mario draghi

“LA CADUTA DI DRAGHI? SENZA UN PARTITO ALLE SPALLE NON SI PUO’ FARE POLITICA” – ALDO CAZZULLO: “LA NOSTRA RESTA LA REPUBBLICA DEI PARTITI. PRODI E MONTI AVRANNO COMMESSO MOLTI ERRORI MA SE ENTRAMBI HANNO SENTITO L'ESIGENZA DI FARSI UN PARTITO, È PERCHÉ SI SONO RESI CONTO CHE IN ITALIA, A PRESCINDERE DALLE TUE CAPACITÀ E DAI TUOI SUCCESSI, SENZA UN PARTITO ALLE SPALLE ALLA LUNGA NON PUOI FARE POLITICA. A MENO DI FARSI ELEGGERE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, COME DOPO BANKITALIA E PALAZZO CHIGI ACCADDE A CIAMPI…”

Dal “Corriere della Sera”

 

MARIO DRAGHI E MARIO MONTI

Caro Aldo, il voltafaccia e l'attacco di Berlusconi a quel grande servitore dello Stato che è Mario Draghi, è stato un atto veramente proditorio. Che cosa ne pensa?

Luigi Solari

 

Perché dobbiamo rassegnarci a perdere uno dei migliori rappresentanti dell'Italia nel mondo? Chiedo di trovare una formula, qualsiasi formula consentita, per offrire a molti italiani, penso tanti, la possibilità di poter continuare l'esperienza con Draghi premier.

Vinicio Pozza

romano prodi

 

Ringrazio Draghi per il suo lavoro. Dignità, amor proprio, onestà morale non potevano più convivere con gli indicibili giochi di potere di un Parlamento in cui non mi riconosco.

Anna Sturlese

 

La risposta di Aldo Cazzullo

Cari lettori, in questi giorni abbiamo ricevuto migliaia di messaggi sulla caduta di Draghi.

Comincerei dal suo, gentile signor Solari. In realtà, tutte le volte che Berlusconi ha stretto un patto l'ha fatto saltare quando ha pensato che gli convenisse. È accaduto con la Bicamerale, con il governo Monti, con il governo Letta, ora con Draghi. Semmai, il Cavaliere dovrebbe chiedersi perché ogni volta perde un pezzo di partito, e i suoi ministri se ne vanno.

CARLO AZEGLIO CIAMPI E MARIO DRAGHI

 

È vero che Giorgetti, Zaia, Fedriga non hanno mosso un dito per Draghi; ma all'evidenza aspettano che Salvini vada a sbattere nelle urne, per liberarsene, se ne avranno la forza. La Meloni cercherà di destare meno allarmi possibili. I 5 Stelle spariranno al Nord e prenderanno qualche voto assistenzialista al Sud. Al centro l'unico messo bene è Calenda; per il resto, troppi leader per pochi voti. Il Pd dovrebbe decidere se è il partito di Draghi senza Draghi, o se l'alleato resta Conte.

 

Più in generale, il Pd è oggi un partito di centro con una certa sensibilità sociale, votato da pensionati e ceto medio dipendente; ma una parte dei suoi dirigenti lo pensano ancora come un partito postcomunista e proletario, e propugnano una curiosa politica fiscale punitiva verso i propri stessi elettori. Un'ultima considerazione, proprio su Draghi. Da trent' anni parliamo di Seconda Repubblica, ma la Costituzione non è cambiata: è sempre la stessa in cui il segretario della Dc contava molto più del presidente del Consiglio.

MARIO DRAGHI E CARLO AZEGLIO CIAMPI

 

La nostra resta la Repubblica dei partiti. Prodi e Monti avranno commesso molti errori; ma se entrambi hanno sentito l'esigenza di farsi un partito, è perché si sono resi conto che in Italia - a prescindere dalle tue capacità e dai tuoi successi; e quelli di Draghi non sono in dubbio - senza un partito alle spalle alla lunga non puoi fare politica. A meno di farsi eleggere presidente della Repubblica, come dopo Bankitalia e Palazzo Chigi (e dopo il ministero dell'Economia) accadde a Ciampi.

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