SPARARSI SUI PIEDI, ALL’ITALIANA - ALFANO VIETA L’USO DI ARMI SUI SET: SI FERMANO LE FICTION COME “SQUADRA ANTIMAFIA” E I FILM COME “SUBURRA” - VALSECCHI: “ALLORA PORTIAMO LE PRODUZIONI ALL’ESTERO”

1. ALFANO VIETA LE SPARATORIE NEI FILM

Michele Anselmi per www.ilsecoloxix.it

 

angelino alfanoangelino alfano

Poteva capitare solo in Italia, dove regna ancora una burocrazia fatta di regole astruse, proroghe insensate, scelte autolesioniste. La sapete l’ultima? Da mercoledì 5 novembre, le armi di scena sono bandite dai set cinematografici e televisivi. L’ha deciso una direttiva del ministero degli Interni, in assenza di nuovi regolamenti. Ergo: non si possono girare sparatorie, neanche impugnare pistole o fucili, che siano Beretta o Glock, Kalashnikov o M-16, Winchester o moschetti della Prima guerra mondiale.

 

A farne le spese, subito, le fiction d’azione che si stanno girando in questi giorni e utilizzano, appunto, armi di scena, cioè “inertizzate”, a salve: da “Suburra” a “Squadra antimafia Catturandi”, da “Il commissario Rex 8” a “Un passo dal cielo 3” e “Montalbano” . A febbraio, se non si risolve la questione, anche il nuovo 007 con Daniel Craig, da girare in parte in Italia, potrebbe subire intoppi. Uno dice: possibile? Possibile. Da anni i ministri ai Beni culturali invitano i produttori a puntare di nuovo sui cosiddetti generi, si rimpiangono le stagioni, più o meno gloriose, dei western-spaghetti e dei “poliziotteschi”.

Pietro Valsecchi Pietro Valsecchi

 

Il successo di serie come “Romanzo criminale” o “Gomorra” sembrava aver riportato in auge alcuni mestieri del cinema, tra i quali il reparto tecnico armi & effetti speciali; invece adesso tutto si blocca, vai a sapere per quanto. Impensabile una roba del genere negli Stati Uniti, in Francia, in Gran Bretagna.

 

Avverte un preoccupato comunicato di Anica e Apt, insomma la Confindustria del settore audiovisivo: «Le perdite economico-produttive che ne deriveranno al settore si annunciano ingenti. Tutto ciò a causa della legge che regolamenta la detenzione e l’uso delle armi a uso scenico, ne stabilisce i requisiti tecnici e indica le procedure per il relativo riconoscimento, ma con norme tecnicamente opinabili, oggettivamente inapplicabili e per di più con termini di attuazione perentori giunti oggi a scadenza». Esiste, allo stato attuale, un testo contenente la proroga dei termini, ma fermo da un mese nel suo iter promulgativo.

 

gomorra la serie tv Ciro E Genny gomorra la serie tv Ciro E Genny

Luca Ricci è uno dei cine-armieri che forniscono pistole, fucili e mitra a chi ne ha bisogno per fare spettacolo. Sono in pochi a fare questo lavoro: Ricci, appunto, insieme a Giovanni Corridori, Paolo Galliano e Corrado Ermagora. Il 17 febbraio 2011, nell’assenza di regole chiare, finirono in carcere, per due giorni, e la cosa ebbe un certo clamore, pure Le Iene si interessarono al caso. Ricci, raggiunto dal Secolo XIX sul set di “Suburra”, conferma: «Dovevamo girare una sparatoria proprio oggi, qui alla Magliana. Non è stato possibile, altrimenti mi arrestano un’altra volta».

 

Il giovanotto, figlio d’arte, parla di «regolamenti allucinanti che ci impediranno, se confermati, di lavorare con produzioni americane ed europee». Sarebbero circa 6.000, su circa 1 milione in Italia, le armi custodite da Ricci e colleghi. Armi un tempo capaci di sparare, con regolare matricola, poi rese inefficienti da armaioli specializzati attraverso piccoli accorgimenti irreversibili e tutte portate alla Questura di Roma in modo da poter ottenere la licenza “di scena”.

GOMORRA LA SERIE GOMORRA LA SERIE

 

«Non capisco che cosa tema lo Stato. È più facile trovare una pistola di contrabbando che rubarla a uno di noi» assicura Ricci. E spiega che la pratica più comune consiste nell’applicare una “spina passante” nella canna, insomma una specie di chiodo, in modo da rendere credibile la fiammata senza espulsione del proiettile. Del resto, se non vogliamo farci prendere in giro ricorrendo a tappi rossi sulla canna, le armi di scena devono consentire effetti realistici: espulsione di bossoli, corretta vampa di bocca, movimento manuale o automatico del meccanismo di ricaricamento e sparo. Attraverso l’uso, s’intende, di munizioni a salve.

 

romanzo criminale2romanzo criminale2

Infatti la nozione di arma per uso scenico è stata data per acquisita dal legislatore, tanto che la legge 110/1975 ne consentiva la locazione e il comodato. Solo nel 1977, probabilmente per via del terrorismo omicida, il ministero degli Interni si fece venire qualche dubbio sulla natura di quelle armi e sottopose il problema al Consiglio di Stato. L’ultima circolare esplicativa del Dipartimento pubblica sicurezza risale al 7 luglio 2011. Oggi non è più valida, a quanto pare.

 

 

2. PIETRO VALSECCHI: «SAREMO COSTRETTI A GIRARE ALL’ESTERO I FILM D’AZIONE»

Maria Volpe per il “Corriere della Sera

rosy abate squadra antimafia x rosy abate squadra antimafia x

 

«Mi sono affrettato a girare tante scene di sparatorie delle fiction che ho attualmente in produzione - “Squadra mobile” e “Squadra antimafia” - perché non so che farò da domani. Se la situazione non si risolverà sarò costretto ad andare all’estero». Perché ora il problema è che sul set, in Italia, non si potrà più sparare. Pietro Valsecchi, uno dei migliori produttori cinematografici e di serie televisive che abbiamo in Italia (qualche titolo dei suoi successi: «Distretto di polizia», «Ris Delitti Imperfetti», «Il capo dei capi») è dunque corso ai ripari mettendo fretta ai suoi attori, ma certo la questione deve trovare una soluzione seria.

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - DOVE È FINITA LA MELONI CHE DEFINIVA LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP “UN’OPPORTUNITÀ”? DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA A NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…