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GRASSO CHE COLA SU RENZI (E GENTILONI) - LA DISCESA IN CAMPO CON BERSANI DELL'EX PM: "SONO UN RAGAZZO DI SINISTRA. CANDIDARMI? SE C'È UN PERCORSO VISIONARIO, VALUTERÒ...” – POI PUNGE IL PREMIER SU BIOTESTAMENTO E IUS SOLI - E I BERSANIANI AVVISANO IL GOVERNO SUL DEF 

 

grasso

Monica Guerzoni per il Corriere della Sera

 

« Sono rimasto un ragazzo di sinistra, quel ragazzo che era in me da sempre...». Alla prima Festa di Mdp a Napoli Pietro Grasso è accolto come uno di casa. Bersani gli va incontro e il presidente del Senato abbraccia, con una battuta, l' intera legislatura: «Ciao Pier Luigi, certo che ne sono successe di cose da quando mi presentasti al Nazareno agli elettori del Pd».

 

Era il 2013. Quattro anni dopo, per Grasso si pone il tema del futuro, quello dell' Italia e il suo. Si candida, presidente?

 

«Francamente il mio futuro non lo conosco nemmeno io», la prende alla larga l' ex magistrato, che molto tiene al suo ruolo di «arbitro imparziale».

 

RENZI MANGIA CON BERSANI

Ma ecco l' indizio rivelatore: «Se poi ci saranno le condizioni per un percorso visionario, valuterò». Il percorso visionario che Grasso ha in mente è scandito dal «noi» che, più volte e con un tono nuovo, il presidente intona dal palco. Introdotto da Maria Cecilia Guerra e intervistato da Marco Damilano, dismette per un' ora i panni istituzionali e cerca inediti accenti da leader. Il centrosinistra? Sia unito e lotti per le idee, mettendo in secondo piano il consenso: «Diritti, accoglienza, uguaglianza sociale. Certi valori, princìpi e programmi non possono essere traditi, non si può guardare a destra o al centrodestra».

 

PIERLUIGI BERSANI PRESENTA LA CANDIDATURA DI PIETRO GRASSO

L' applauso più forte scatta qui, quando tanti militanti si alzano in piedi e mostrano di apprezzare la discesa in campo del presidente, che senza cravatta sulla camicia sbottonata sfida Renzi e non fa sconti a Gentiloni: «Capisco che biotestamento e ius soli stanno fermi perché possono creare divisioni e problemi al governo, ma se una legge è giusta va approvata, non puoi dire "in questo momento non è opportuno"».

 

La sintonia con Bersani è forte.

Dopo l' abbraccio e due chiacchiere al bar, l' ex segretario lo ascolta annuendo dalla prima fila. E il presidente gli fa in anticipo gli auguri per il compleanno che cade oggi. Quanto al «futuro», non è un mistero che nelle stanze di Mdp si è più volte parlato di Grasso per la leadership del movimento: nel caso di una rottura con Pisapia, chi meglio dell' inquilino di Palazzo Madama potrebbe guidare un listone a sinistra del Pd?

 

PIETRO GRASSO TRA BERSANI ED ENRICO LETTA

Di tutto questo il presidente non parla, eppure ogni suo ragionamento sembra marcare la distanza dal renzismo. Lo ius soli? «Non rinunciano anticipatamente alle nostre posizioni solo in funzione di un problema elettorale». Il sistema di voto? «Andare alle urne senza una legge elettorale è un' idea impraticabile». Ce n' è per Renzi e ce n' è per Orfini: «Mi ha paragonato a Grillo per aver detto cose lapalissiane».

 

RENZI E GENTILONI

Il centrosinistra unito dei suoi sogni Grasso lo ha disegnato idealmente sulla mappa, saltando da un palco all' altro delle feste di partito. È stato a Imola da Renzi, a Reggio Emilia da Fratoianni e infine a Napoli, da Bersani. Ma se Mdp è pronto allo strappo sulla legge di Bilancio, lui invita alla cautela: «Il quorum in Aula non credo sarà un problema, ma vigilare non guasta mai. Non possiamo permetterci di far scattare aumenti Iva e altre norme di salvaguardia».

 

L' allarme sulla tenuta del governo è suonato ieri, quando in Commissione Lavoro la bersaniana Maria Grazia Gatti ha votato contro il parere sulla Nota di aggiornamento al Def. «Il governo apra le orecchie e ascolti anche le nostre proposte - avverte Bersani -. Non solo Alfano». Domenica la prova dell' applausometro toccherà a Pisapia, che ieri ha confermato la rotta dell' Ulivo: «Io? Non tentenno ».

GENTILONI E RENZI

 

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