lombardi zingaretti

L’UNICA GRILLINA CHE ANCORA VUOLE L’ALLEANZA CON IL PD E’ ROBERTA LOMBARDI (CHE SOGNAVA DI DIVENTARE GOVERNATORE DEL LAZIO CON I VOTI DEM): “SE CI SONO LE CONDIZIONI E DEI PROGETTI CONDIVISI, DOVREMMO CONTINUARE A CORRERE INSIEME. NEL LAZIO IL CAMPO LARGO ESISTE: PERCHÉ DOVREMMO RETROCEDERE DA QUEL PROGETTO SE I LEADER DEI NOSTRI PARTITI HANNO LITIGATO? - IL RITORNO NEL M5S DI UN RADICALE COME DI BATTISTA? SONO BENVENUTI I COSTRUTTORI. DI DEMOLITORI NE ABBIAMO AVUTI TANTI - IL LIMITE DEI DUE MANDATI? TROVEREMO ALTRI MODI PER NON PERDERE LE COMPETENZE ACQUISITE”

Federico Capurso per “la Stampa”

 

roberta lombardi foto di bacco

La scelta del Pd di rompere l'alleanza con i Cinque stelle è «incomprensibile», «inspiegabile». Non se ne capacita Roberta Lombardi, volto storico del Movimento e assessora alla Transizione ecologica e digitale nel Lazio con la giunta di Nicola Zingaretti. D'altronde è stata tra i primi grillini a spingere per quell'alleanza. E oggi, dopo tre anni di lavoro andati in fumo in un giorno, ammette ci sia «un po' di delusione».

 

Ma se Pd e M5S andranno divisi alle elezioni nazionali, a livello locale, nei comuni e nelle regioni, per Lombardi si deve invece ragionare in modo diverso: «Se ci sono le condizioni e dei progetti condivisi - dice -, dovremmo continuare a correre insieme».

 

Dice sia «inspiegabile», ma per il Pd la fine del governo Draghi è una ragione solida per separarsi.

NICOLA ZINGARETTI ROBERTA LOMBARDI

«Si stanno collocando in un alveo centrista con un'operazione che le persone non comprendono. Legittimo, ognuno va dove lo porta il cuore, ma è una scelta bizzarra. Noi siamo saldamente progressisti. È il mondo intorno a noi che si è spostato».

 

Quello di Letta è un assist al centrodestra?

«Non so se sia un assist, ma sicuramente prende in contropiede gli elettori. Se Letta decide che la sua agenda è quella di Draghi e non quella dei progressisti, è lui a porsi fuori dal nostro campo».

 

virginia raggi roberta lombardi

Ci saranno ripercussioni nei territori che amministrate insieme?

«È tutto molto mobile. Il Lazio, dove governiamo col Pd, continua ad essere una felice isola progressista, che prende anche forze centriste. Da noi il campo largo esiste e abbiamo già costruito un'agenda condivisa per la prossima legislatura. Perché dovremmo retrocedere da quel progetto se i leader dei nostri partiti hanno litigato? Non sarebbe una scelta utile per il territorio».

 

Le alleanze future però sono in bilico. Per la Sicilia, dove si vota a ottobre, Giuseppe Conte ha detto di non volere la politica dei due forni, divisi a livello nazionale e uniti a livello locale.

ROBERTA LOMBARDI MARCELLO DE VITO VITO CRIMI

«Bisogna sempre vedere se ci sono le condizioni. L'agenda politica che abbiamo proposto a livello nazionale non ha avuto rispondenza dal Pd e andiamo divisi. A livello locale, se si troveranno delle agende condivise, si può continuare ad andare insieme. Trovo controproducente sciogliere questo genere di progetti».

 

Vede uno spazio per ricucire i rapporti?

«Lo spazio lo creeranno le azioni e i progetti futuri».

 

Il M5S andrà da solo alle elezioni?

«Il tempo della corsa solitaria a tutti i costi è finito, ma non cerchiamo accozzaglie. Deve essere un progetto basato su un programma condiviso. Le alleanze si fanno con un progetto realmente progressista».

 

virginia raggi roberta lombardi beppe grillo

C'è uno spazio a sinistra del Pd per una federazione alla Mélenchon, con Verdi, Articolo 1, Sinistra italiana e altri?

«Molti dei nostri temi poggiano su un terreno di centrosinistra. Se condivideremo questo percorso con forze pacifiste ed ecologiste, lo faremo perché c'è una convergenza sui temi, non per occupare un vuoto politico».

 

L'ex sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, invoca un ritorno alle origini del M5S. È questa la direzione?

«Tornare indietro? Noi abbiamo la nostra storia, i nostri valori, e dobbiamo esserne orgogliosi. Voglio organizzare una giornata dell'orgoglio M5S nel Lazio e ho proposto di farla anche a livello nazionale. Dobbiamo essere fieri di quello che siamo diventati».

ALESSANDRO DI BATTISTA IN RUSSIA

 

Il ritorno di un radicale come Alessandro Di Battista sarebbe d'aiuto?

«Sono benvenuti i costruttori. Di demolitori ne abbiamo avuti tanti e questo è un Paese da ricostruire, non da continuare a demolire».

 

Nel Movimento si discute del limite dei due mandati, ma Grillo non vuole modifiche. Ha ragione?

«Per me ci sono sempre state due necessità da soppesare: da un lato mettere a tesoro le esperienze accumulate, dall'altro mantenere il principio della politica come servizio civile. Ora Beppe ha fatto pendere il piatto della bilancia più da un lato che dall'altro e chi entra nel M5S accetta anche le sue regole. Troveremo altri modi per non perdere le competenze acquisite».

roberta lombardi (4)ALESSANDRO DI BATTISTA IN RUSSIA

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