha un po' l'aria di un autoritratto inconsapevole. Sorrentino come somma di Silvio e Tarantini.

 

GIAMPAOLO TARANTINI E MOGLIE ANGELA DEVENUTO E CRISTINA DEL BASSO

I due personaggi si sovrappongono quasi a costruire un prima e un dopo, non tanto della persona ma di una sua inclinazione: il fascino per la volgarità del potere. Come Fitzgerald adorava i ricchi, così Sorrentino adora gli arroganti, anzi chi si può permettere l’arroganza.

GIAMPAOLO TARANTINI E MOGLIE ANGELA DEVENUTO

 

Con una piccola ma sostanziale differenza, però. Fitzgerald sbagliava in maniera tenera e bambinesca, credeva nella superiorità dei ricchi come si crede in Babbo Natale e, una volta scoperta la verità, ne ha pagato il prezzo.

 

Sorrentino li adora da adulto, sapendo che non c’è nessun Babbo Natale. Non crede vi sia niente di realmente affascinante nella volgarità del potenti, gli piace e basta. Magari è per questo che sono uscito dal cinema senza chiedermi più di tanto se ho visto un buon film o no, ma soltanto con un senso di tristezza indistinta ma profonda. Non credo vedrò il 2.

NICLA TARANTINI berlusconi tarantini TARANTINI E LA MOGLIE ANGELA DEVENUTO A PASSEGGIO PER ROMA GIANPI TARANTINI CON LA MOGLIE ANGELA DEVENUTO BERLUSCONI TARANTINI ESCORT E BISOGNOSI tarantini tarantiniTARANTINIBEGAN AL PARTY DI TARANTINI A BARINICLA TARANTINI

 

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