jeremy thorpe

UNO SCANDALO MOLTO INGLESE – UNA MINISERIE DELLA BBC (CON HUGH GRANT) RIPORTA ALLA MEMORIA LA TORBIDA STORIA DI JEREMY THORPE, DELLA SUA RELAZIONE GAY (ALL’EPOCA ILLEGALE) E DEL TENTATO OMICIDIO DEL MODELLO NORMAN SCOTT – UN PASTICCIO IN CUI PERSE LA VITA UN CANE E SU CUI NON È MAI EMERSA LA VERITÀ. FINO A CHE…

Luigi Ippolito per il Corriere della Sera

 

jeremy thorpe

È davvero uno scandalo molto inglese. Un politico assai in vista, una relazione omosessuale clandestina, il ricatto, un tentato omicidio (forse), l' insabbiamento. Lo sceneggiato della Bbc A Very English Scandal, con protagonista Hugh Grant, ha riportato alla memoria uno dei pasticci più clamorosi del dopoguerra: l' affaire Thorpe, che coinvolse colui che era il leader dei liberali fra gli anni Sessanta e Settanta.

 

jeremy thorpe 4

La realtà ha superato la finzione. Perché il programma televisivo ha riacceso i riflettori su uno scandalo che sembrava dimenticato: e ha portato alla scoperta che uno dei protagonisti-chiave è ancora vivo e che dunque le indagini potrebbero essere riaperte.

Ma andiamo per ordine.

 

norman scott 2

Agli inizi degli anni Sessanta Jeremy Thorpe, classico esponente dell' establishment britannico, ha una relazione gay con un modello di nome Norman Scott. Thorpe è il figlio di un politico conservatore, ha studiato a Eton, mentre Scott non è nessuno. A quell' epoca, l' omosessualità in Gran Bretagna è illegale: e per anni Scott minaccia di rendere pubblica la «liason».

 

andrew newton

Nel 1975 un ex pilota di aerei di Blackpool, Andrew «Gino» Newton, noto per i suoi abiti stravaganti, afferma di essere stato assoldato da Thorpe per uccidere l' ex amante Scott e farlo tacere per sempre.

 

Quello che veramente succede è che Newton, armato di una pistola Mauser, va nel Devon dove Scott vive e uccide il suo cane, un danese di nome Rinka. Newton afferma di aver rivolto poi l' arma contro Scott, ma che la pistola si è inceppata.

jeremy thorpe 2

 

Nel 1979 Thorpe viene processato per istigazione all' omicidio, ma il giudice bolla Newton come uno «spergiuro». Quello che i giornali dell' epoca definiscono il «processo del secolo» si chiude con l' assoluzione di Thorpe, anche se non si saprà mai se il presunto killer doveva veramente uccidere l' amante gay o soltanto spaventarlo.

 

In ogni modo la carriera di Thorpe ne esce distrutta, tanto che lui si dimette dalla guida dei liberali e si ritira a vita privata. L' affare è una cartina di tornasole delle ossessioni britanniche: le relazioni di classe e le «liason» pericolose.

 

jeremy thorpe 1

Thorpe è un membro dell'«upper class» che per anni riesce a mettere la sordina allo scandalo grazie alla complicità dell' establishment, incluso il partito laburista, e della totalità della stampa.

 

Solo alla metà degli anni Settanta, quando i liberali sono alla soglia del potere, la vicenda deflagra con l'«assassinio» del povero cagnone Rinka. Ma la magistratura manda comunque libero il politico eccellente, seppure inseguito dai sospetti.

 

È una vicenda che in qualche modo ricorda quella dei «Cinque di Cambridge», la rete di spie al soldo dell' Unione Sovietica negli anni Cinquanta, che poterono agire indisturbati perché protetti dalla loro origine altolocata.

a very english scandal

 

Ora il colpo di scena: sull' onda dello sceneggiato tv, i giornali hanno scoperto che Newton, il presunto killer, non è morto come si pensava, ma vive sotto falso nome nel Surrey. Dopo l' iniziale eccitazione, la polizia ha però fatto sapere che l' inchiesta non verrà riaperta. Meglio non rivangare.

norman scott con rinkauk jeremy thorpe scandaljeremy thorpenorman scott 1jeremy thorpe 5jeremy thorpe 3uk jeremy thorpe scandal 1

 

Ultimi Dagoreport

volodymyr zelensky donald trump vladimir putin

DAGOREPORT – PUTIN NON HA PER NULLA DIGERITO L’INTESA TRA USA E UCRAINA (MEDIATA CON TRUMP DA BIN SALMAN E STARMER) PER UN CESSATE IL FUOCO DI 30 GIORNI: IL “MACELLAIO” DI MOSCA (CIT. BIDEN) VOLEVA I NEGOZIATI SUBITO, NON LA TREGUA, CHE INVECE RICALCA LE RICHIESTE DI ZELENSKY – “MAD VLAD” SI STA RENDENDO CONTO CHE IN GIRO C’È UNO PIÙ PAZZO DI LUI: L’INSOSTENIBILE BIPOLARISMO DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È LOGORANTE ANCHE PER MOSCA. UNO CHE DOPO AVER ANNUNCIATO DI AVER SOSPESO ARMI E CIA A KIEV, OPLÀ!, ORA HA RINCULATO. E MINACCIA “SANZIONI DEVASTANTI” SE PUTIN NON ACCETTERÀ L’ACCORDO…

wanna marchi stefania nobile davide lacerenza

CRONACHE DI CASA MARCHI – QUANDO WANNA DICEVA AL “GENERO” LACERENZA: “PORCO, TI DOVRESTI VERGOGNARE, MERITI SOLO LA MORTE” – TRA LE INTERCETTAZIONI DELL’ORDINANZA DI ARRESTO DEL TITOLARE DELLA ''GINTONERIA'' E DI STEFANIA NOBILE, SONO CUSTODITE ALCUNE FRASI STRACULT DELL’EX TELE-IMBONITRICE – LA MITICA WANNA RACCONTA UNA SERATA IN CUI DAVIDONE “TIRA FUORI LA DROGA”: “L’HA FATTA DAVANTI A ME, IO HO AVUTO UNA CRISI E MI SONO MESSA A PIANGERE” – LA DIFESA DI FILIPPO CHAMPAGNE E LA “PREVISIONE”: “IO CREDO CHE ARRIVERÀ UNA NOTIZIA UNO DI ‘STI GIORNI. ARRIVERÀ LA POLIZIA, LI ARRESTERANNO TUTTI. PERCHÈ DAVIDE ADDIRITTURA SI PORTA SEMPRE DIETRO LO SPACCIATORE..."

volodymyr zelensky bin salman putin donald trump xi jinping

DAGOREPORT – COME SI E' ARRIVATI AL CESSATE IL FUOCO DI 30 GIORNI TRA RUSSIA E UCRAINA? DECISIVI SONO STATI IL MASSICCIO LANCIO DI DRONI DI KIEV SU MOSCA, CHE HA COSTRETTO A CHIUDERE TRE AEROPORTI CAUSANDO TRE VITTIME CIVILI, E LA MEDIAZIONE DI BIN SALMAN CON TRUMP - E' BASTATO L’IMPEGNO MILITARE DI MACRON E STARMER PER DIMOSTRARE A PUTIN CHE KIEV PUÒ ANCORA FARE MOLTO MALE ALLE FRAGILI DIFESE RUSSE - NON SOLO: CON I CACCIA MIRAGE FRANCESI L'UCRAINA PUÒ ANDARE AVANTI ALTRI SEI-OTTO MESI: UN PERIODO INACCETTABILE PER TRUMP (ALL'INSEDIAMENTO AVEVA PROMESSO DI CHIUDERE LA GUERRA “IN 24 ORE”) – ORA CHE MOSCA SI MOSTRA “SCETTICA” DAVANTI ALLA TREGUA, IL TYCOON E IL SUO SICARIO, JD VANCE, UMILIERANNO PUBBLICAMENTE ANCHE PUTIN, O CONTINUERANNO A CORTEGGIARLO? - LA CINA ASPETTA AL VARCO E GODE PER IL TRACOLLO ECONOMICO AMERICANO: TRUMP MINIMIZZA IL TONFO DI WALL STREET (PERDITE PER 1000 MILIARDI) MA I GRANDI FONDI E I COLOSSI BANCARI LO HANNO GIÀ SCARICATO…

