DRAGHI DACCE LI SORDI! – PER RILANCIARE I CONSUMI ECCO A VOI IL “QUANTITATIVE EASING” DELLA BCE: ACQUISTO DI TITOLI PRIVATI E PUBBLICI GIÀ SPERIMENTATO NEGLI USA CON SUCCESSO

Tonia Mastrobuoni per “La Stampa

 

mario draghimario draghi

Non sempre ciò che è bello è anche vero»; tempo fa Olivier Blanchard, capoeconomista del Fmi riassumeva così il dramma della «scienza triste» dopo lo scoppiare della Grande crisi. La regina d’Inghilterra aveva già umiliato gli economisti chiedendo con sublime, finta ingenuità perché nessuno di loro l’avesse vista arrivare. Ma il problema di fondo è che molti modelli matematici, per quanto eleganti, sono ormai da rottamare. E che non si capisce più bene cosa potrebbe rimettere in moto l’economia europea, afflitta dal rischio di una lunga stagnazione.

 

In particolare sulle politiche monetarie, Blanchard ammetteva che d’ora in poi la teoria «sarà molto più disordinata di come l’abbiamo conosciuta ad oggi». E uno dei capitoli più dibattuti riguarda il «quantitative easing», l’acquisto di titoli pubblici e privati in grande quantità che molte banche centrali stanno già facendo da anni e che la Banca centrale europea potrebbe decidere a breve. Ma sui suoi effetti, gli economisti sono ancora divisi.

janet yellen janet yellen

 

L’obiettivo di un acquisto ampio di bond è quello, aumentando la domanda, di abbassare i rendimenti sui prestiti e sui titoli, dunque di battere la deflazione e stimolare l’economia. Infatti, in genere le banche decidono una mossa del genere dopo aver esaurito gli strumenti ordinari, in primo luogo dopo aver tagliato i tassi di interesse ufficiali ai minimi. Soltanto con un acquisto massiccio di titoli privati e pubblici si può sperare di ottenere un ulteriore calo.

 

Se la Bce sta pensando di azzardare una misura del genere, molto osteggiata dai tedeschi, è perché l’inflazione sta scendendo a ritmi talmente rapidi da suscitare ansie su un possibile scivolamento dell’Eurozona verso la deflazione. Inoltre, schiacciando i rendimenti sui bond governativi e privati, la speranza è anche quella di dirottare i soldi in circolo su altro, su investimenti, consumi, azioni, riattivando l’economia.
 

janet yellen janet yellen

Non è un caso che prima della Grande crisi sia stato il Giappone - Paese immerso per un ventennio nella deflazione - a tentare la carta del cosiddetto «alleggerimento quantitativo». Ma dopo il 2007 anche negli Usa, nel Regno Unito e in Svizzera sono state avviate operazioni del genere, per riavviare la crescita. Dopo lo scoppiare della bolla immobiliare americana, la Federal Reserve è corsa ai ripari con ben tre operazioni di «Qe», la prima delle quali annunciata a novembre del 2008, in un momento in cui il sistema finanziario internazionale stava rischiando il collasso planetario per il fallimento di Lehman Brothers, il 15 settembre.

ORO NELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORK ORO NELLA FEDERAL RESERVE BANK DI NEW YORK

 

La banca federale statunitense ha comprato negli ultimi anni, in diverse «puntate» di Qe, migliaia di miliardi di bond governativi e privati, soprattutto quelli legati al settore immobiliare, epicentro della Grande crisi. L’ultimo «Qe» è stato deciso dall’ex governatore della Fed alla fine del 2012, quando Ben Bernanke ha annunciato che avrebbe acquistato 85 miliardi di titoli legati all’«housing», cioè ai mutui per le case.
 

Ma quando, un anno dopo, il numero uno della Fed ha fatto sapere che avrebbe iniziato a comprare meno titoli perché intenzionato a uscire dalla fase emergenziale e che, in prospettiva, avrebbe anche ricominciato anche ad alzare i tassi di interesse non appena la disoccupazione fosse scesa sotto il 6,5% e l’inflazione si fosse stabilizzata al 2%, in Europa qualcuno ha cominciato a tremare - banchieri centrali in primo luogo - temendo fughe di capitali verso gli Stati Uniti e squilibri nei mercati dei rendimenti ma anche in quello delle valute.

