I PM SI MENANO, LA POLITICA TACE - SULLA GUERRA TRA ROBLEDO E BRUTI LIBERATI, SILENZIO TOTALE DAI PARTITI (BERLUSCONI COMPRESO) - IL CSM “SECRETA” TUTTO….

Paolo Colonnello per ‘La Stampa'

Mentre il Csm si appresta ad avviare ben due pratiche sullo scontro in atto alla Procura di Milano tra l'aggiunto Alfredo Robledo e il procuratore Edmondo Bruti Liberati, si registra sulla vicenda una sola presa di posizione nel mondo politico, di solito sempre reattivo sulle questioni giudiziarie milanesi: quella del responsabile giustizia di Scelta Civica, Andrea Mazziotti, che invoca punizioni esemplari per chi tra i due contendenti uscirà sconfitto dalla tenzone davanti all'organo di autogoverno della magistratura.

Il silenzio assordante degli altri partiti su una questione che investe inchieste assai delicate condotte negli ultimi anni in via Manara, se da un lato testimonia la volontà di non strumentalizzare un caso interno alla magistratura, racconta in realtà come sia esplosiva la guerra che sta dividendo, forse per la prima volta nella sua storia, la Procura milanese.

Al punto che lo stesso Csm ha deciso di «secretare» la pratica Robledo, giudicata particolarmente spinosa soprattutto laddove si affrontano i contrasti su due inchieste, relative a tangenti, appalti e sanità, di cui fino all'altro ieri nessuno, tranne gli inquirenti, conosceva l'esistenza.

Due saranno le commissioni di Palazzo dei Marescialli che si occuperanno dell'esposto di Robledo contro Bruti Liberati: la Prima dovrà valutare se ci sono gli estremi per un trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale del Procuratore, la Settima invece prenderà in esame le presunte violazioni sul piano organizzativo.

La scelta delle commissioni non appare casuale, visto che nei giorni scorsi sarebbe stata Magistratura indipendente, corrente «moderata» considerata vicino a Robledo, a chiedere che della vicenda si occupasse la Prima commissione, deputata ai trasferimenti d'ufficio. Tacciono ovviamente anche i protagonisti di questa storia mentre si dicono pronti ad essere ascoltati dal Csm davanti al quale potrebbero essere calate le carte più pesanti. Lo accenna nella sua denuncia Robledo, che ha chiesto espressamente di essere sentito per rivelare fatti anche più gravi di quelli messi nero su bianco e lo fa capire Bruti Liberati che per il momento non intende rispondere con una controrelazione.

Di certo, di fronte alle accuse di «scippo» di talune inchieste, che adombrano l'esistenza di manovre politiche in Procura o di «silenziatori» per casi eclatanti, i diretti interessati rispondono invitando a controllare bene i risultati delle indagini e il vaglio delle stesse davanti ai tribunali. Rimane infine da capire perché la denuncia al Csm sia stata presentata solo adesso, se la situazione era così grave da tempo. Una cosa è sicura: non siamo di fronte a uno scontro di caratteri forti, come già in passato era avvenuto a Milano, ma a una questione ben più seria di gestione di un lavoro delicato come quello dell'inquirente.

 

 

ALFREDO ROBLEDO jpegEDMONDO BRUTI LIBERATI EDMONDO BRUTI LIBERATI Tribunale di Milano

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