INTRIGO ENDRIGO - LUIS BACALOV CEDE E RICONOSCE CHE LE MUSICHE DEL “POSTINO” (PER LE QUALI VINSE L’OSCAR) ERANO ANCHE DI SERGIO ENDRIGO (UN GIORNO VERRA’ RIVALUTATO COME UN GRANDE ALLA PARI DI DE ANDRE’ E PAOLI)

Carlo Moretti per "La Repubblica"

È proprio vero che "Il postino" suona sempre due volte. Stavolta lo fa per ristabilire la verità e annunciare al mondo che le musiche premiate con l'Oscar nel 1996, per il film di Michael Radford con Massimo Troisi (che morì alla fine delle riprese) e Philippe Noiret, non erano soltanto merito del compositore Luis Bacalov ma anche di Sergio Endrigo, a lui legato da un sodalizio artistico durato 11 anni.

Endrigo, insieme a Riccardo Del Turco e a Paolo Margheri, giusto vent'anni prima aveva scritto una dolente canzone d'amore intitolata "Nelle mie notti", servita a Bacalov per il suo clamoroso calco: l'aveva pubblicata nell'album La voce dell'uomo, il primo senza gli arrangiamenti di Bacalov.

Il riconoscimento della doppia paternità delle musiche del "Postino" non è stato stabilito da una sentenza per plagio ma da un accordo di transazione sottoscritto da Bacalov con la controparte: la figlia (ed erede) di Endrigo, Claudia, in rappresentanza del cantante istriano scomparso nel 2005, e gli altri due autori del brano, Riccardo Del Turco e Paolo Margheri. E con l'accordo, di cui ha dato notizia il sito dell'esperto in plagi musicali Michele Bovi, Bacalov riconosce la co-paternità e accetta il pagamento di parte dei diritti accumulati tra il 1994, anno di uscita del film, e oggi; apre inoltre le porte agli altri tre autori verso i diritti che verranno raccolti in futuro.

L'accordo ha posto fine alla causa di plagio dopo diciotto anni, due gradi di giudizio in sostanziale pareggio e il recente rinvio in appello deciso dalla Cassazione, e offre ora la giusta paternità alla colonna sonora da Oscar del "Postino", con l'iscrizione degli altri autori nei bollettini della Siae. Eppure il clamoroso accordo su quelle musiche, che avrà un'eco tra i giurati dell'Academy che gli assegnarono la statuetta, sembra scontentare molti.

A cominciare dal compositore Luis Bacalov, che commenta amaramente: «Ho accettato la transazione pur di non continuare con questa vicenda che dopo 18 anni mi aveva veramente rotto le scatole: fossimo stati in America avrei avuto tutte le possibilità per vincere la causa ma ho compiuto 80 anni e in Italia la giustizia è assurda, tanto è lenta. La sentenza non c'è stata e io sono ancora convinto che si tratta di due musiche del tutto diverse».

Anche Claudia Endrigo non è soddisfatta: «Sono contenta che sia stata riconosciuta una paternità del brano a mio padre anche se solo come coautore e non come autore, ma stare vicino a lui per così tanti anni e vederlo stare così male per questa vicenda non riesce a farmi sentire felice fino in fondo. Si tratta di una vittoria amara, parziale: ho dovuto accettare una transazione che non ritengo adeguata: in America mio padre avrebbe vinto subito».

Riccardo Del Turco al contrario è soddisfatto: «Sì, anche se mi dispiace che Endrigo non abbia avuto la possibilità di ottenere la stessa soddisfazione in vita. Del resto la questione era lapalissiana, i due brani sono uguali, da noi però le cause per plagio finiscono sempre in cavalleria. Per questo l'ammissione di Bacalov è importantissima, dice che non si può rubare musica. E dà torto al maestro Morricone, che da perito di parte lo difese».

 

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