MINETTICRAZIA! - SI SONO FATTI RIMBORSARE ANCHE 63 EURO DI MERENDINE E LECCA LECCA! - NICOLE, QUANTO CI COSTI! 27MILA EURO DI PRANZI E CENE E IN NOTA SPESE ANCHE I 16 EURO DI “MIGNOTTOCRAZIA”, IL LIBRO DI GUZZANTI - BOCCONIANI A BOCCA PIENA: IL PDL VALENTINI E’ “MISTER 118MILA EURO” - IL BARBARO SOGNANTE MARELLI (STAFFISTA DI MARONI) COMPRA TRE IPAD A NOSTRE SPESE – SIGARETTE, REDBULL E VIDEOGAMES PER IL TROTA…

Paolo Colonnello per LaStampa.it

Uno faceva la spesa di carne e pane, l'altro si pagava computer e iPad, tutti si offrivano e offrivano lauti pranzi e cene, aperitivi e cocktail notturni, pasticcini e caffè come se piovesse. Può darsi, come dice Roberto Formigoni, che un «Batman» (inteso come l'inarrivabile Franco Fiorito) non ci sia nella Regione Lombardia. Ma, forse, tanti Robin sì. E magari anche qualche «Catwoman», come l'ineffabile consigliera Nicole Minetti che riesce a mettere in nota spese non solo 16 euro per comprarsi un libro, «Mignottocrazia», che parla di lei - ognuno si forma politicamente come meglio crede - ma, oltre a pranzi e cene nei ristoranti più alla moda per svariate migliaia di euro (6.000 nel 2010, 15 mila nel 2011, oltre 6.000 nel 2012), anche 27 euro di crema per il viso e 899 euro per l'ultimo modello di iPhone.

Tutti soldi nostri, dal primo all'ultimo che però i 22 consiglieri di Pdl e Lega raggiunti ieri da un invito a comparire (ma gli indagati sono almeno 40 e diversi anche dell'opposizione Pd e Udc), rivendicano come spesi per attività «istituzionale». E se il Pirellone e il nuovo grattacielo della Regione non sono Ghotam City, somigliano però molto al Paese di Bengodi, dove la crisi - sarà per l'altezza vertiginosa dei palazzi - arriva solo con echi lontani.

Siamo o non siamo nella società dell'immagine? E allora immaginiamoci il consigliere leghista bresciano Pierluigi Toscani, che vanta tra le proposte di legge in Lombardia proprio la «riduzione delle indennità consiliari» (18 mila euro all'anno cadauno) e che per dare l'esempio si sarebbe fatto rimborsare gelati per 90 euro, merendine per 63, una spesa al supermarket per 60, paste per 77, due gratta e vinci all'autogrill per 14,75 euro, cartucce per il suo fucile da caccia per 752 euro, quattro pizze da asporto per 27 euro, un ristorante da 720 euro, e quindi, politicamente pregnanti, chili di zucchero, semolino, farina, salsicce di Norimberga, e ancora due posti coperti al ristorante per una cena a base di ostriche da 127 euro e perfino qualche lecca lecca.

Al suo confronto, Alessandro Marelli, uomo dello «staff» di Roberto Maroni e conduttore della trasmissione «giustizia è fatta» a Radio Padania, sembra un frate trappista: spende infatti appena 15,99 euro per degli aeroplani di carta comprati nel negozio di giochi La Città del Sole, quindi qualche decina di euro per un Pinocchio e una clessidra. Ma poi si pente e investe quasi 2000 euro della collettività per comprarsi tre iPad in tre mesi, stampanti, web cam, birra, grappe, panini.

Il neo presidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, coordinatore del Movimento Universitario Padano, invece sembra preferisse spendere in ristoranti e pranzi per amici, come 20 coperti pagati di tasca nostra al ristorante «la Mangiatoia», o i 168 euro spesi in una cena a ferragosto a Cogoleto, altri 205 euro, sempre nell'agosto 2011, al ristorante «Bianchi», 874 euro per 38 coperti alla trattoria «Il semaforo», altri 7 coperti da Torriani per 330 euro: insomma, un benefattore. Ci sono perfino 15 mila euro in caffè, cappuccini, brioche e pasticceria spesi da Cesare Bossetti, amministratore unico di Radio Padania e consigliere Lega Nord.

Stando alle ricevute acquisite dalla Guardia di Finanza, nel Pdl si sapevano trattare un po' meglio. Ecco il consigliere Paolo Valentini, bocconiano, imprenditore, vicepresidente della commissione Ambiente, balzato ai vertici della classifica come «mister 118 mila euro» che dal 2008 al 2012 spende 260 euro al ristorante da Berti, vera Mecca culinaria dei consiglieri regionali (da Berti si sono trattati affari e tangenti di ogni genere), si compra una web cam e almeno 5 computer di ultima generazione, da aprile a maggio 2009, spende 1.428 euro di telefono e complessivamente presenta note spese «sospette» per 33 mila euro nel 2008, 53 mila nel 2009 e 31 mila nel 2010. «Sono spese a norma di budget», si difende lui. Fantasioso anche il consigliere Giuseppe Giammario, già inquisito tempo fa per una tangente da 10 mila euro su appalti per il verde pubblico e il cui nome è finito diverse volte, ma senza conseguenze finora, in inchieste sulla 'ndrangheta.

Pare che Giammario, frustrato per non aver potuto ottenere un'auto blu, si sfogasse con taxi e auto a noleggio con autista: in tutto 27 mila euro solo nel 2011. Tra i personaggi iscritti ma non raggiunti da un provvedimento, non poteva mancare il solito Renzo Bossi, detto «il Trota», il quale si sarebbe fatto rimborsare litri di «Red Bull», sigarette, scontrini di autogrill e diversi videogiochi acquistati da Mediaworld. «Tutte le spese sono documentalmente riferibili all'attività politica di Renzo Bossi», dichiara il suo avvocato. Non rimane che aspettare.

 

MINETTI SFILA IN PASSERELLAMINETTI SFILA IN PASSERELLARenzo Bossi battesimo padano - NonleggerloRENZO BOSSI CON LA MAGLIETTA DEL TROTAILLUSTRAZIONE SARX PIRELLONE CARCERE nicole minetti a colorado cafe RENZO TROTA BOSSIUOMO SANDWICH CON CARTELLONE PRO MINETTI DAVANTI AL PIRELLONE

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