UN BANANA MILLEGUSTI - FRECCERO: “LE STAR DELLA TELEVISIONE SONO METEORE DESTINATE ALL’OBLIO, BERLUSCONI NO. LUI È LA TELEVISIONE”

Carlo Freccero per "Parioli Pocket"

Siamo reduci, ammesso che possiamo già parlare al passato e non al presente, da un ventennio di comunicazione berlusconiana, ed abbiamo quindi introiettato le sue logiche comunicative. Berlusconi ha fatto propria la logica televisiva della controprogrammazione per cui, in ogni momento della sua carriera, interpretava un ruolo, ma anche il suo opposto, presentandoci contemporaneamente il dritto e il rovescio della medaglia. Così, in questo ventennio, è stato per la massima parte del tempo al governo, però non ha smesso di interpretare, per i media, il ruolo dell'opposizione.

Non è mai stato, come Letta, pacato e conciliante, ma sempre polemico e critico, dando voce al malcontento della maggioranza silenziosa. Ha utilizzato altresì la possibilità, tutta televisiva, di sfruttare sinergicamente reti diverse e target diversi per costruire nel complesso una logica generalista. Facciamo un esempio: se Canale 5 programma una partita, Rete 4 manda in onda un melò, mentre Italia 1 dà spazio al pubblico giovane ed anticonformista.

In questi anni abbiamo conosciuto non un uomo tutto d'un pezzo, ma tanti Berlusconi complementari: il moralista difensore della famiglia, il seduttore impenitente, l'imprenditore vincente, il difensore degli umili e dei semplici. C'è stato un Berlusconi per tutti i gusti. Anche il suo addio (?) alle scene politiche si è svolto in questo modo. Mentre i media istituzionali mandavano in onda la sua destituzione, lui manifestava in piazza, davanti alla folla dei suoi sostenitori, parlando di colpo di Stato mentre, come è stato fatto giustamente notare, si trattava di un atto legalmente dovuto. Quella che doveva essere una fine è stata presentata come inizio o rinascita (di Forza Italia).

Ma qui percepiamo una nota di stanchezza. In televisione, in genere, la ripetizione di prototipi e format di successo genera audience. Ma c'è un punto in cui si raggiunge la saturazione. Oltre questo punto la ripetizione genera rifiuto. Berlusconi ripete oggi un cliché che l'ha visto vincente per vent'anni. Ma il guardare al passato (Forza Italia) è un sintomo di stanchezza, è mancanza di rinnovamento e vitalità.

Cosa resta di lui? Tutto. Non è che trent'anni di tv generalista possono essere cancellati in un giorno. Le sue reti sono ancora lì ed in Rai continuano a dirigere il traffico i dirigenti nominati da lui. Per questo il berlusconismo è così difficile da sradicare. Per questo periodicamente viene dato per finito e poi si ripresenta da capo, vitale come prima. Viviamo in un'epoca dominata dalla comunicazione. E le esperienze di vita che possiamo fare quotidianamente sono ben poca cosa rispetto alle esperienze indirette che facciamo attraverso i media.

Questo bombardamento mediatico fa sì che la nostra memoria sia molto breve. Ogni giorno nuovi contenuti cancellano i contenuti dei giorni precedenti ed eclissarsi per qualche tempo dai media significa sparire, essere dimenticati, a dispetto di tutta la popolarità che si è riusciti ad accumulare. La star televisiva è comunque una meteora destinata a tramontare e ad essere dimenticata. Lo stesso non vale per Berlusconi. Lui non è una star televisiva: lui è la televisione. Perché tutte le tv parlano di lui, sia quando ne catalizza l'attenzione con manifestazioni come quella di fine novembre, sia quando paradossalmente è assente.

 

 

Intervento di Carlo Freccero Freccero firma autografi silvio mediaset berlusconiPiersilvio BerlusconiBERLUSCONI ALL'INCONTRO CON I GIOVANI DI FORZA ITALIADECADENZA BERLUSCONI SENATRICI FORZA ITALIA A LUTTO BERLUSCONI ALL'INCONTRO CON I GIOVANI DI FORZA ITALIA

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