bigfoto primarie pd tafazzi

COMMEDIA PRIMARIE - IL MARE DI SCHEDE BIANCHE E NULLE ALLE CONSULTAZIONI DEL PD A ROMA NON ERA “UN SEGNO DI PROTESTA” (COME HA DETTO ORFINI) MA UN ESCAMOTAGE PER GONFIARE L’AFFLUENZA - ADESSO TUTTI SCANDALIZZATI - L''AUTOCRITICA' DI GIACHETTI: “VORREI SAPERE CHI È QUEL GENIO CHE LE HA MESSE”

Simone Canettieri per “Il Messaggero”

orfini tra i banchetti pd a romaorfini tra i banchetti pd a roma

 

Il mare di schede bianche e nulle non «era un segno di protesta dei romani di cui tenere conto», come ha commentato all' inizio il commissario del Pd Matteo Orfini. Ma un tentativo di doping mal riuscito per gonfiare l' affluenza. Alle 8 di sera, dopo una giornata di polemiche e riconteggi nevrotici, arriva finalmente la risposta definitiva (l' accendiamo?) sulla partecipazione alle primarie di Roma, vero tema politico di questa gara incastonata tra Mafia Capitale e la fine della giunta Marino. In totale i votanti sono stati 44.501.

 

Dunque, in prima battuta erano state aggiunte virtualmente - «per un mero errore di calcolo» come si giustificano dal comitato tecnico - 2.816 schede tra nulle e bianche.

Una manina denunciata da Il Messaggero , che ieri ha pubblicato la confessione di un dirigente del Pd: «Non volevamo far vedere che stavamo di poco sopra i 40mila ma molto più vicini ai 50mila votanti».

 

primarie-pd-romaprimarie-pd-roma

Invece non era così. E dopo la rivelazione di questo giornale è scoppiato il caso che ha costretto il comitato promotore delle primarie ai lavori straordinari. Negli uffici del Pd Roma si sono messi a riaprire tutti gli scatoloni con i registri dei 193 seggi. Prima di arrivare al responso e alla giustificazione, per i dem è stata un' altra giornata ad alta tensione, andata a braccetto con i fatti di Napoli.

 

LO SFOGO

La rivelazione sull' affluenza gonfiata ha preso in contropiede il protagonista. In principio Roberto Giachetti, il vincitore delle primarie, ha giustificato questo boom anomalo (il 7,8%) come un «segnale». Poi quando ha capito che i conti non tornavano si è tirato fuori: «Se è vero, vorrei conoscere quel genio che ha messo schede bianche per aumentare affluenza. Che cambia con 2000 voti in più? Pensiamo a Roma». Risposta del deputato della minoranza dem Marco Miccoli: «Più che altro vorrei conoscere il genio che gli ha ordinato di farlo». Veleni e sospetti, per un terzo tempo inaspettato. «Più che le primarie sembrano un congresso», è stato il commento nei corridoi del Nazareno.

PRIMARIE PDPRIMARIE PD

 

Giachetti in privato si è detto molto arrabbiato (eufemismo) e per ricaricare le pile si è preso 48 ore di riposo. Lo sfidante Roberto Morassut fin da domenica sera aveva fornito il dato più verosimile possibile. E ieri, in pieno caos, è tornato a ribadire: «E' stato un errore inutile e dannoso: noi lo avevamo detto subito che le bianche erano poche». Basti pensare che nel 2013, primarie vinte da Marino con più del doppio dei votanti, non arrivarono nemmeno al 2%. Anche gli altri sfidanti non l' hanno presa bene. Stefano Pedica ha chiesto «subito chiarezza». Il verde Gianfranco Mascia ha scherzato («Erano per il mio orso»).

DI BATTISTADI BATTISTA

 

Mentre il caso montava a dismisura, con i grillini in versione cecchini sul 118 (Di Battista: «Inizia così Mafia Capitale»), veniva diffuso il dato dei soldi raccolti ai gazebo: 104.837,50 euro. Una somma che potrebbe trarre in inganno: la sottoscrizione obbligatoria era di 2 euro, ma tutti i quadri del partito hanno donato molto di più (chi 50 chi 100 euro).

 

LA RICOSTRUZIONE

roberto giachetti (2)roberto giachetti (2)

Ma chi è stato «il genio»? In serata ecco la versione del comitato tecnico presieduto da Giancarlo D' Alessandro. Tra la notte di domenica e lunedì (21 ore di spoglio) le schede bianche dei quattro municipi chiamati a eleggere il candidato presidente (II, VI, VII, XIII) sarebbero «state aggiunte erroneamente» a quelle per il candidato sindaco. Ed ecco spuntare 1.040 persone in più.

 

Poi ci sarebbe stata una proiezione sui seggi mancanti - «perché erano arrivati via telefono solo con i risultati degli sfidanti» - che teneva conto della media con 1.040 in più. Una proporzione «esplosa» che ha portato ai 2.816 partecipanti fantasma. I numeri appunto dell' affluenza gonfiata: le vere bianche sono state 567 (e non 2866), le nulle 326 (invece di 843). In serata Orfini ha ammesso l' errore «ma voglio credere nella buona fede dei nostri volontari». Anche il segretario regionale del Pd Fabio Melilli, presidente del comitato promotore, si è detto «rammaricato». Salvo concedersi un adagio latino di Tito Livio che tradotto suona così: «Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata».

 

morassutmorassutPD TAFAZZIPD TAFAZZIdal pd alla p2dal pd alla p2

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”