1. GIOVANARDI FOR PRESIDENT! “SIAMO OLTRE 40 PER UN NUOVO GRUPPO IN SENATO, VOTEREMO LA FIDUCIA AL GOVERNO”. KING SCILIPOTI: “LE LARGHE INTESE DEVONO PROSEGUIRE” 2. LA CAMPAGNA ACQUISTI HA FUNZIONATO! PER INGOLOSIRE I “TRADITORI”, GLI È STATO OFFERTO UN POSTO DA MINISTRO (O DA SOTTOSEGRETARIO) OGNI TRE SENATORI “TRAGHETTATI” 3. I DISSIDENTI VERI SONO MENO DI QUELLI STROMBAZZATI DAL COMPAGNO GIOVANARDI. MA POMPARE I NUMERI SERVE A SPAVENTARE IL BANANA E FARGLI MOLLARE I SUOI PROPOSITI 4. GIANNI LETTA FA LA SPOLA TRA IL NIPOTE E IL CAPO FURIOSO PER COME SI METTONO LE COSE 5. I MINISTRI PDL SONO RIUNITI A PALAZZO CHIGI, DOVE LETTA JR HA INCONTRATO ANCHE RENZI

1. GOVERNO: GIOVANARDI, CI SONO NUMERI PER NUOVO GRUPPO, VOTEREMO FIDUCIA
(Adnkronos) - "Abbiamo i numeri, siamo anche piu' di 40, e siamo fermi nel voler mantenere l'equilibrio di governo. Per questo voteremo la fiducia. Il problema dei numeri, al massimo, e' degli altri". Cosi' il senatore 'dissidente' del Pdl Carlo Giovanardi in merito alla fiducia al governo Letta.

2. LA 'COLOMBA' GIOVANARDI AD AFFARI: SE SILVIO INSISTE CON LA CRISI SARA' SCISSIONE
Alberto Maggi per www.affaritaliani.it

"Insistere con la strada della crisi di governo può portare alla divisione del Popolo della Libertà". Lo afferma ad Affaritaliani.it il senatore del Pdl Carlo Giovanardi. Che spiega: "Berlusconi ha ragione nel lamentare la posizione del Pd sulla sua decadenza, perché ha subito una mascalzonata, ma rischiamo di passare dalla parte del torto con queste accelerazioni che mettono in difficoltà anche Alfano. Tantissimi non vogliono entrare in Forza Italia, che è il partito di Bondi, Capezzone, Santanchè e Verdini. Personaggi lontanissimi dal Partito Popolare Europeo. Alfano, come tutti noi, è combattutto tra l'amicizia con Silvio e la lontananza da questa Forza Italia che, se nascesse, sarebbe fuori dal Ppe".

Giovanardi aggiunge: "Ho visto delle dichiarazioni di Galan e Nitto Palma che non corrispondono a quanto è accaduto ieri nella riunione dei gruppi. Non vorrei che i falchi tornassero ad attaccare. Ho parlato per venti minuti con Berlusconi e gli ho detto che è vittima di una mascalzonata ma dovrebbe andare in Giunta magari attraverso Coppi e difendersi. Poi aspettare il 15 ottobre il voto dell'Aula".

3. FI: SCILIPOTI, SONO PER LARGHE INTESE, METTO MANO ALL'ART. 67 DELLA CARTA
"Speriamo che non accada nulla di traumatico. Io sono per la prosecuzione dell'esperienza delle larghe intese e fossi in Letta non chiederei la fiducia solo per andare avanti pochi altri mesi". Lo dice Domenico Scilipoti, parlando in veste di 'super colomba' con i giornalisti a palazzo Madama. Alla domanda su quale sara' il suo atteggiamento in caso di scissione tra un gruppo Fi e un gruppo Pdl al Senato, replica: "Mettero' mano all'art.67 della Costituzione", quello in base al quale il parlamentare rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni "senza vincolo di mandato".

