l' espresso sito offline danilo ammaturo emilio carelli

UN "ESPRESSO" SEMPRE PIU’ AMARO! IL SITO WEB DEL SETTIMANALE E’ OFFLINE DAL 21 DICEMBRE. IL CDR DENUNCIA: “NON CI E’ STATO COMUNICATO NULLA. DALLA NUOVA PROPRIETÀ GESTIONE AUTOLESIONISTA. QUESTA È LA CILIEGINA SULLA TORTA DI UNA GESTIONE AUTOLESIONISTA DA PARTE DELLA NUOVA PROPRIETÀ, CHE A PARTIRE DALLO SCIOPERO DI SETTEMBRE SCORSO, AVEVA GIÀ SOTTRATTO ALLA REDAZIONE LA CURA DEL SITO PER AFFIDARLA A UNO STAFF TECNICO NON COMPOSTO DA GIORNALISTI”

Da fnsi.it

 

l'espresso sito offline

«Sabato 21 dicembre il sito de L'Espresso ha smesso di funzionare. Chi lo cerca si trova davanti una schermata che dice che l'espresso.it è "temporaneamente disponibile a titolo gratuito per gentile concessione di GoDaddy.com". Nelle stesse ore ha smesso di funzionare anche il sistema di posta elettronica della redazione: chi scrive a un giornalista de L'Espresso riceve una mail che sostiene che quell'indirizzo non esiste più. Cosa è successo? Non lo sappiamo: al comitato di redazione e ai giornalisti non era stato comunicato nulla». Lo denuncia il Cdr de L’Espresso in un comunicato stampa diffuso lunedì 23 dicembre 2024.

 

emilio carelli

I rappresentanti sindacali proseguono: «Su nostra richiesta, solo stamattina ci è stato detto c'è stato un incidente durante la migrazione dei dati da un server all'altro. Eppure la migrazione dei dati non è un evento eccezionale: da quando il giornale è stato venduto da Gedi si è verificata già altre volte, con disagi per il sito durati pochi minuti e nessun effetto sulle mail dei giornalisti».

 

Il Cdr evidenzia che «questa gravissima eclissi del giornale online è la ciliegina sulla torta di una gestione autolesionista da parte della nuova proprietà, che a partire dallo sciopero di settembre scorso, lo ricordiamo, aveva già sottratto alla redazione la cura del sito per affidarla a uno staff tecnico non composto da giornalisti. Il problema tecnico è uno dei riflessi pratici di una gestione che in questi mesi ha messo pesantemente le mani nei contenuti degli articoli: per i redattori del giornale – si conclude la nota - difendere la libertà di espressione è una lotta ininterrotta, con esempi molto più numerosi di quelli che sono diventati di dominio pubblico».

 

Donato Ammaturo

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