giorgia e arianna meloni come le gemelle di shining - fotomontaggio del fatto quotidiano

DAGOREPORT! - MENTRE SALVINI SCALPITA E FORZA ITALIA STA DIVENTANDO UN PARTITO CON UN PIEDE NELLA MAGGIORANZA E L’ALTRO FUORI, CON LA FINANZIARIA TUTTI I NODI DELLA MELONI SONO ARRIVATI AL PETTINE: DOPO AVER GUERREGGIATO, ANZICHÉ DISCUTERE, PER UN ANNO CON L’UNIONE EUROPEA, ORA LA POVERINA SI RITROVA SU MES, PATTO DI STABILITÀ, PNRR, CON UNA MANO DAVANTI E UNA DIETRO - LA ‘’RIMOZIONE’’, FORSE PERCHÉ EX GABINETTO DI SALVINI, DEL MINISTRO DELL’INTERNO PIANTEDOSI SULLA QUESTIONE MIGRANTI (I VIAGGI DELLA PREMIER IN LIBIA E TUNISIA NON SONO SERVITI A NIENTE) – UNICA CERTEZZA: LE NORMALI CONFERENZE STAMPA POST-CDM SONO SOLO UN RICORDO DEL PASSATO: DAVANTI ALLE DOMANDE, LA MELONI SBROCCA….

GIORGIA E ARIANNA MELONI COME LE GEMELLE DI SHINING - FOTOMONTAGGIO DEL FATTO QUOTIDIANO

DAGOREPORT

Sistemata la sorellina Arianna come Ducetta-bis, a che punto è la notte del governo Meloni? Giunto a quasi un anno di permanenza a Palazzo Chigi, la compagna di Giambruno ora si ritrova per la prima volta (lo scorso anno è stata una pacchia: ci aveva pensato Draghi) la grande rogna di risolvere la finanziaria, senza avere in cassa le risorse necessarie per attuare le sue promesse elettorali.

 

ALFREDO MANTOVANO ORAZIO SCHILLACI GIORGIA MELONI CARLO NORDIO MATTEO PIANTEDOSI

Il primo Cdm post-vacanze è stato surreale con Gggiorgia che non ha trovato di meglio che rifilare un pippone sul Superbonus sul groppone di Conte e Draghi e stanziare 2,2 miliardi sulla Rete Unica. Non ci sono soldi per le pensioni, che rimangono quelle della riforma Fornero, e il famoso taglio delle tasse non si vede nemmeno in fotografia, anzi verranno tolte varie agevolazioni fiscali.

SALVINI E PIANTEDOSI - MEME BY GIAN BOY

 

Una cosa è però successa. La ‘’rimozione’’, forse perché ex gabinetto di Salvini, del ministro dell’Interno Piantedosi sulla questione migranti, proprio mentre i sindaci del nord, gran parte cari alla Lega, lanciano le loro grida di dolore sull’’’invasione’’: ora è tutto “permanentemente” in mano del solito Mantovano.

MARK RUTTE - URSULA VON DER LEYEN - GIORGIA MELONI IN TUNISIA

 

A cosa sono serviti gli strombazzanti viaggi della premier in Libia e Tunisia per fermare l’”invasione” non si è ben capito. Anzi, si è invece capito benissimo: a un bel niente (bei tempi quando la regina della Garbatella invocava sgolandosi, seduta sui banchi dell’opposizione, il “blocco navale” per respingere i migranti). Anche perché il Fondo Monetario Internazionale non ha mai sganciato alla Tunisia gli attesi 1,9 miliardi.

 

copertina di chi con giorgia meloni

Alla fine è arrivata la conferma che le normali conferenze stampa post-Cdm sono solo un ricordo del passato: davanti alle domande dei giornalisti, la Meloni sbrocca e, pur possedendo la famosa verve di capopopolo che non ha paura di niente, al massimo concede il suo pensiero alle marchette di “Chi” e alle interviste pilotate e senza contraddittorio via Zoom, come è successo a tre giornaloni durante la vacanza alla Masseria Benificio.

 

Mentre Forza Italia sta diventando un partito con un piede nella maggioranza e l’altro fuori e  nel suo partito i fratellini che non hanno ottenuto potere sono diventati fratellastri e fanno la fronda, tutti i nodi della Meloni sono arrivati al pettine: dopo aver guerreggiato, anziché discutere, per un anno con l’Unione Europea, ora la poverina si ritrova su Mes, Patto di Stabilità, Pnrr, con una mano davanti e una indietro.

 

BARE FUORI - MEME SUL GOVERNO E I MIGRANTI BY CARLI meloni tajani

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