olaf scholz mario draghi

LE RESISTENZE DI GERMANIA E OLANDA HANNO VINTO: A LUGLIO NON SI TERRÀ ALCUN SUMMIT STRAORDINARIO SULL'ENERGIA (PER DISCUTERE DI UN TETTO AL PREZZO DEL GAS) - LA RICHIESTA ITALIANA, SOSTENUTA DALLA FRANCIA, ALLA FINE È STATA RISPEDITA AL MITTENTE – CI SARA’ UN VERTICE A OTTOBRE MA A QUEL PUNTO POTREBBE ESSERE TARDI – ORA DRAGHI TENTERÀ UN RILANCIO CERCANDO LA SPONDA DEGLI STATI UNITI, PORTANDO IL TEMA DEL PRICE CAP ANCHE AL VERTICE DEL G7 CHE INIZIERÀ DOMENICA…

Francesco Malfetano per “il Messaggero”

MACRON - DRAGHI - SCHOLZ A KIEV

 

«Non mi sento deluso». Alla fine del Consiglio europeo Mario Draghi guarda il bicchiere mezzo pieno. Nonostante le aperture arrivate giovedì infatti, a luglio non si terrà alcun summit straordinario sull'energia. La richiesta italiana - sostenuta da Francia e paesi euro-mediterranei - alla fine è stata rispedita al mittente. «Le cose si stanno muovendo - spiega in conferenza stampa - ma non vengono da sole e spesso non vengono così rapidamente come uno pensava dovessero arrivare». In altri termini non c'è stata la marcia trionfale che a un certo punto andava prospettandosi, con Germania e Olanda convinte a dare una chance all'imposizione di un tetto al prezzo del gas russo.

 

mario draghi olaf scholz emmanuel macron 2

D'altro canto però, è impossibile parlare di una vera sconfitta. Ieri infatti i Ventisette hanno concordato di fissare «una data precisa per un rapporto completo sulla questione energia» (non solo sul price cap quindi). E cioè, a dispetto di quanto fatto a maggio scorso, la Commissione ora ha una deadline entro cui dovrà produrre le elaborazioni necessarie a passare al livello operativo.

 

«Ed è fondamentale - spiegano fonti vicine al dossier - perché la Commissione da settimane fa filtrare il messaggio che quel documento era infattibile». Tant' è che, valutano, «è stato probabilmente commesso l'errore comunicativo di dare per scontato, giovedì sera, il consiglio straordinario».

 

mark rutte mario draghi 11

Specie perché consapevoli delle forti resistenze mostrate non solo dalla macchina di Bruxelles (che, da metà luglio, è in ferie) ma anche dai molti leader restii (compreso il tedesco Scholz, nonostante i toni ammorbiditi).

Al netto di tutto ciò, stando alle ricostruzioni della delegazione italiana, l'Italia ha messo all'angolo la squadra di Ursula von der Leyen. E pur non ottenendo l'obiettivo più grande (l'accelerazione a luglio) è stata in grado di centrare una vittoria: la garanzia di un vertice a ottobre.

 

RISCHIO DI RITARDI Certo, spiega Draghi, «ottobre» potrebbe essere «tardi» per prendere decisioni, «soprattutto se avvengono altre cose sul fronte dell'energia. «Ma su questo il Consiglio è stato aperto». Vale a dire che per ora non si decide nessun vertice straordinario, «ma se la situazione dovesse aggravarsi è chiaro che ci sarà».

 

draghi scholz

Non a caso il premier tenterà ora anche un rilancio cercando la sponda degli Stati Uniti, portando il tema del price cap anche al vertice del G7 che inizierà domenica. Draghi - che si è anche detto a favore del processo di allargamento dell'Unione in corso - rimarca come in Ue ci sia «molta consapevolezza» ma la sensazione italiana è che non sia stato davvero colto il senso d'urgenza. Un'incomprensione che ha consentito che a prevalere sia stata «la paura che la Russia tagli ancora di più le forniture. Ma è già così», come dice il premier.

 

mark rutte mangia un gelato a roma 5

«Siamo in una fase in cui - prosegue - le consegne di gas in Germania sono ormai al 50% di quello che erano prima, forse anche meno. Ma il prezzo è aumentato in maniera tale per cui Putin incassa più o meno le stesse cifre». Una paura a cui l'Italia è meno soggetta perché si è mossa bene «nei primissimi giorni dall'inizio della guerra assicurando una rete di fornitori». Tant' è che la dipendenza dal gas russo «l'anno scorso era al 40%, oggi è al 25%», le operazioni di stoccaggio proseguono bene e per l'inverno - rassicura il premier - «non ci sarà alcuna emergenza».

 

I timori si concentrano più che altro sulla tenuta economica del Paese. L'economia italiana sta andando «benino, grazie al turismo» constata il premier, ma «c'è una dimensione piena di sfide. Ed è quella che ha a che fare con l'inflazione». «In generale nell'area dell'euro le previsioni per l'economia sono di un rallentamento, un pò in tutti i Paesi», conclude.

olaf scholz mario draghi

 

Difficoltà che potrebbero ancora ripercuotersi sulla tenuta sociale italiana. E infatti Draghi promette che convocherà le parti sociali dopo i vertici previsti la prossima settimana (oltre al G7 c'è il summit Nato a Madrid). Solo una battuta sul fronte interno: dopo la scissione del M5s e la nascita del gruppo di Luigi Di Maio all'interno della maggioranza, risponde no a chi chiede se reputi necessario un rimpasto e conclude: «Sento di avere lo stesso mandato parlamentare».

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....