1- L’EXIT STRATEGY DI B.: RESISTERE FINO A GENNAIO/FEBBRAIO 2012, QUINDI TOGLIERE LO SGABELLO ALLA MAGGIORANZA E COSTRINGERE NAPOLITANO AL VOTO ANTICIPATO CON L’ATTUALE SISTEMA ELETTORALE. PERDEREBBE PALAZZO CHIGI, È CERTO, MA EVITANDO IL REFERENDUM SUL “PORCELLUM”, POTREBBE SALVARSI LA PELLE INZEPPANDO LE LISTE CON I PRETORIANI FEDELI ALLA CAUSA, SEGANDO I VARI E AVARIATI PISANU, SCAJOLA, TREMONTI 2- UNA VOLTA FINITO ALL’OPPOSIZIONE CON UN 20% DI PARLAMENTARI DALLA SUA PARTE (CIRCA 120 DEPUTATI E 80 SENATORI SECONDO UN SONDAGGIO DELLA GHISLERI), IL RE DEL BUNGA BUNGA SI BLINDA A PROVA DI QUALSIASI COLPO-ASSASSINO DELLA GIUSTIZIA 3- IN BREVE, GROSSO MODO, LO SCAZZO DI MARTEDÌ, DURATO FINO ALLE 23, TRA BERLUSCONI E TREMONTI È ANDATO COSÌ...

DAGOREPORT

1- SCAZZO TREMONTI-BERLUSCONI
Martedì, Palazzo del Bunga, già Grazioli. Un Berlusconi, più nero di Balotelli, ha ricevuto Tremonti. Lo scazzo tra i due è durato fino alle 23. Per fortuna, che era presente Letta, che ha evitato che arrivassero alle mani. L'uscita disgraziata di Giulietto al termine dell'Ecofin alla stampa (la Spagna che paga meno interessi dell'Italia sul debito, "potrebbe dipendere dall'annuncio di elezioni anticipate"), malgrado la retromarcia-Alkaselzer del ministro ("Ho detto così per dire"), non è stata digerita dal premier.

In breve, grosso modo, lo scontro si può riassumere così. Berluskazzo: "Tu vuoi costringermi alle dimissioni, pensando di prendere il mio posto a Palazzo Chigi. Sappi che non accadrà mai". La replica tremendina è stata tremenda, un calcio alla dentiera: "La colpa del down rating di Standard & Poor's prima, Moody's poi, è solo tua. Il tuo brand, basta il tuo nome, Berlusconi, a far sì che il paese sia finito commissariato, sotto tutela di Bruxelles". E' finita malissimo.

2- L'EXIT STRATEGY DI B.
In qualche raro momento di lucidità, al Sire di Hardcore si appalesa lo stato di assedio, di fine regno, in cui è finito bunkerizzato a via del Plebiscito. Non si può muovere, alla minima mossa è fottuto. Letta ha fatto il matto nei giorni scorsi pur di convincerlo a non recarsi a Mosca il 7 ottobre per il compleanno bunga bunga numero 59 di Putin; una amicizia italo-russa che fa venire la nausea a Hillary Clinton (raccontano che davanti a 7 persone, tra cui alcuni esponenti dell'ambasciata italiana a Washington, il segretario di Stato Usa è sbottata con un "Meno male che in Italia c'è Napolitano").

Dalla sondaggista Ghisleri è stato recapitato negli ultimi giorni un faldone di 340 pagine zeppo di numeretti. Di qui è partita l'ultima strategia di sopravvivenza. L'unica via di uscita è resistere resistere resistere fino a gennaio/febbraio 2012, quindi togliere lo sgabello alla maggioranza e costringere Napolitano al voto anticipato con l'attuale sistema elettorale.

Eventuali dimissioni prima dell'inizio del nuovo anno sarebbero il sogno del Colle che spera di promuovere un governo di transizione. A gennaio, poi, la Corte Costituzionale emetterà la sentenza sul referendum e presumibilmente le urne si aprirebbero a maggio. Fine dei giochi per il Puzzone.

La mossa salva-vita del Cavalier Patonza mira appunto a scavalcare l'anno e poi far deflagrare il governo, così verrebbero a mancare al Quirinale i termini per un esecutivo tecnico (si avvicina anche il semestre bianco). Di contro, per il Banana, il voto anticipato cadrebbe come il formaggio sui maccheroni. Evitando il referendum sul sistema elettorale, potrebbe salvarsi la pelle andando al voto preacox colla vecchia legge "porcata" di Calderoli, senza "preferenze" tra le palle, al fine di inzeppare le liste con i pretoriani più devoti alla causa.

Via i Pisanu, niente Scajola, al diavolo i Tremonti. E mettere in pista un partito di solo fedelissimi, pronti a morire per lui. Tanto Berlusconi sa benissimo di perdere Palazzo Chigi ma una volta all'opposizione con un 20 per cento di parlamentari dalla sua parte, qualcosa intorno a 120 deputati e 80 senatori (secondo il sondaggio della Ghisleri), si blinda a prova di qualsiasi colpo-assassino della giustizia. Arrestare il capo dell'opposizione sarebbe dura.

Ps - Il sondaggio della Ghisleri contiene un dato interessante assai: i voti persi da Berlusconi e dal Pdl non finirebbero verso il centrosinistra: ci sarebbe infatti uno spicchio di elettori delusi da Berlusconi che non andrebbero a votare.

 

 

 

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