FASCI E SFASCI - OGGI ALLE 17 GRAN RIMPATRIATRA TRA EX FASCISTONI D’ALTRI TEMPI PER I 60 ANNI DEL “SECOLO D’ITALIA” - A MONTECITORIO SI RIPERCORRE LA STORIA, DALL’MSI DURO E PURO AI “TIPINI FINI” AMATI DA “REPUBBLICA” - FUTURISTI SENZA FUTURO: “FLI SOSTIENE ANCHE QUEST'ANNO IL GAY PRIDE”. MA IL BEGANIZZATO BOCCHINO SILURA LA PERINA: "PARLA PER SÉ" - ASSUNTA ALMIRANTE INVECE SILURA ALE-DANNO: “SCEGLIEREI ZINGARETTI”…

1 - GRANDE RIMPATRIATA PER "IL SECOLO D'ITALIA"
DAGOREPORT - Oggi alle 17 grande rimpatriata tra ex fascistoni d'altri tempi per celebrare il sessantennale del ‘'Secolo d'Italia''. Nella Sala del Garante per la Privacy a Montecitorio si riuniscono i capoccioni della destra per presentare ‘'Sessant'anni di un Secolo d'Italia'', libro celebrativo curato dal giornalista Antonio Rapisarda che ripercorre la storia del quotidiano di via della Scrofa analizzando le varie fasi della destra italiana.

Dall'MSI duro e puro degli anni Cinquanta ai "tipini fini" amati da RaiTre e Repubblica degli ultimi anni, fino al ritorno del giornale in mani pidielline, con conseguenti strascichi polemici e giudiziari. Saranno tutti in prima fila: Gasparri, La Russa, Alemanno, Matteoli, Meloni, Urso, Ronchi, Corsaro, Storace. Accolti da Marcello De Angelis, direttore del Secolo e deputato Pdl. Probabilmente non ci saranno i finiani, a cominciare dall'ultimo direttore Flavia Perina, in lotta aperta con la proprietà del giornale dopo essere stata defenestrata nell'opera di normalizzazione messa a punto dalle vecchie volpi fascistissime che volevano rubare il giocattolo dalle mani di Gianfranco Fini.

Ci saranno anche giornalisti e intellettuali d'area: da Italo Cucci a Pietrangelo Buttafuoco, da Gianni Scipione Rossi a Mauro Mazza. Chissà se qualche finiano si farà vedere. E chissà, in tal caso, se voleranno i manganelli...


2 - «SOSTENIAMO IL GAY PRIDE» MA FLI: PERINA PARLA PER SÉ...
Dal "Corriere della Sera"

«Fli sostiene anche quest'anno il Gay pride, nel nome dei diritti civili e di una assunzione di responsabilità della politica nei confronti delle persone omosessuali». Lo dice Flavia Perina, che per il partito segue il dipartimento Integrazione e Diritti civili: «L'affossamento della legge sull'omofobia in Parlamento, le aggressioni omofobe, l'immobilismo italiano in un contesto europeo che punta a diritti di cittadinanza uguali per tutti rendono indispensabili scelte nette».

Il vicepresidente Italo Bocchino la blocca subito: «È nota la sensibilità di Fli per la tutela dei diritti civili e delle coppie di fatto ma l'adesione al Gay pride di Perina è posizione personale e non di partito. Per tutelare i diritti degli omosessuali, tenendoli sempre distinti dalla famiglia, servono proposte concrete e non sfilate allegoriche». Il coordinatore Roberto Menia: «Fli si schiera a tutela dei diritti costituzionali di tutti i cittadini, altra cosa è sostenere manifestazioni kitsch, di volgare esibizionismo e dubbio gusto». Sostegno alla Perina da Anna Paola Concia, Pd: «Apprezzo il suo coraggio, vuole dare all'Italia una destra responsabile».

3 - ASSUNTA ALMIRANTE: «SCEGLIEREI ZINGARETTI LO STIMO»...
Dal "Corriere della Sera"

Sarà per ringraziare il padrone di casa, sarà per convinzione, addirittura entusiasmo - assicurano i presenti - ma Donna Assunta lo afferma con convinzione: «Voterò per Nicola Zingaretti». Sì, proprio lei, la vedova di Giorgio Almirante, che fu leader indiscusso del Movimento sociale italiano, si dichiara pronta a dare la sua preferenza ad un pd «doc» come il fratello del noto attore Luca.

Tanto che approfitta di una sfilata di moda organizzata per aiutare le zone terremotate dell'Emilia-Romagna, che si è svolta proprio a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, di cui Zingaretti è presidente, per dire come la pensa sulla prossima sfida capitolina. Le candidature non sono ancora ufficiali, ma se davvero, come tutti pensano, lo sfidante dell'attuale sindaco Gianni Alemanno (già missino come il marito Giorgio) sarà proprio Zingaretti, Donna Assunta Almirante non avrebbe dubbi: «Noi saremo vicini a lui: sono qui in segno di amicizia verso il presidente Zingaretti, che stimo moltissimo».

 

 

Italo Bocchino Flavia Perina MAURIZIO GASPARRI IGNAZIO LA RUSSA GIANNI ALEMANNO MATTEOLIMARIO D URSO ASSUNTA ALMIRANTE - Copyright PizziMELONI GIORGIA

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”