
PER COLPIRE SALVINI, MELONI E TAJANI AFFOSSANO L’AUTONOMIA LEGHISTA – DOPO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE HA SMONTATO LA RIFORMA-BANDIERA DEL CARROCCIO, IL MINISTRO CALDEROLI HA PREPARATO UNA LEGGE DELEGA CHE FISSA I PRINCIPI PER COSTRUIRE I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI (I LEP). MA HA BISOGNO DEI PARERI DEI MINISTERI CONINVOLTI, E DA FDI E FORZA ITALIA NON ARRIVANO RISPOSTE – NELLE CHAT INTERNE DEI LEGHISTI SI PARLA APERTAMENTE DI UNA “RAPPRESAGLIA” DI MELONIANI E AZZURRI PER LE INTEMERATE DI SALVINI…
Estratto dell’articolo di Cesare Zapperi per il "Corriere della Sera"
matteo salvini roberto calderoli
«Tutto un altro mondo. Tutta un’altra efficienza, la sfida dell’Autonomia». Il titolo è suggestivo, ma dà l’idea di qualcosa che c’è già, e invece non c’è. Almeno non ancora e chissà per quanto tempo si dovrà aspettare. Sabato alla Fiera di Padova va in scena il terzo e ultimo appuntamento organizzato in vista del congresso federale della Lega (che si tiene dopo otto anni) e la terra veneta non è stata scelta per caso visto il tema prescelto. [...]
Perché la legge approvata ormai nove mesi fa e finita nel mirino dei rilievi della Corte costituzionale a novembre a oggi vive una fase di stallo. Cioè, è ferma o, se si muove, lo fa a una velocità impercettibile. Su entrambi i fronti in cui era stata «spacchettata»: le nove materie che non necessitano della definizione dei cosiddetti Livelli essenziali delle prestazioni e le altre 14 che invece dei Lep non possono fare a meno.
Le quattro regioni di centrodestra (Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria) che hanno accelerato puntando sulle prime nove per rendere il loro cammino più facile avevano deciso di partire dalla Protezione civile. Sembrava scontato che in materia di emergenze fosse «facile» cedere le funzioni all’ente regionale. E invece, il ministro competente Nello Musumeci si è messo di traverso.
E il confronto si è arenato. Con grande scorno dei governatori leghisti, Zaia in particolare che vede passare infruttuosamente gli anni da quel referendum del 2017 che vide il Veneto votare in modo bulgaro per l’Autonomia.
Lo stallo sulle materie più semplici è nulla rispetto a quel che si verifica sull’altro fronte. Qui bisogna fare i conti con i rilievi della Corte costituzionale e con la melina che stanno conducendo molti ministeri. Nell’intervista al Corriere di martedì il capogruppo alla Camera della Lega Riccardo Molinari è stato sibillino: «Siamo in attesa dei decreti sui Lep. Non vorremmo che ci fossero frenate nei ministeri...». [...]
Il ministro agli Affari regionali e all’Autonomia Roberto Calderoli pare abbia pronto da tempo il testo di una legge delega che fissa i principi per costruire i Livelli essenziali delle prestazioni. Senza entrare nel dettaglio tecnico, per dare l’ok all’attribuzione delle funzioni (non materie, ha dettato la Consulta) servono i pareri dei singoli ministeri competenti.
elly schlein alla camera con il tricolore contro l autonomia
E qui, a quel che risulta, c’è l’intoppo. Solo il ministero delle Infrastrutture (guidato da Salvini) e quello dell’Economia (che fa capo a un altro leghista come Giancarlo Giorgetti) avrebbero fatto la loro parte. Gli altri non pervenuti.
In casa leghista si avverte forte l’odore di bruciato. Il sospetto che gli alleati di Fratelli d’Italia e Forza Italia non siano molto collaborativi è ricorrente nelle chat interne. E del resto, il leader azzurro Antonio Tajani ha detto più volte, e apertamente, che è contrario alla cessione di alcune competenze (come quella sul Commercio estero, per esempio). Per non parlare dell’altrettanto dichiarata ostilità alla riforma complessiva del governatore della Calabria, Roberto Occhiuto, figura di un certo peso in Forza Italia.
giancarlo giorgetti e roberto calderoli a pontida foto lapresse
Di sicuro, gli scontri e le polemiche di queste settimane tra leghisti e azzurri non rendono il clima disteso e non favoriscono la collaborazione. [...]