POLITIKOM/ LA GIORNATA POLITICA IN 10 RIGHE - LETTA IN MESSICO, NAPOLITANO E RENZI ESAMINANO TEMPI E MODI DEL RIMPASTO - IL GURU CASALEGGIO HA PERSO IL PIENO CONTROLLO DEL BLOG DI GRILLO?

Francesco Bonazzi per Dagospia

L'unico modo per fare il premier con uno come Matteo Renzi che ti tallona è seguire il primo comandamento di Carlo Petrini e Oscar Farinetti: chilometri zero. Invece Enrico Letta prima va in Slovenia a sciare con la famiglia (e il Rottamatore gli sforna programma di governo e riforma elettorale) e poi va in Messico con i colossi di Stato a caccia di affari mentre il sindaco sale al Quirinale per due ore di summit con il capo dello Stato.

Nella giornata in cui il presidente del Consiglio ci tiene a far sapere che lui si fida del segretario del Pd, è altamente probabile che Giorgio Napolitano e Renzi abbiano già esaminato tempi e modi del rimpasto. Anche se ovviamente avranno volato altissimo, concedendosi al massimo qualche "scambio di opinioni" sulla legge elettorale. Fatto è che quando Letta junior tornerà da Città del Messico troverà molto lavoro fatto.

L'accelerazione sul rimpasto di governo è evidente. La sta causando il clamore per le intercettazioni di Nunzia De Girolamo nell'inchiesta sulla sanità del Sannio, con il ministro dell'Agricoltura che rischia di dover andare in Parlamento a spiegarsi. Renzi per ora tace, ma i suoi fedelissimi parlano apertamente di dimissioni.

Mentre i forzisti si proclamano sempre e comunque garantisti, ma è chiaro che in caso di sfiducia individuale la transfuga Nunzia rischierebbe parecchio. Lo stesso Francesco Boccia, marito della De Girolamo e lettiano doc, resta prudente e ci tiene a far sapere di essere "rigoroso anche con mia moglie".

Il rimescolamento nella compagine di governo potrebbe toccare anche Angelino Alfano, Fabrizio Saccomanni, Annamaria Cancellieri, Enrico Giovannini e Flavio Zanonato. Alfano rimarrebbe vicepremier e lascerebbe il Viminale proprio mentre il caso Ablyazov rischia di investirlo nuovamente, visto che il suo ex capo di gabinetto Procaccini ha detto ai magistrati che il ministro sapeva che i kazaki inseguivano a tutti i costi il dissidente.

Su Saccomanni c'è l'alta copertura di Napolitano e di Mario Draghi, per cui dovrebbe conservare la poltrona all'Economia, anche se circola la voce di un ritorno di Domenico Siniscalco. Cancellieri è stata azzoppata dal caso Ligresti, Giovannini si è azzoppato da solo criticando il "jobs act" di Renzi e il bersaniano Zanonato era candidato alla sostituzione prima del malore di Bersani, ma ora sul suo destino c'è un comprensibile imbarazzo.

In casa grillina, la sorpresa della giornata. Al referendum online sulla legge Bossi-Fini vince di gran lunga (60%) la linea di chi la vuole abolire e basta, contrariamente alle cautele di Beppe Grillo. Il vero rebus è se il guru Casaleggio abbia perso il pieno controllo del blog di Grillo, oppure no.

 

 

LETTA-RENZINunzia De Girolamo alfano kazaco BEPPE GRILLO E CASALEGGIO AL QUIRINALE SACCOMANNI E DRAGHI

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