joe hunter biden donald trump

LA CAMPAGNA ELETTORALE AMERICANA SI COMBATTE NELLE AULE DI TRIBUNALE - TRUMP NON È SODDISFATTO CHE L’INCRIMINAZIONE DEL FIGLIO DI JOE BIDEN, HUNTER, RIGUARDI SOLO UNA PISTOLA CHE ACQUISTÒ DICHIARANDO IL FALSO, MA SI DOVRÀ ACCONTENTARE. PER CINQUE ANNI IL DIPARTIMENTO DI GIUSTIZIA HA SCAVATO NELLA VITA DEL SECONDOGENITO DEL PRESIDENTE, CON UN PASSATO DA TOSSICODIPENDNTE, E NON SONO MAI EMERSE PROVE CHE “SLEEPY JOE” ABBIA AVUTO A CHE FARE CON I SUOI AFFARI...

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

hunter e joe biden

Trump non è soddisfatto che l’incriminazione del figlio di Biden riguardi solo una pistola che acquistò dichiarando il falso (rispose «no» in un documento alla domanda se facesse uso di droghe). Questa non è la «pistola fumante» che vuole contro il suo rivale per la Casa Bianca. «L’accusa per la pistola è il solo crimine che Hunter Biden abbia commesso che non implica il Furfante Joe Biden», ha scritto sui social.

 

Per cinque anni il dipartimento di Giustizia ha scavato nella vita di Hunter, inclusi il lavoro per l’azienda ucraina Burisma, i rapporti con oligarchi, gli affari in Cina. Alla fine il procuratore David Weiss si è concentrato sulle tasse che Hunter non pagò nel 2017 e 2018 e su questa pistola, tra le proteste di Trump e dei repubblicani che, attraverso le indagini per l’impeachment alla Camera, cercano un legame che conduca il figlio in prigione e il padre fuori dalla Casa Bianca. Ma non sono emerse prove che Joe, da vicepresidente di Obama, abbia partecipato o tratto profitto dagli affari di Hunter o aiutato i suoi soci.

murales donald trump e joe biden che si baciano - tijuana - messico

 

Se Trump è insoddisfatto, Joe Biden è rimasto sbalordito per il fallimento, a luglio, di un patteggiamento che avrebbe permesso a Hunter di evitare l’incriminazione, secondo il New York Times che ha parlato con fonti vicine al presidente. «Pensava che il calvario giudiziario fosse finito. Ora nel parlare del figlio il suo tono si tinge di una rassegnazione che prima non c’era».

DONALD TRUMP JOE BIDEN

 

[…] Hunter, avvocato e lobbista, racconta nel memoir Cose belle come precipitò nella dipendenza da alcol e crack. All’inizio quando il padre divenne vicepresidente, smise di fare il lobbista, ma, spiega il Times, il suo stile di vita necessitava di fondi. Nel 2014 si unì al consiglio di amministrazione di Burisma, indagata per corruzione e che cercava di rifarsi la reputazione, mentre suo padre seguiva la politica della Casa Bianca sull’Ucraina.

hunter biden alla mostra

 

Nel 2019, mentre Joe annunciava la candidatura alla presidenza, la vita di Hunter era a pezzi: tossicodipendente; divorziato dopo 24 anni; fallita la sua relazione con la vedova di Beau; una spogliarellista rivelava che era il padre di sua figlia. Dimenticò in un negozio di riparazioni un portatile pieno di foto porno, email e documenti che finì nelle mani di Giuliani, avvocato di Trump. […]

 

Devon Archer, ex socio di Hunter, ha detto al Congresso che usava «l’illusione dell’accesso a suo padre» e che Joe si sarebbe trovato in presenza di partner del figlio che cercavano di esercitare influenza sul governo Usa. Secondo Archer, Joe passava occasionalmente a una cena o in hotel per una stretta di mano o si prestava a cordialità al telefono; ma manca la «pistola fumante».  […]

donald trump vs joe biden immagine creata con midjourney 2

 

Ma Joe Biden non pensa che il caso lo comprometterà con il suo elettorato. I sondaggi gli danno ragione, per ora. Chiama ogni giorno Hunter, che dal 2019 dice di non fare uso di droghe. Lo invita alle cene di Stato. Lo vuole vicino.

le feste di hunter biden 6HUNTER BIDEN hunter biden 8Hunter Biden nudo con la pistolaHunter Biden 3hunter biden con la cognata hallie registrazione di hunter biden sui siti di camgirl la cronologia di hunter biden 9le feste di hunter biden 9

Ultimi Dagoreport

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA NEI SONDAGGI, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI, IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (OGGI INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DI MUSK POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI INCASSARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...)