MIBAC MON AMOUR - I FILM FINANZIATI DAL MINISTERO COSTANO IL 40% IN PIÙ E INCASSANO IL 25% IN MENO DI QUELLI PRODOTTI SOLO DAI PRIVATI. E FRANCESCHINI VUOLE RIFORMARE IL SISTEMA DEI “FILM MIBAC”

Pedro Armocida per “il Giornale

 

belen rodriguezbelen rodriguez

La pagliuzza e la trave. Tutti a prendere in giro Belén Rodríguez perché un film con lei protagonista ha ricevuto un finanziamento dallo Stato di 200mila euro. Tanto che non si è neanche avvertito il bisogno di dire che il film in questione, Non c'è due senza te, ha anche un regista, l'ascolano Massimo Cappelli, all'opera seconda (e per questo giustamente sostenuto dal ministero per i Beni e le Attività Culturali), e una distribuzione. Insomma uscirà in sala e magari rischia di incassare.

 

Mentre la trave oggi può essere rappresentata dai contributi diretti a registi consolidati e a produzioni fortunatamente già belle solide. Nel 2013 lo Stato ha speso 19,3 milioni di euro per finanziare 53 film.

 

dario franceschinidario franceschini

L'impressione è che il sistema dei finanziamenti statali, oggi molto più trasparenti che in passato grazie anche al vituperato - all'epoca - «reference system» di Urbani, così com'è, alla lunga, non funzioni. Perché sta creando un mercato dopato in cui lo Stato finisce per generare un cinema a sua immagine e somiglianza, di «interesse culturale» un po' museale, gerarchico, con derive quasi etiche. Insomma, per semplificare, il cosiddetto «Film Mibac».

belen rodriguez 4belen rodriguez 4

 

Un cinema dove Leopardi e Boccaccio, dal quale hanno appena tratto un film i fratelli Taviani, «sono i supereroi Mibac» come ha avuto modo di scrivere Andrea Minuz sul Sole 24 Ore. E, visto che l'estetica del Film Mibac persegue la «formazione di un'identità culturale nazionale attraverso l'industria dell'audiovisivo», ecco che «in alternativa, c'è la lezione di educazione civica.

 

Eutanasia e laicità con Bellocchio e Bella addormentata. Eutanasia e materialismo storico con Miele di Valeria Golino. Il testamento biologico è già epica Mibac». Subito sbeffeggiata da Checco Zalone che, in Sole a catinelle, ha messo un regista italiano col turbante in testa che gira Eutanasia Mon Amour ma interrompe le riprese perché «sente puzza di borghesia».

 

I FRATELLI TAVIANI VINCONO L ORSO D ORO AL FESTIVAL DI BERLINO I FRATELLI TAVIANI VINCONO L ORSO D ORO AL FESTIVAL DI BERLINO

Una via d'uscita possibile, semplice e liberale, potrebbe essere, per certi film, allargare la defiscalizzazione (i cosiddetti tax credit e tax shelter introdotti dal ministro Bondi) rendendo i produttori molto più autonomi e responsabili. Una ricetta che non deve essere molto distante da quella che il ministro della cultura Franceschini ha in testa e che finirà probabilmente nel progetto di riforma del cinema e dell'audiovisivo a cui sta lavorando in vista della legge di Stabilità.

 

marco bellocchiomarco bellocchio

Su questa linea si muove anche Giacomo Giubilini, filosofo del linguaggio prestato al marketing. Al romano Kino - un cineforum-cenacolo di giovani idee - ha tenuto una discussione, sulla base di suggestioni di un altro attento studioso come Giacomo Manzoli, in cui, oltre ad aver calcolato che i film con contributo statale costano circa il 40% in più e incassano il 25% in meno di quelli non finanziati, ha codificato come deve essere pensato un film per ottenere i finanziamenti.

 

Con l'idea geniale di proporre la sceneggiatura perfetta per un Film Mibac dal titolo Il giovane Pasolini (il riferimento a Il giovane favoloso di Martone e Pasolini di Ferrara, entrambi finanziati dallo Stato, è palese: «Che c'è in Italia di più culturale e brandizzabile di Pasolini?»).

valeria golinovaleria golino

 

Perché in un film Mibac «si ha da soffrire con un'estetica manieristica della gravità», deve prevalere il «non detto per far intuire il grande tema, sempre eticamente ineccepibile e didascalico», dove «il contemporaneo è, a prescindere, deriva morale» come il «passato» che o è «monumentale o, meglio (più soldi), storia tragica di questo paese». Lo spazio dell'interiorità di un personaggio perduto deve essere «acquatico, pneumatico, e notturno: gradite le luci al neon».

CHECCO ZALONE A SORRENTO FOTO REPUBBLICA NAPOLI CHECCO ZALONE A SORRENTO FOTO REPUBBLICA NAPOLI

 

Ecco allora la periferia, le suburre, gli Aspromonti (Anime nere di Munzi), campagne e lidi laziali metafora di «alterità e fuga». E il silenzio e il primo piano come forme della denuncia e della deriva morale sottolineate da inquadrature interminabili, «anticapitaliste e anacronistiche». Infine una «lenzuolata di primi piani con musica sotto oppure una corsa in motorino o a perdifiato sinonimo di adolescenza, libertà, rivolta (in due senza casco) amore e desiderio e fuga: corri che ti passa».

Ultimi Dagoreport

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…