olaf scholz mario draghi 3

L’EUROPA ALLA CANNA DEL GAS - I TEDESCHI E I FALCHI DEL NORD, GUIDATI DALL’OLANDA SOSTENGONO CHE IL MERCATO NON PUÒ ESSERE REGOLAMENTATO DA UN TETTO, IL COSIDDETTO “PRICE CAP”. DRAGHI, CHE A PAROLE VUOLE IL TETTO, ALLA FINE SEGUIRÀ LA GERMANIA - PERCHÉ L’ITALIA NON PUÒ PERMETTERSI DI STACCARE IL TUBO DEL GAS DALLA RUSSIA. L’ALGERIA CI DARÀ 9 MILIARDI DI METRI CUBI DI GAS, È VERO, MA NON PRIMA DI DUE ANNI – DOPO IL BALLOTTAGGIO FRANCESE, IL CONSIGLIO EUROPEO DECIDERÀ LA GRADUALITÀ SUL PETROLIO…

Gianluca Zapponini per Formiche.net

 

draghi scholz

L’ottimismo è una cosa, la realtà un’altra. Se e quando l’Italia potrà staccare il tubo del gas dalla Russia non sarà oggi, o domani. Tuttavia, a voler fare esercizio di onestà, la strada intrapresa dal premier Mario Draghi è quella giusta, spiega a Formiche.net Matteo Villa, economista dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale. Anche se alla fine, bisogna farli bene, i conti.

 

Mario Draghi è volato in Algeria e ha portato a casa 9 miliardi di metri cubi di gas. Ora tocca ad Angola e Congo. Qualcosa si muove. O no?

Certamente è un primo passo, ma è pur sempre un pezzettino della grande operazione che porta all’emancipazione da Mosca. Facciamo i conti. All’Italia servono 30 miliardi di metri cubi di gas per sostituire la Russia. Risparmiando in casa nostra se ne possono ottenere cinque, poi ce ne sono altri 25 da trovare.

 

C’è l’Algeria, però…

URSULA VON DER LEYEN OLAF SCHOLZ MARIO DRAGHI

Piano. Nove miliardi ce li darà in due anni, non prima e poi il gas che vende non lo vende solo a noi, ma anche alla Francia e alla Spagna. E non possiamo pensare che Algeri lasci a secco Parigi e Madrid per far felice Roma. D’altronde 9 miliardi sono molti, è un bello sforzo per il Paese africano, non sarà così facile incassare quei 9 miliardi di metri cubi.

Insisto con l’ottimismo. Angola, Congo sono all’orizzonte…

 

Vero, Draghi lo ha detto e lo farà. E cercherà gas liquefatto ma attenzione, il mercato del Gnl è dinamico e in Italia non ci sono rigassificatori, siamo già oggi all’85% della capacità, al massimo di Gnl ne possiamo avere due di miliardi di metri cubi. Dunque, se davvero l’Algeria ci dà 9 miliardi, cinque ne risparmiamo in Italia e due di Gnl arrivano dall’Angola, non arriviamo a 30. Ecco perché è difficile smarcarsi dalla Russia. E poi c’è il problema dei costi.

DRAGHI SCHOLZ

 

Ovvero?

L’Algeria non ce lo regalerà il gas e prevedo delle addizionali da scaricare su imprese e famiglie. Oggi il gas costa più di prima, questo è un dato di fatto. Il gas russo costa di meno, è sempre stato così. Ora il gas è più caro e di questo non si può non tenerne conto.

 

Villa, lei ha citato la moria di rigassificatori. Vale la pena investirci o puntare dritti sull’Africa?

FOTO UFFICIALE DI EMMANUEL MACRON

Ci stiamo già investendo, basti pensare alle due nuove navi che arriveranno, che potrebbero portare il monte-gas alternativo alla Russia a 25 miliardi. Ma è tutto da vedere, anche perché non dimentichiamoci che l’obiettivo dell’Europa è dire addio al gas, entro 15 anni.

 

Scusi ma allora se cerchiamo gas e poi lo abbandoniamo…

E infatti il futuro sono le rinnovabili. Ha senso oggi investire in quelle due navi, ma nel lungo termine servirà un cambio di prospettiva, di passo. Come a dire, più verde e meno gas. Oggi ci serve il gas, subito e anche il carbone, ahimè. Sempre che vogliamo sganciarci da Mosca. Poi si vedrà.

 

Chiudiamo sulle sanzioni. Alla Russia fanno male… errore?

I danni alla Russia derivanti dalle sanzioni non sono ancora quelli che ci si potevano attendere. Sappiamo bene che, se vogliamo colpire Mosca, l’unico vero obiettivo possono essere le loro esportazioni energetiche. Ma abbiamo anche molta paura, perché a quelle esportazioni, e al gas in particolare, siamo legati a doppio filo.

olaf scholz mario draghi 1DRAGHI PUTIN GASPUTIN VLADIMIR PUTIN E IL GAS

 

Ultimi Dagoreport

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI? A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELANTIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: ‘A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO! - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”