elly schlein nicola zingaretti donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CHE FIGURA DI MERDA PER IL PD MALGUIDATO DA ELLY SCHLEIN: A BRUXELLES, TOCCATO IL FONDO, IL PD HA COMINCIATO A SCAVARE FACENDOSI SCAVALLARE ADDIRITTURA DAL PARTITO DI GIORGIA MELONI – SE FDI NON POTEVA NON VOTARE SÌ AL PROGETTO “REARM EUROPE” DELLA VON DER LEYEN, I DEM, CHE ADERISCONO AL PARTITO SOCIALISTA, SI SONO TRASFORMATI IN EURO-TAFAZZI: 10 HANNO VOTATO A FAVORE, 11 SI SONO ASTENUTI (E SOLO GRAZIE ALLA MEDIAZIONE DEL CAPOGRUPPO ZINGARETTI I FEDELISSIMI DI ELLY, DA TARQUINIO A STRADA, NON HANNO VOTATO CONTRO URSULA) – I FRATELLINI D’ITALIA, INVECE, DOPO AVER INGOIATO IL SI', PER NON FAR INCAZZARE TRUMP, SI SONO ASTENUTI SULLA RISOLUZIONE SULL’UCRAINA. LA SCUSA UFFICIALE? "NON TIENE CONTO" DELL’ACCORDO A RIAD TRA USA E UCRAINA. INVECE GLI EURO-MELONI PRETENDEVANO UN RINGRAZIAMENTO DEL  PARLAMENTO EUROPEO A "KING DONALD" PER IL CESSATE IL FUOCO TRA MOSCA E KIEV (CHE, TRA L'ALTRO, PUTIN NON HA ANCORA ACCETTATO...)

philippe donnet andrea orcel francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: GENERALI IN VIETNAM - LA BATTAGLIA DEL LEONE NON È SOLO NELLE MANI DI ORCEL (UNCREDIT HA IL 10%), IRROMPE ANCHE ASSOGESTIONI (CHE GESTISCE IL VOTO DEI PICCOLI AZIONISTI) - AL CDA DEL PROSSIMO 24 APRILE, ORCEL POTREBBE SCEGLIERE LA LISTA DI MEDIOBANCA CHE RICANDIDA DONNET (E IN FUTURO AVER VIA LIBERA SU BANCA GENERALI) – ALTRA IPOTESI: ASTENERSI (IRREALE) OPPURE POTREBBE SOSTENERE ASSOGESTIONI CHE INTENDE PRESENTARE UNA LISTA PER TOGLIERE VOTI A MEDIOBANCA, AIUTANDO COSI’ CALTA (E MILLERI) A PROVARE A VINCERE L’ASSEMBLEA - COMUNQUE VADA, SI SPACCHEREBBE IN DUE IL CDA. A QUEL PUNTO, PER DONNET E NAGEL SARÀ UN VIETNAM QUOTIDIANO FINO A QUANDO CALTA & MILLERI PORTERANNO A TERMINE L’OPA DI MPS SU MEDIOBANCA CHE HA IN PANCIA IL 13% DI GENERALI…

ursula von der leyen giorgia meloni elon musk donald trump

DAGOREPORT – IL CAMALEONTISMO DELLA DUCETTA FUNZIONA IN CASA MA NON PAGA QUANDO METTE I BOCCOLI FUORI DAI CONFINI NAZIONALI - MELONI PRIMA SI VANTAVA DELL’AMICIZIA CON MUSK E STROPPA E DELLA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON TRUMP, ORA È COSTRETTA A TACERE E A NASCONDERSI PER NON PASSARE COME "AMICA DEL GIAGUARO" AGLI OCCHI DELL'UE. E, OBTORTO COLLO, E' COSTRETTA A LASCIARE A STARMER E MACRON IL RUOLO DI PUNTO DI RIFERIMENTO DELL'EUROPA MENTRE SALVINI VESTE I PANNI DEL PRIMO TRUMPIANO D’ITALIA, L'EQUILIBRISMO ZIGZAGANTE DELLA GIORGIA DEI DUE MONDI VIENE DESTABILIZZATO ANCOR DI PIU' DAL POSIZIONAMENTO ANTI-TRUMP DEL PROSSIMO CANCELLIERE TEDESCO MERZ CHE FA SCOPA COL POLACCO TUSK, E LEI RISCHIA DI RITROVARSI INTRUPPATA CON IL FILO-PUTINIANO ORBAN - IL COLPO AL CERCHIO E ALLA BOTTE DEL CASO STARLINK-EUTELSAT...