4. GOVERNO: MINISTRI PDL A P. CHIGI, ARRIVA ANCHE DE GIROLAMO
(AGI) - Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin e, adesso, anche Nunzia De Girolamo. All'appello mancherebbe per il momento solo Maurizio Lupi. Tutti i membri dimissionari del governo, targati Pdl, sono attualmente a palazzo Chigi, ma non e' chiaro se siano riuniti tra di loro o stiano incontrando il premier Enrico Letta.

5. GOVERNO, GIANNI LETTA AMBASCIATORE: PRIMA DAL CAV E POI DAL NIPOTE
(LaPresse) - Gianni Letta ambasciatore tra Silvio Berlusconi e il premier Enrico Letta: l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio e storico collaboratore del Cavaliere ha prima incontrato l'ex premier a palazzo Grazioli, intrattenendosi per poco meno di un'ora a colloquio con lui. Poi la lasciato la residenza romana di Berlusconi per recarsi a palazzo Chigi, dove sta incontrando il nipote e attuale premier Enrico Letta, arrivando in concomitanza con la partenza di Matteo Renzi che aveva a sua volta appena incontrato il presidente del Consiglio.

6. UN MINISTRO OGNI TRE "RESPONSABILI": E' QUESTO IL PREZZO DEL "TRADIMENTO" A BERLUSCONI
Carlo Tarallo per Dagospia

Un ministro ogni tre transfughi: sarebbe questa la "strategia" di Angelino Alfano e Maurizio Lupi per convincere quanti più senatori possibile a votare la fiducia a Enrico Letta, mollando Silvio Berlusconi. Il pallottoliere impazza a Palazzo Madama. Le voci parlano di 25-30 senatori del Pdl pronti a mollare il Banana per appoggiare Enrico Letta, ma al momento, stando a quanto filtra da fonti molto vicine a Dudù, sarebbero più o meno una decina. La diffusione simultanea di un numero più elevato di potenziali transfughi sarebbe il frutto di una "strategia del terrore" nei confronti di Berlusconi.

Per arrivare a un numero più consistente di pro-Letta, verrebbero quindi sacrificati in ogni caso i vari Lorenzin, Quagliariello, De Girolamo: Alfano resterebbe a capo del partito e Lupi avrebbe un ruolo di primo piano. I ministri dimissionari, quindi, verrebbero sostituiti da altri, scelti tra chi dovesse saltare il fosso.

Tutti i potenziali "scissionisti" però, avrebbero imposto una precisa condizione per dichiarare guerra a Berlusconi: che l'orizzonte del governo arrivi almeno al 2015. In caso di un esecutivo in carica per pochi mesi, infatti, anche i pochi dissidenti già determinati a mollare Silvio tornerebbero a Canossa: poi chi li ricandida?

Quello che è certo è che l'intera "trattativa" tra Alfano e Berlusconi non riguarda neanche di striscio il governo, la stabilità, l'Europa, le tasse e tutto il resto: in ballo c'è solo e soltanto la guida di Forza Italia. Alfano vuole a tutti i costi la poltrona di segretario, così da poter garantire anche i suoi fedelissimi, che in questi giorni si sono spinti troppo oltre e sanno di non poter più tornare indietro.

Ma le notizie che giungono dal Pd non sono incoraggianti per colombe e lupacchiotti. Una fonte autorevole sinistrata si lascia sfuggire: "Meglio il voto del congresso. Renzi si candida premier, prende più voti e fa eleggere più parlamentari. Ma se diventa segretario del partito, farà una strage...".

 

Scilipoti rieletto anche stavolta qui con Quagliarielloarticle SCILIPOTI E IL MANIFESTO SULLA MORTE DELLA DEMOCRAZIA SCILIPOTI DAVANTI AL TRIBUNALE DI MILANO SOTTO LA GIGANTOGRAFIA DI FALCONE E BORSELLINO GIOVANARDI COLTELLO BERLUSCONI FISICHELLA BERLUSCONI D ONOFRIO GIOVANARDI carlo giovanardi carlo giovanardi urla fascisti x berlusconi giovanardi CARLO GIOVANARDI IL RIBELLE berlusconi giovanardi ALFANO BERLUSCONI GIOVANARDI berlusconi giovanardi

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