BERTO-LISO FURIOSO - L’EX RAS DELLA PROTEZIONE CIVILE NON CI STA AD ESSERE MESSO IN MEZZO ALL’ACCOPPIATA TARANTINI-LAVITOLA E MANDA UNA REPLICA DE FUEGO A “REPUBBLICA”: “NON INDIRIZZAI NESSUNO A FINMECCANICA E NON MI OCCUPAI MAI DI INTINI, TARANTINI E DELLE LORO ATTIVITÀ” - SEGUE STOCCATINA PERCHÉ DALEMIX INTENDA: “…FUI PRESENTATO AL SIGNOR INTINI DURANTE IL GOVERNO PRODI, ALLA PRESENZA DEL SIGNOR ROBERTO DE SANTIS CHE SI PRESENTÒ COME AMICO E COLLABORATORE DELL’ALLORA MINISTRO DEGLI ESTERI”…

Comunicato Stampa

Anche oggi, per il terzo giorno consecutivo, il quotidiano La Repubblica mette in relazione il mio nome con imprenditori pugliesi al centro delle cronache giudiziarie per vicende a me del tutto estranee.

Così l'ex Capo della Protezione Civile Nazionale, Guido Bertolaso, replica alla Repubblica; già nel luglio del 2009 fui costretto a smentire qualsiasi tipo di rapporto fra il sottoscritto e gli imprenditori Tarantini e Intini, ai cronisti di Repubblica sarebbe bastata una semplice ricerca per verificare l'infondatezza della ricostruzione che oggi viene riproposta sul quotidiano.

Si, è vero che durante in mio incarico come Capo della Protezione Civile, ha continuato Bertolaso, sono stato ospite a cena del Presidente del Consiglio, ma di commensali che Repubblica descrive come escort davvero non ne ho visti, a meno che famose attrici o imprenditori noti possano essere annoverati nella categoria suindicata. E' bene poi precisare che la mia presenza a Palazzo Grazioli era finalizzata ad aggiornare il presidente Berlusconi sulle attività in corso e il fatto che gli incontri avvenissero in tarda serata era dovuta all'impossibilità del sottoscritto di poter avere degli orari "normali".

Sembra utile precisare anche che, contrariamente a quanto scrive Repubblica, non "indirizzai nessuno a Finmeccanica" e non mi occupai mai, dopo gli incontri avuti, del signor Intini, del signor Tarantini e delle loro attività.

Alcuni passaggi del comunicato stampa uscito il 3 luglio del 2009 permettono di fare ulteriore chiarezza sulle malevole e parziali ricostruzioni pubblicate oggi da Repubblica: "Ho incontrato il Dott. Tarantini in due occasioni, durante le quali mi sono state descritte le attività delle aziende legate al gruppo "Intini", il cui titolare ha partecipato agli incontri".

"Il signor Intini mi era peraltro già noto, nel maggio del 2007, infatti, fui presentato al signor Intini dal Professor Francesco Boccia, allora Capo Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali alla Presidenza del Consiglio dei Ministri sotto il Governo Prodi, alla presenza del signor Roberto De Santis che si presentò come amico e collaboratore dell'allora Ministro degli Esteri".

"Come tutti i funzionari dello Stato con incarichi di una qualche responsabilità ho avuto occasione di ricevere in questi otto anni migliaia di rappresentanti delle aziende italiane interessati ad avere rapporti con un settore che ha dimostrato di saper fare e non solo di chiacchierare."

"Allora, come oggi, mi vennero presentati alcuni progetti che il gruppo Intini voleva sviluppare nel settore della protezione civile. Tuttavia, poiché si trattava di argomenti e iniziative non coerenti con le attività di competenza di questo settore, non vi fu alcun seguito agli incontri".

"Pertanto, né durante il Governo Prodi, né durante il Governo Berlusconi, la protezione civile nazionale, ha mai ordinato né al signor Intini né al signor Tarantini l'acquisto di una matita, di un cerotto o di un estintore, al contrario, a quanto risulta, di quanto fatto da alcune strutture di stretta competenza regionale".

"Segnalo peraltro che il 90% degli acquisti della protezione civile avviene tramite regolare procedura di gara.".

Una ricostruzione questa, vecchia di oltre due anni, che colma lacune e appiana dubbi e che dovrebbe essere esaustiva anche per i cronisti di Repubblica.

 

BERTOLASO con CAschettoEZIO MAURO TarantiniEnrico Intini lavitola

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