attacco di israele a jenin

DIO PERDONA, "BIBI” NO – L’ESERCITO ISRAELIANO HA ATTACCATO CON DRONI E TRUPPE DELLE INFRASTRUTTURE PALESTINESI A JENIN, IN CISGIORDANIA, UCCIDENDO 8 PERSONE, 80 I FERITI – L’ATTACCO, CONSIDERATO IL PIÙ IMPONENTE DEGLI ULTIMI 20 ANNI, È LA VENDETTA DEL GOVERNO DI NETANYAHU PER L’OMICIDIO DI QUATTRO ISRAELIANI IN TERRITORIO PALESTINESE – L’ESERCITO DI GERUSALEMME DOVREBBE CONCLUDERE L’OPERAZIONE MILITARE TRA OGGI E DOMANI, LASCIANDO PERÒ UN CLIMA INCANDESCENTE…

 

Estratto dell’articolo di Fabiana Magrì per “la Stampa”

 

attacco di israele a jenin 7

Un'ora dopo la mezzanotte, con una serie di attacchi di droni dal cielo contro "infrastrutture del terrorismo", l'esercito israeliano ha avviato un'ampia operazione a Jenin, il cui bilancio provvisorio è di otto palestinesi uccisi, un'ottantina di feriti, e una ventina di sospettati arrestati.

 

Almeno mille unità sono entrate via terra nel campo profughi, dove per tutta la giornata di ieri si sono protratti gli scontri tra soldati israeliani e miliziani palestinesi. L'offensiva - secondo i media la più estesa campagna militare in Cisgiordania in circa 20 anni, dai tempi della Seconda Intifada - è l'ultimo anello in una catena di eventi recenti, decisa e programmata una decina di giorni fa nelle stanze del Comando Centrale di Tzahal a Tel Aviv, dopo l'uccisione di quattro israeliani in territorio palestinese nei pressi dell'insediamento di Eli in Cisgiordania da parte di due uomini armati di un villaggio vicino a Jenin.

attacco di israele a jenin 6

 

Il portavoce dell'esercito ha sottolineato, in diversi briefing con i media locali e internazionali, la precisione dell'intervento militare ancora in corso, che ha come obiettivi «smantellare le attività terroristiche» e «porre fine al ruolo di Jenin come rifugio sicuro per i terroristi», ma anche «minimizzare i danni contro civili innocenti e non combattenti» e garantire la continuità di movimento per persone e merci all'interno della Cisgiordania.  […]

 

Il primo attacco ha colpito un edificio che serviva da hub di comando operativo congiunto per il campo di Jenin e gli agenti della "Brigata Jenin". Il sito, un rifugio in cui i combattenti palestinesi si riunivano prima e dopo le attività terroristiche e custodivano armi ed esplosivi, era anche un centro avanzato di osservazione e ricognizione.

 

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Dal suo interno, attraverso monitor collegati con telecamere piazzate in vari punti del campo profughi, i palestinesi monitoravano le attività delle forze israeliane. Così sarebbero stati in grado, lo scorso 19 giugno, di far esplodere un ordigno al passaggio di un veicolo militare israeliano, lasciando sette soldati feriti. […]

 

Il portavoce militare israeliano ha stimato che l'operazione si possa concludere tra oggi e domani ma ha anche precisato che azioni simili si riproporranno «ogni volta che avremo elementi di intelligence o come reazione ad atti di terrorismo. […]

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Nelle diverse sfumature tra le dichiarazioni di taglio politico e quelle in ottica militare, gli analisti leggono la preoccupazione per un'eventuale escalation e per la potenziale espansione degli scontri in altre arene, come già accaduto più volte negli ultimi due anni. E invitano a ridimensionare le aspettative sulla capacità di questa operazione, «limitata nel tempo, nel settore e negli obiettivi» secondo l'analisi di Amos Harel su Haaretz, di cambiare lo scenario a lungo termine. […]

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