matteo renzi

UNO DOPO L’ALTRO GLI (EX) AMICI STANNO PRENDENDO LE DISTANZE DAL POVERO RENZI - ADESSO CHE RISCHIA DI PERDERE IL REFERENDUM, MATTEUCCIO SI RITROVA IL CARRO VUOTO E TUTTI QUELLI CHE PRIMA LO OSANNAVANO ORA SE LA DANNO A GAMBE: DA BANKITALIA A CONFINDUSTRIA, MERKEL E HOLLANDE FINO A CARLO DE BENEDETTI E IL “FINANCIAL TIMES”

VIGNETTA BENNY DA LIBERO RENZI E CARLO DEBENEDETTI VIGNETTA BENNY DA LIBERO RENZI E CARLO DEBENEDETTI

Giuliano Zulin per “Libero quotidiano”

 

Non ce n' eravamo accorti. Eppure Matteo Renzi è malato: ha preso la referendite. E tutti quelli che una volta gli giravano intorno come le mosche d' estate, stanno lentamente prendendo le distanze. D' altronde lo sport nazionale italiano è quello di saltare sul carro del vincitore. E adesso il premier non è più sicuro di vincere il referendum. Ha sbagliato soprattutto a legare la sua permanenza a Palazzo Chigi al successo del «Sì».

 

D' altronde, quando aveva fatto questa promessa in parte rimangiata in questi giorni, era circondato da gente che lo osannava. Che lo dipingeva come il salvatore della patria. Come l' uomo giusto al momento giusto. Invece adesso, da Bankitalia fino a Confindustria, dall' asse Merkel-Hollande fino a Carlo De Benedetti, è ormai scattata la fuga dal leader del Pd.

PADOAN RENZIPADOAN RENZI

 

Ferruccio de Bortoli, sul Corriere della Sera, se la prende con la sudditanza del governo nei confronti del ruolo abnorme di Jp Morgan come salvatore prezzolato di Mps, ma questa non è una novità, dato che l' ex direttore del quotidiano di via Solferino aveva sentito l'odore della massoneria attorno al giglio magico renziano, prima di essere sostituito da Luciano Fontana.

 

RENZI MERKEL 5 MAGGIO 2015RENZI MERKEL 5 MAGGIO 2015

Semmai è una novità l'intervista di Carlo De Benedetti, concessa sempre al Corriere una settimana fa, che invocava un passo indietro di Renzi in caso di successo del «No». Parole forti quelle dell' Ingegnere, lo stesso che a inizio anno aveva però raggranellato qualche centinaio di milioni di euro dall' ingresso del fondo para-pubblico F2i nella sua Kos (cliniche). Lo stesso De Benedetti che un anno e mezzo fa aveva speso parole più che lusinghiere sul premier: «Come persona è fuori dal comune. È uno che vuole e pratica l'innovazione, uno che ha scalato un Sacro Graal come il Pd e l'ex Pci con facilità, con le scarpe da ginnastica.

RENZI HOLLANDE RENZI HOLLANDE

 

Non si è messo gli scarponi chiodati perché ha un' energia formidabile, è molto intelligente, è una spugna… Il Jobs Act? È stata una innovazione fondamentale che ha cambiato il Paese su una delle cose sacrali». Cos' è successo adesso? È finito l' amore del patron dell' Espresso per l' ex sindaco di Firenze?

 

Anche in Confindustria, alle prese con l' oscuramento del Sole, non sono più ultrà renziani. Sì, mesi fa hanno addirittura esagerato per la campagna del «Sì», dicendo che se non passa il referendum nessuno viene più a investire in Italia, peccato che un paio di settimane fa se ne siano usciti - attraverso le consuete analisi del Centro Studi - con previsioni catastrofiche per il Pil italiano. In sostanza a viale dell' Astronomia hanno detto che il Pil quest' anno salirà dello 0,7% e solo dello 0,5% nel 2017.

 

renzi viscorenzi visco

Uno scenario pessimistico, dopo aver evidenziato - fra l' altro - un' Italia ferma dal 2000 e la prospettiva di tornare ai livelli di ricchezza del 2007 solo nel 2028. Capiamo che con il dimezzamento degli incentivi gli industriali non possano più assumere a gratis la gente, ma smentire se stessi è tanta roba. Già perché solo a inizio 2015 stimavano, sulla base di ipotesi prudenti, un Pil in crescita del 2,5% per quest' anno. O qualcuno sbaglia i conti in Confindustria o è solo un attacco politico, quello partito a metà settembre nei confronti del governo.

bankitalia big bankitalia big

 

Un' altra bordata simile, che sa tanto di presa di distanza politica, è quella lanciata da Banca d' Italia. L' altro ieri il vice direttore di Via Nazionale ha bocciato senza appello l' esecutivo. Le finanziarie? «Approssimative». Le previsioni del Pil 2017? «Sovrastimate». Gli obiettivi?

 

«Senza spending review sono ambiziosi». Ora, non è che la manovra dell'anno scorso fosse qualcosa di miracoloso. Idem quella del 2014. Eppure all' epoca il governatore Ignazio Visco aveva un giudizio diverso su Renzi: «Nell' insieme le misure sinora adottate vanno nella giusta direzione», anche se «l' Italia è tra i Paesi che più faticano ad avviarsi sul sentiero della ripresa». Certo, però - spiegava il numero uno di Bankitalia nel febbraio 2015 - la riforma della Pubblica amministrazione «accrescerà la competitività del nostro sistema produttivo».

 

TONY BARBER FINANCIAL TIMES CONTRO IL REFERENDUM A OTTOBRETONY BARBER FINANCIAL TIMES CONTRO IL REFERENDUM A OTTOBRE

Come no... Nessuno ha visto gli effetti sul sistema produttivo. Non ci voleva comunque un genio per capire che le politiche renziane non avrebbero fatto ripartire l'Italia come volevano farci credere. Si sa che se gli italiani hanno potuto respirare è per merito del calo dei prezzi internazionali del petrolio e per le mosse della Bce che ha abbassato di brutto il costo dei prestiti e dei mutui. Così come si sapeva che, finiti gli incentivi per i contratti a tempo indeterminato, le assunzioni avrebbero subito un contraccolpo.

 

Solo ora i poteri forti scoprono le difficoltà di Renzi? O più semplicemente temono che il loro idolo potrebbe non mangiare il panettone e così cercano di riposizionarsi? Si nota anche in Europa, dove il Financial Times ha cambiato idea e tifa "No", mentre la Merkel e Hollande lasciano a casa il presidente del Consiglio dai vertici. D' altronde l' hanno già visto questo film con l' Italia, ai tempi di Berlusconi. 2011. Poi sappiamo com' è finita. A Bankitalia o a De Benedetti però importa poco: tanto loro continueranno a fare affari col prossimo premier.

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - DOVE È FINITA LA MELONI CHE DEFINIVA LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP “UN’OPPORTUNITÀ”? DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA A NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…