
MANCANO DUE SETTIMANE AL VOTO ONLINE PER APPROVARE IL NUOVO REGOLAMENTO DEL M5S MA DEVE PARTECIPARE IL 75% DEGLI ISCRITTI AL BLOG - PER EVITARE IL FLOP, DALLA CASALEGGIO ASSOCIATI PARTONO LE PRESSIONI VIA MAIL A CHI NON SI È ANCORA ESPRESSO - GIALLO PARMA: INSIEME A PIZZAROTTI LASCIANO IL MOVIMENTO ANCHE TUTTI I CONSIGLIERI
Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”
beppe grillo davide casaleggio
Alla Casaleggio Associati scuotono la testa: «Non ce la faremo mai». Ci sono ancora quindici giorni per votare online il nuovo regolamento del Movimento 5 Stelle. Quello che - sulla carta - dovrebbe consentire al capo politico Beppe Grillo di non incappare ancora nei ricorsi degli espulsi e nelle successive sconfitte in tribunale.
Perché la votazione sia valida, era scritto nel post che ha dato il via alle votazioni, è necessario che partecipi il 75 per cento degli iscritti. «È quel che prescrive il codice civile per le associazioni non riconosciute - spiegano i vertici M5S - ma noi puntiamo a far votare più persone possibile, poi, in caso di ricorsi, sarà il giudice a valutare se è sufficiente». Insomma, al quorum si è già rinunciato.
Perché se si tiene conto di quel che disse Gianroberto Casaleggio a Imola un anno fa, gli attivisti certificati dal blog erano, già allora, 130mila. E ponendo che nei successivi due mesi sia rimasti quelli (il voto è aperto a chi si è iscritto entro il 2015) il quorum sarebbe già di 97.500 persone. Un obiettivo stratosferico se si pensa che a una delle ultime votazioni importanti, quella per togliere il nome di Beppe Grillo dal simbolo, avevano votato “solo” 40.995 iscritti.
All’interno del Movimento, poi, sono in tantissimi a non aver ancora votato. «Che noia, non ci ho proprio pensato», dice Girolamo Pisano chiacchierando con Francesco Cariello a Montecitorio. «È importante - ribatte il deputato - c’è anche la possibilità di fare modifiche se si raccolgono 500 firme tra gli iscritti». «E come le prendi le firme? - risponde ancora Pisano - Tu lo sai chi sono gli iscritti? No, lo sanno solo loro. E ti sembra democratico che sappiano anche chi ha votato e chi no e che mandino e-mail continue a chi non l’ha fatto?».
È quello che sta succedendo. Non ci sono solo i videoappelli sul blog, l’ultimo - ieri - della sindaca di Roma Virginia Raggi. Ma lettere che arrivano un giorno sì e uno no sulle caselle di posta degli iscritti intimando: «Non hai ancora votato! È importante! Fallo subito».
Sulle pagine Facebook molti attivisti parlano - ironicamente - di stalking. E un eletto storico come Vittorio Bertola, ex capogruppo in consiglio comunale a Torino, fa un post per sfogarsi: «Supponiamo che il referendum avesse un quorum e che Renzi - volendo far passare la riforma - decidesse di facilitarne il raggiungimento permettendo di votare da casa e allungando il tempo di votazione a diverse settimane. Scommetto che i sostenitori del NO starebbero già urlando».
il selfie di pizzarotti con i suoi consiglieri e supporter a parma
E ancora: «Supponiamo poi che Renzi, a votazione aperta, tenesse traccia di chi ha votato e chi no, e, soltanto a quelli che non hanno votato, ogni giorno mandasse una mail dicendo: «Allora?». Una situazione che scalda i dissidenti storici, che nelle chat private si lamentano: «Sanno chi vota, sanno quando, sanno come. Siamo tutti schedati perché vogliono che sia così».
Nel frattempo, ieri a Parma si è consumato l’ultimo strappo. I consiglieri M5S del comune - tutti tranne uno - hanno annunciato il loro addio al Movimento. Escono anche loro, come il sindaco Federico Pizzarotti. Il nuovo gruppo si chiamerà “Effetto Parma”. E sarà il nucleo della lista civica che Pizzarotti presenterà alle prossime comunali, cercando ganci nel resto del Paese con la rete di quelli che furono i sindaci arancioni.