AVVISATE IL TRIO MERAVIGLIAO RENZI-DELLA VALLE-DE BENEDETTI CHE IL BOSS DI UNICREDIT, GHIZZONI, SI SCHIERA AL FIANCO DI LETTA

Andrea Tarquini per "La Repubblica"

«Mi sembra che il governo Letta lavori bene, penso che dovrebbe durare almeno fino a fine 2014. Una crisi politica metterebbe in discussione la ripresa». Ecco il monito lanciato dall'ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, nell'intervista concessaci al convegno di
Handelsblatt sulle banche nella crisi europea.

Si parla di "staccare la spina", di mettere in crisi il governo. Cosa se pensa?
«L'attuale governo non punta a grandi rivoluzioni ma a cambiamenti passo per passo, step by step, è la strada giusta. Quanto alla stabilità, malgrado la situazione resa complicata dal caso personale dell'ex premier, penso che il governo durerà. Nel secondo semestre 2014 avremo la presidenza semestrale Ue: penso che Letta dovrebbe governare almeno fino ad allora».

L'Ocse dice che la crescita è in corso nell'eurozona con l'eccezione dell'Italia. A questo punto quanto sono pericolose le minacce di staccare la spina al governo?
«Non solo da oggi ma da diverso tempo sostengo che la stabilità politica è indispensabile soprattutto in un momento in cui cominciamo ad avere i primi segnali di ripresa. Noi in Unicredit siamo convinti che nel quarto trimestre di quest'anno, per la prima volta dopo due anni, il Pil italiano farà registrare una piccola crescita rispetto al terzo trimestre.

I segnali di ripresa ci sono, è chiaro che se ci fosse una crisi politica tutto sarebbe messo in discussione. La stabilità per me oggi è fondamentale per rimanere attaccati al carro della ripresa».

Quali priorità per la ripresa in Italia: più deficit spending o più rigore?
«Nella grande emergenza di due-tre anni fa l'austerità era l'unica possibilità che avevamo di fronte, dovevamo fermare la valanga. Oggi invece è necessario investire nella ripresa, per cui è stato corretto rinegoziare con Bruxelles il tetto del 3 per cento entro cui dobbiamo stare.

Ci sono in Italia le risorse possibili per la ripresa. Grazie al cielo c'è un settore privato ancora tutto sommato robusto, un livello di risparmio alto, il sistema manifatturiero tiene nonostante tutto, e anche le banche sono nella posizione di accompagnare la ripresa con il credito.

A luglio la domanda di mutui è stata più alta della media di tutto l'anno, questo fa sperare anche in un risveglio dei consumatori. Non parliamo più di austerità rispetto alla spesa, oggi parliamo di trovare risorse da investire perché la ripresa lo richiede, e ci sono».

Come vede le elezioni tedesche?
«Credo che Merkel resterà Cancelliera, non so con chi in coalizione».
Conferma che non è interessato a Commerzbank?
«Una giornalista tedesca mi ha chiesto se eravamo interessati a comprarla, ho risposto no. Ripeto: non siamo interessati ».

Cosa pensa degli eurobond, introdurli vuol dire concretamente devolvere più poteri all'Europa?
«Credo che alla fine di un processo d'integrazione europeo si possa immaginare anche un bilancio europeo finanziato direttamente dall'Europa e non più dai singoli Paesi. Sono favorevole agli eurobond solo nel quadro e dopo un processo d'integrazione, probabilmente una delle ultime misure consequenziali al successo del progetto d'integrazione

Le prospettive di guerra in Siria minacciano la Ue e la ripresa?
«È chiaro che il mercato non può non essere nervoso. Perché la Siria è un Paese importante al centro dell'area del Mediterraneo. E ogni tensione di questo genere crea incertezze consistenti».

Teme reazioni diffidenti dei mercati verso i titoli sovrani italiani?
«Noi come Unicredit non abbiamo aumentato la nostra quota di titoli sovrani italiani perché già siamo presenti in oltre 20 paesi. Ma non temo affatto che i mercati pensino a una incapacità italiana di onorare il debito sovrano».
Se non si stacca la spina, può arrivare la ripresa?
«Si possono intravedere i primissimi segni di una ripresa che va consolidata nei prossimi anni».

 

GHIZZONI A BAGNAIA MARIO DRAGHI ED ENRICO LETTA FOTO INFOPHOTOsiria ribelli RENZI DELLA VALLE eee e caad e dd f d jpegDeBenedetti Bazoli Geronzi merkel schaeuble germania

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO