beppe grillo roberto fico luigi di maio

GRILLO FATTO SECCO DA FICO - BEPPONE FURIOSO: VOLEVA LA CANDIDATURA DI ROBERTO FICO NON PER LEGITTIMARE DI MAIO, MA PER METTERGLI UN FRENO. VINCERE COL 60% INVECE DEL 90% BIELORUSSO CHE SI APPRESTA A INCASSARE LO AVREBBE TENUTO COI PIEDI PER TERRA. INVECE IL POTERE DÀ ALLA TESTA E BEPPE LO SA - REGGE IL PATTO ‘DIBBA-GIGGINO’: IO TI LASCIO CAMPO LIBERO SULLA CANDIDATURA, MA POI…

FICO GRILLOFICO GRILLO

 

DAGONOTA - La furia di Beppe Grillo non si è ancora placata. Lo schiaffo che Roberto Fico gli ha stampato sulla faccia brucerà a lungo, e potrebbe avere conseguenze su tutto il Movimento. Beppone aveva preteso la candidatura del presidente della commissione di Vigilanza Rai non per legittimare Luigi Di Maio, ma per tenerlo a freno.

 

Se Giggino avesse vinto con il 60%, invece del 90% bielorusso che si appresta a incassare, avrebbe avuto un freno. Grillo sa che il potere dà alla testa, per questo aveva tramato per settimane affinché la fronda presentasse un suo candidato, una foglia di Fico per far capire a Di Maio – che con il voto diventerà anche il capo politico dei 5 Stelle – di non essere il padrone assoluto. Niente da fare.

 

DI MAIO DI BATTISTA GRILLO FICODI MAIO DI BATTISTA GRILLO FICO

Regge anche il patto tra Di Battista e Di Maio: io sparisco durante la campagna elettorale per non farti ombra, poi quando diventi il candidato premier io prendo in mano il Movimento.

 

 

Stefania Piras per ‘Il Messaggero

 

«Non vogliamo fare polemiche sterili». I fucili riempiti di dissenso degli ortodossi si sono scaricati. La furia di Beppe Grillo ha accantonato con malcelato fastidio le loro pretese e a Rimini dovranno dimostrare di non remare contro. «Potevano candidarsi, non se la sono sentita. Ora basta» ha detto il garante ai suoi. Ma il clima non è migliorato.

 

RIMINI

luigi di maio con beppe grillo e roberto ficoluigi di maio con beppe grillo e roberto fico

Al momento a Roberto Fico, leader dell'ala dura che molti vedevano come candidato alternativo a Di Maio (anche Grillo lo aveva messo in conto, senza bisogno di tirarlo per la giacca), avrà a disposizione uno spazio a Rimini venerdì pomeriggio quando comincerà la festa di Italia Cinque Stelle. Uno spazio senza infamia e senza lode, commisurato al suo silenzio piccato. Un posto trovato last minute, poiché la scaletta prevedeva qualcos'altro, un palcoscenico e dunque una visibilità più rilevante per lui.

 

Questo perché si era immaginata una competizione sana, costruttiva, con visioni differenti ma complementari. Un abbraccio sportivo da chi si sfida per rappresentare al massimo tutte le sensibilità del frastagliatissimo elettorato pentastellato, e poi si rimette a giocare dalla stessa parte. Come è successo a Giancarlo Cancelleri e Giampiero Trizzino, i due volti più noti del Movimento siciliano. Entrambi candidati e arrivati primo e secondo alle regionarie. Ecco, si immaginava un percorso simile anche per Di Maio e Fico. E invece nulla. Il nodo del capo politico ha ottenebrato le aspirazioni degli ortodossi, che per protesta hanno disertato le candidature alla premiership. E hanno lanciato un altro segnale.

 

DI MAIO FICO GRILLO 1DI MAIO FICO GRILLO 1

Hanno raccolto il dissenso degli amministratori locali campani, provenienti dalla stessa terra di Fico e Di Maio. Regista dell'operazione, il deputato Luigi Gallo che si era battuto esplicitamente per separare il ruolo di candidato premier e capo politico. E come lui, diversi consiglieri comunali del M55 (Beppe, e ieri Gallo, li chiamava «eroi») hanno scritto una lettera aperta per chiedere che quelle due funzioni non coincidano. Bocche cucite in Transatlantico sulla questione. Per l'ala governista è un passaggio obbligato dotare Di Maio di un'agibilità forte e ampia. Moltissimi deputati riferiscono senza problemi che voteranno per il vicepresidente della Camera.

 

VOTO ONLINE

Uno su cinque non dice sì ma lancia battute: «Ci devo pensare, sai? Ci sono persone meno conosciute ma molto valide in campo». Fico, ieri, era introvabile. Chi voterà alle primarie online? Davide Casaleggio sta ultimando gli ultimi test per blindare la piattaforma web Rousseau. Nessun allarme hacker, giurano. «I voti non sono mai stati intaccati perché le consultazioni sono sempre controllate dai tecnici», dicono sicuri da Milano. Si voterà per tutta la giornata di sabato fino alle ore 19. Poi, «partirà una nuova fase» profetizza un portavoce pragmatico della primissima ora.

DI MAIO DI BATTISTADI MAIO DI BATTISTA

 

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