 

ANGELA MERKEL MANGIA IL FORMAGGIOANGELA MERKEL MANGIA IL FORMAGGIO

Di recente, invece, la notizia che l’attuale presidente della Fed, Janet Yellen, potrebbe avvicinare il momento per un aumento del costo del denaro, ha avuto l’effetto di rafforzare il dollaro, perché significa che la previsione di un recupero economico degli Stati Uniti è solida. Una buona notizia anche per l’Europa, che ha bisogno di raffreddare l’euro ed esportare di più per garantirsi una ripresa meno anemica.
 

Per la Bce, che al momento è lontanissima dagli obiettivi dichiarati di inflazione - il 2% - perché nell’eurozona è scivolata ormai allo 0,4%, la difficoltà maggiore di una mossa del genere non è di natura economica, ma politica.

 

LA NUOVA SEDE BCE NELLO SKYLINE DI FRANCOFORTE LA NUOVA SEDE BCE NELLO SKYLINE DI FRANCOFORTE

La Germania, aggrappata ai suoi modelli economici classici, convinta che un eccesso di liquidità produca solo bolle finanziarie o inflazione, è restìa a operazioni del genere e pensa che non si possa andare oltre una rivitalizzazione del mercato delle cartolarizzazioni Abs, già annunciata dall’Eurotower, che tuttavia è troppo limitato per produrre effetti davvero importanti, come notano molti critici. Inoltre, siccome si parla della possibilità di comprare bond governativi in proporzione alla grandezza dei Paesi, resistono all’idea di aiutare Paesi iper-indebitati come l’Italia.

 

Ultimi Dagoreport

francesco milleri gaetano caltagirone philippe donnet andrea orcel unicredit generali

DAGOREPORT – GENERALI DELLE MIE BRAME: L’AGO DELLA CONTESA POTREBBE ESSERE ANDREA ORCEL, BANCHIERE IRRAGGIUNGIBILE NEL CAMPO DELLE ACQUISIZIONI E FUSIONI. L’AD DI UNICREDIT, CHE HA IN TASCA IL 5,2% DEL LEONE DI TRIESTE (UN ALTRO 5 SAREBBE NEL CASSETTO) ASPETTERÀ L’ULTIMO MINUTO PER DECIDERE CON CHI STARE, IN BASE A QUALI VANTAGGI OTTERREBBE UNICREDIT (BANCA GENERALI? BPM? MEDIOBANCA?) – ALTRO NODO: IL 4,82% DI BENETTON - IN CASO DI SCONFITTA DEL DUO FILOGOVERNATIVO CALTA-MILLERI SUL LEONE DI TRIESTE, DIPENDERÀ IL FUTURO DI MEDIOBANCA, SOTTO OPA DI MPS. POTREBBE ANCHE SUCCEDERE L’ARRIVO DI UN CAVALIERE BIANCO (BANCA INTESA? UNICREDIT?) CON UNA CONTRO OPA…

antonella antonia rosa costanzo - ex moglie di paolo berlusconi vittorio feltri

DAGOREPORT - ALLA VENERANDA ETÀ DI 81 ANNI, VITTORIO FELTRI ANCORA IGNORA CHE IL GALANTUOMO GODE E TACE. COME QUANDO HA SPIFFERATO IL MOTIVO DELLE SUE DIMISSIONI DALLA DIREZIONE DE “IL GIORNALE”: “ME LA FACEVO CON LA MOGLIE DELL’EDITORE”, ALIAS PAOLO BERLUSCONI - OVVIAMENTE LA REAZIONE DI ANTONELLA COSTANZO NON SI È FATTA ATTENDERE. E VITTORIONE HA PENOSAMENTE RINCULATO: “IL NOSTRO RAPPORTO ERA DI SIMPATIA E AMICIZIA” - DA PARTE SUA ANTONELLA COSTANZO CI TIENE A FAR SAPERE A DAGOSPIA LA SUA VERSIONE DEI FATTI… – VIDEO

milan gerry cardinale zlatan ibrahimovic marcella verini giorgio furlani pierdonato vercellone donato

DAGOREPORT – ALTA TENSIONE AL MILAN TRA IL SENIOR ADVISOR IBRAHIMOVIC E L’AD FURLANI. LA SOCIETA’ E’ SPACCATA IN DUE FAZIONI: DA UNA PARTE CARDINALE, IBRA E LA POTENTISSIMA COMUNICATRICE DI RED BIRD E ELLIOTT MARCELLA VERINI, DALL’ALTRA FURLANI E IL CAPO DELLA COMUNICAZIONE DEL CLUB PIERDONATO VERCELLONE. LE DUE ANIME SI RIMBALZANO LA RESPONSABILITA’ DEL MANCATO INGAGGIO IN ESTATE DI ANTONIO CONTE – FURLANI GODE DELLA FIDUCIA DI PAUL SINGER, CHE CON ELLIOTT È DI FATTO IL PADRONE OMBRA DEL MILAN. È PROBABILE CHE IN ESTATE QUALCUNO SALTERÀ, SE NON TUTTI…

maurizio gasparri simona agnes

FLASH! - MAI DIRE RAI: PER IL FORZISTA MAURIZIO GASPARRI, MEMBRO DELLA COMMISSIONE VIGILANZA, SIMONA AGNES NON ESISTE, FDI SE NE FOTTE E SONO INIZIATE LE PRESSIONI SU GIANNI LETTA PER CONVINCERE LA SUA PROTETTA, SIMONA AGNES, PLURI BOCCIATA PER LA PRESIDENZA DEL CDA RAI, A DIMETTERSI LIBERANDO COSI' UN POSTO A UN NOME CHE POSSA OTTENERE I VOTI ANCHE DELL'OPPOSIZIONE... – LA REPLICA DI GASPARRI A DAGOSPIA: “OVVIAMENTE LA NOTIZIA CHE AVETE PUBBLICATO SU ME E SULLA AGNES È L’ESATTO CONTRARIO DELLA VERITÀ”

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - LA "SPECIAL RELATIONSHIP" DI GIORGIA MELONI CON DONALD TRUMP ERA SOLO NELLA TESTOLINA BIONDA DELLA DUCETTA: QUANDO SI TRATTA DI COLPIRE L'EUROPA, IL TYCOON NON FA DISTINZIONI (LE TARIFFE AL 25% COLPIRANNO ANCHE L'ITALIA, MENTRE IL REGNO UNITO SARÀ ESENTATO) E LA PRESUNTA AMICIZIA CON LA "MERAVIGLIOSA LEADER" ITALIANA VA A RAMENGO - L'HANNO CAPITO ANCHE A DESTRA: BASTA SBIRCIARE IL TITOLONE DI PRIMA PAGINA DEL "GIORNALE" DI OGGI ("TRUMP, I PRIMI DUBBI DELLA LEGA") E ASCOLTARE LE PAROLE DEL MINISTRO URSO (FRATELLI D'ITALIA): "L'AMERICA PUNTA A DIVIDERE GLI ALLEATI EUROPEI" - LA "THATCHER DELLA GARBATELLA" E' INSOFFERENTE PER L'ATTIVISMO DI MACRON E STARMER MA I DUE SONO LEADER DI PAESI "PESANTI", CON ARMI NUCLEARI - PRIMA O POI L'UNDERDOG DOVRÀ ACCORGERSI CHE BACIARE LA PANTOFOLA DI "KING TRUMP" NON È STATA UNA BUONA IDEA...

donna sarda sardegna elly schlein

DAGOREPORT – ALLA DIREZIONE DEL PD, I RIFORMISTI DEM SONO SOBBALZATI SULLA SEDIA ALLE PAROLE DI ELLY SCHLEIN SULLA GUERRA UCRAINA: “NON SIAMO PER IL FINTO PACIFISMO DI TRUMP MA NEMMENO SIAMO CON L’EUROPA CHE VUOLE CONTINUARE LA GUERRA” - IL CLOU: QUANDO ELLY HA ATTACCATO LE INIZIATIVE SINGOLE DI MACRON E DI STARMER PER LA PACE, HA DETTO, TESTUALE: "ALL'EUROPA SERVE UN SALTO QUANTICO" (MA CHE CAZZO STAI A DI'?) - PICIERNO, PIERO DE LUCA, FASSINO NON CREDEVANO ALLE PROPRIE ORECCHIE: “QUINDI LA PACE SONO LE CONDIZIONI DETTATE DA PUTIN? ELLY, QUANDO LA SMETTI DI GIOCARE A NASCONDINO?” – ALTRO SCAZZO SUL REFERENDUM DELLA CGIL SUL JOBS ACT E SULL’ESERCITO COMUNE UE (TRANQUILLIZZATE LA DUCETTA: CON QUESTI SINISTRATI ALTRI 20 ANNI A PALAZZO CHIGI SONO SICURI…)