1. LINDSAY LOHAN HA DATO BUCA A BARBERA E BARATTA. CAPRICCI DA STAR. MA JAMES DEEN E' QUI PER LA GIOIA DEI FAN DEL PORNO. E ‘’THE CANYONS’’, MALGRADO LE STRONCATURE USA, SI MANGIA IN UN SOL BOCCONE GRAN PARTE DEI FILM PRESENTATI A VENEZIA 2. DIRETTO DA PAUL SCRADER E SCRITTO DA BRET EASTON ELLIS (“AMERICAN PSYCHO”), SI RIVELA UN FILM DI TOTALE LUCIDITA' E GRANDE INTELLIGENZA SUI RAPPORTI DI POTERE TRA LE PERSONE, SULLA FINE DEL SOGNO DEL CINEMA E DI HOLLYWOOD, SUL DESIDERIO DI POSSEDERE CHI SI HA DI FRONTE PER DIMOSTRARE LA PROPRIA IDENTITA' IN UN PAESE SPERSONALIZZANTE DOVE E' ORMAI IMPOSSIBILE COSTRUIRSI UNA VITA PRIVATA 3. LINDSAY LOHAN E JAMES DEEN, MAGARI, NON SONO GRANDI ATTORI, MA HANNO LE GIUSTE QUALITA' PER FAR ESPLODERE IL FILM OLTRE I LIMITE DELLA INUTILE BUONA RECITAZIONE, PERCHE' METTONO SULLO SCHERMO LA LORO CARNE E LA LORO VITA

‘'The Canyons'' di Paul Scrader

Marco Giusti per Dagospia
Lindsay Lohan ha dato buca a Barbera e Baratta. Capricci da star. Ma James Deen e' qui per la gioia dei fan del porno. E The Canyons, ultimo film di Paul Scrader, malgrado le stroncature americane, si mangia in un sol boccone gran parte dei film presentati a Venezia nei primi giorni.

Del resto anche il suo cortissimo per i 70 anni della Mostra dimostrava la vitalita' e l'intelligenza del regista. Che pur girando in tempi e con budget miserabili dimostra di aver ben studiato il cinema di Ozu e Bresson.

A cena in un ristorante di Hollywood abbiamo due coppie, Tara e Christian e Gina e Ryan. Si scrutano, si fiutano. Soprattutto i maschi. Ryan e Tara saranno protagonisti del film messo in piedi dal ricco e viziato Christian e dalla più attiva Gina. Ma presto veniamo a sapere che da un mese Ryan, il bel Nolan Funk, tradisce Gina proprio con Tara, la svalvolata ma grandiosa Lindsay Lohan, sua vecchia fiamma.

Non solo. Christian, interpretato dalla superstar porno James Deen, e' un contorto ragazzotto, tenuto in piedi da uno psicanalista, interpretato addirittura da Gus Van Sant, pazzo di gelosia per Tara, che obbliga pero' a seratine di sesso con altri maschi o femmine rimediati su Internet solo per filmarla o per possederla filmandola.

Christian la fa pedinare e sospetta che Tara abbia una storia proprio con Ryan e progetta cosi' trappole e vendette. Ryan e Christian hanno in comune un'altra donna, Cynthia, Tenylle Houston, vecchia fiamma del primo e amante del secondo, che sfoga con lei la sua rabbia.

La stessa idea deI film, che da subito capiamo che non si fara' mai, fa parte del gioco al massacro di Christian. "Nessuno ha più una vita privata" dice uno dei personaggi di "The Canyons" diretto da Paul Scrader e scritto da Bret Easton Ellis, che se non e' un capolavoro all'altezza dei suoi autori poco ci manca.

E si rivela, come pensavamo, un film di totale lucidita' e grande intelligenza sui rapporti di potere tra le persone, sulla fine del sogno del cinema e di Hollywood, sul desiderio di possedere chi si ha di fronte per dimostrare la propria identita' in un paese spersonalizzante dove e' ormai impossibile costruirsi una vita privata.

Proprio come in "The Bling Ring" di Sophia Coppola, dove l'unica identita' possibile e' quella che si ruba negli oggetti firmati che si trovano nelle ville delle star di Los Angeles, Lindsay Lohan compresa.

In un alternarsi di immagini di storici cinema di Los Angeles, chiusi e fatiscenti, che ne fanno una specie di citta' fantasma, di architetture assurde del quartiere dei Canyons, dove un tempo abitavano John Holmes e le star del porno, di strade che ancora ci riportano a un glorioso passato di immaginari lontani (Sunset Boulevard), Schrader e Ellis costruiscono con pochissimi mezzi, 250 mila dollari, e un tempo per le riprese ridicolo, 20 giorni, un ritratto di una societa' e di una citta' in putrefazione memorabile.

Non amato, ovviamente, anzi proprio detestato dai critici e dal mondo di Hollywood, che si sono sentiti toccati nell'intimo. "The Canyons" e' un pugno nello stomaco per un cinema ormai obsoleto come le sue vecchie sale, anche se mascherato da erotic thriller, o da triangolo con femme fatale tra due uomini, come lo definisce Ellis.

Lindsay Lohan e James Deen, magari, non sono grandi attori, ma hanno le giuste qualita' per far esplodere il film oltre i limite della inutile buona recitazione, perche' mettono sullo schermo la loro carne e la loro vita. Se "nessuno ha più una vita privata", Deen con i suoi 1400 film hard col pisello in mano e la Lohan con una collezione di foto disastrose e di eventi che le hanno distrutto la carriera e minato il fisico, sono molto simile, pur giovanissimi, ai ruderi dei cinema di Los Angeles. Altro che vita privata.

 

 

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