auto elettrica elettriche italia

NON È UN PAESE PER AUTO ELETTRICHE – IL 70% DEGLI ITALIANI DICE DI VOLER COMPRARE UN VEICOLO CON MOTORE ELETTRICO, MA SOLO IL 4% LO FA – LA DIFFERENZA TRA DESIDERI E REALTÀ È DOVUTA AI COSTI ELEVATI E ALLA MANCANZA DI INFRASTRUTTURE ADEGUATE (LA RETE DI COLONNINE DI CARICA) – EPPURE I DATI MONDIALI SONO POSITIVI: NEL 2022 IL 10% DELLE NUOVE IMMATRICOLAZIONI HA RIGUARDATO VETTURE SENZA COMBUSTIONE  SECONDO IL RAPPORTO SUL CLIMA IN VISTA DELLA COP26 DI GLASGOW, TUTTI GLI OBIETTIVI GLOBALI PER LIMITARE IL RISCALDAMENTO ENTRO 1,5 GRADI STANNO FALLENDO TRANNE...

IL 70% DEGLI ITALIANI VUOLE L'AUTO ELETTRICA,IL 4% LA COMPRA

auto elettriche

(ANSA) - Il 70% degli italiani si dichiara intenzionato a comprare un veicolo elettrico, secondo il Report Mobility Consumer Index del 2023, ma solo il 3,9% delle immatricolazioni è elettrica. Questo gap fra intenzioni e comportamenti è dovuto a percezioni sbagliate sul prezzo delle auto elettriche e sulla diffusione delle colonnine di ricarica. Abbinare al preventivo d'acquisto un preventivo dei costi nel lungo termine, e analizzare gli spostamenti abituali per individuare i punti di ricarica, aiuterebbe a far decollare gli acquisti di e-auto.

 

auto elettriche

Lo sostiene Lorenzo Dornetti, esperto di neuroscienze e direttore di Neurovendita lab. "Molti studi - spiega Dornetti - dimostrano che, se si considerano tutti i costi connessi al possesso di un'auto (bollo, assicurazioni, manutenzioni), il costo dell'auto elettrica è sovrapponibile o minore rispetto a quello di un auto termica, considerando un periodo di cinque anni dall'immatricolazione. Anche la percezione di una infrastruttura inadeguata è un poco aderente alla realtà. Oltre il 40% dei consumatori dichiara di ritenere l'infrastruttura di ricarica inadeguata. Ma ad esempio, nel Nord Italia l'infrastruttura di ricarica è superiore a quella della Francia".

auto elettriche

 

Secondo l'esperto "abbinare al preventivo d'acquisto una visione dei costi nel lungo termine, facendo un confronto completo con l'auto termica, riduce l'avversione. Analizzare le principali trasferte del cliente e visualizzare una mappa delle stazioni di ricarica presenti dove davvero usa l'auto, aiuta visivamente a comprendere se il timore legato alle infrastrutture è fondato". Quanto agli incentivi pubblici all'acquisto, conclude Dornetti, "un costante sistema di incentivi è utile, ma questo trascina riflessioni sull'impatto economico e produttivo sul sistema paese".

 

'SFORZI INSUFFICIENTI PER 1,5 C, SALVO AUTO ELETTRICHE'

(ANSA) - Gli sforzi dei Paesi del mondo per limitare il riscaldamento entro 1,5 gradi dai livelli pre-industriali stanno fallendo: i progressi registrati su 41 indicatori su 42, cioè tutti tranne la vendita di auto elettriche, non sono sufficienti per conseguire l'obiettivo dell'Accordo di Parigi e della Cop26 di Glasgow.

RICARICHE PER LE AUTO ELETTRICHE

 

Lo sostiene il rapporto "State of Climate Action 2023", preparato dal progetto di ricerca internazionale Systems Change Lab e presentato in vista della Cop28 di Dubai. Del progetto fanno parte Bezos Earth Fund, Climate Action Tracker, ClimateWorks Foundation, i Campioni del clima dell'Onu e il World Resources Institute.

 

Secondo il rapporto, 41 dei 42 indicatori delle politiche climatiche non sono in linea col raggiungimento degli obiettivi al 2030. Per più di metà di questi indicatori, i progressi sono giudicati "molto insufficienti", e si ritiene che debbano almeno raddoppiare in questo decennio. Sei indicatori vanno totalmente nella direzione sbagliata: fra questi, l'eliminazione dei sussidi pubblici ai combustibili fossili, la riduzione dell'uso dell'auto privata e lo spreco alimentare. I peggiori rallentamenti degli sforzi per il clima si sono avuti nell'eliminazione dei finanziamenti pubblici ai combustibili fossili, nella riduzione della deforestazione e nell'ampliamento della tassazione delle emissioni.

 

estrazione litio 2

Nel 2021 i finanziamenti degli stati alle fossili sono quasi raddoppiati rispetto al 2020 e hanno raggiunto i livelli più alti da un decennio. Nel 2022 la deforestazione è aumentata di 5,8 milioni di ettari, un'area grande quanto la Croazia. Unico elemento positivo, negli ultimi 5 anni la quota di veicoli elettrici nella vendita di auto è cresciuta esponenzialmente, a un tasso medio annuale del 65%: dall'1,6% delle vendite nel 2018 al 10% nel 2022.

 

Questi progressi mettono l'indicatore sul percorso per raggiungere i suoi obiettivi al 2030. Il rapporto rileva una forte crescita di eolico e solare, del 14% all'anno negli ultimi anni. Ma dovrebbe arrivare al 24% per conseguire gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 dell'Accordo di Parigi. L'eliminazione del carbone dalla produzione elettrica dovrebbe avanzare a una velocità 7 volte superiore rispetto all'attuale.

 

auto elettriche 2

Le infrastrutture di trasporto pubblico dovrebbero espandersi 6 volte più velocemente, il tasso annuale di deforestazione dovrebbe essere ridotto 4 volte più rapidamente. Sarebbe necessario accelerare di 8 volte il passaggio a una dieta povera di carne (non più di 2 porzioni a settimana) nei paesi più ricchi di America, Europa e Oceania.

batterie agli ioni di litio

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO