LA “MANI PULITE” DI PUTIN - LO ZAR VLAD PRESENTA UNA PROPOSTA DI LEGGE PER IMPEDIRE AI PUBBLICI UFFICIALI DI POSSEDERE CONTI BANCARI ALL’ESTERO – LOTTA CONTRO LA CORRUZIONE OPPURE QUELLA DI PUTIN È SOLO UNA MOSSA VOLTA A PREVENIRE UNA POSSIBILE APPLICAZIONE ANCHE DA PARTE DELL’EUROPA DELLA “NORMA MAGNITSKY” VOLUTA DA OBAMA? INFATTI, SE I PUBBLICI UFFICIALI RUSSI NON HANNO CONTI E AZIONI ALL'ESTERO, NESSUNO POTRÀ CONGELARE O CONFISCARE ALCUNCHÉ…

Fabrizio Dragosei per il "Corriere della Sera"

La prima vittima della campagna contro la corruzione è il presidente della commissione etica della Duma. L'oppositore e blogger Aleksej Navalny ha denunciato che il deputato Vladimir Pekhtin non aveva dichiarato il possesso di appartamenti e terreni in America. E lui ha risposto con una frase a dir poco infelice: «Praticamente non ho nulla». Su Internet è partita una raffica di commenti caustici: «Sì, certo, nella Duma siedono deputati praticamente onesti... a Mosca praticamente non ci sono ingorghi... in Russia non ci sono prigionieri politici, praticamente». Adesso Pekhtin ha deciso di autosospendersi, in attesa che la sua posizione si chiarisca.

Vladimir Putin intanto ha presentato una sua proposta di legge per impedire ai pubblici ufficiali di possedere conti bancari all'estero, azioni e obbligazioni straniere. Questo dopo che un ministro è stato destituito e l'ex responsabile di un altro dicastero è stato interrogato dagli inquirenti. Sta veramente iniziando la lotta contro la corruzione che affligge storicamente questo Paese? Ai vertici del potere giurano di sì. Ma c'è chi ne dubita.

Intanto perché il progetto di legge presentato dal presidente è più morbido di quello che già la Duma aveva approvato in prima lettura mesi fa. Lì si parlava di supermulte e condanne fino a cinque anni di carcere per i funzionari colpevoli. Il nuovo progetto prevede solo la perdita del posto di lavoro. E consente ai pubblici ufficiali di detenere proprietà (basta dichiararle) e perfino di avere conti in valuta estera e bond, ma solo tramite le banche russe.

Putin ha lanciato la sua campagna per de-offshorizzare l'economia russa (far rientrare i quattrini parcheggiati in conti situati in paradisi fiscali e valutari) a dicembre, parlando alla nazione. Un altro importante segnale è venuto con l'inchiesta che ha coinvolto il ministro della Difesa Anatolij Serdyukov costretto a lasciare il posto. In puro stile russo, gli inquirenti avevano fatto irruzione all'alba nella casa di una sua collaboratrice dove sono stati trovati milioni in contanti, gioielli e oggetti d'arte del ministero. In più, secondo i giornali, c'era anche il ministro in accappatoio.

Dopo Serdyukov è toccata all'ex ministro dell'Agricoltura Elena Skrynnik, per ora solo interrogata in una inchiesta su fondi spariti in un'azienda del ministero. Il primo canale tv, controllato dallo Stato, ha diffuso un programma nel quale si parla di un miliardo di euro scomparsi quando la Skrynnik era direttore generale della compagnia.

La precedente «grande» campagna contro la corruzione venne lanciata dall'attuale premier (e allora presidente) Dmitrij Medvedev nel settembre del 2009. Poco dopo, l'avvocato Sergej Magnitsky che aveva denunciato una frode fiscale di quasi 200 milioni di euro messa in atto da funzionari corrotti fu a sua volta arrestato per una presunta evasione fiscale e morì in carcere.

Recentemente gli Stati Uniti hanno varato una legge che porta proprio il nome di Magnitsky per congelare le proprietà di funzionari russi implicati nella morte dell'avvocato e di quelli colpevoli di corruzione. Ecco allora che qualcuno pensa che la mossa di Putin sia volta semplicemente a prevenire una possibile applicazione anche da parte dell'Europa della norma Magnitsky: se i pubblici ufficiali russi non hanno conti e azioni all'estero, nessuno potrà congelare o confiscare alcunché.

 

PUTIN FA NUOTO jpegPUTIN E BARROSO MOSCA LE FEMEN CHIEDONO LE DIMISSIONI DI PUTIN fotomontaggi inventati dagli internauti dopo limpresa di Putin su un deltaplano

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO