ZINGARI DA ZOO! - CHIUSO IL 2012 CON L’INVITO DI UN MEMBRO DEL PARLAMENTO UNGHERESE A SCHEDARE TUTTI GLI EBREI IN UNA LISTA SPECIALE, L'ANNO NUOVO SI APRE CON UN ENNESIMO E SINISTRO LATRATO XENOFOBO E RAZZISTA DI UN AUTOREVOLE ESPONENTE DELLA CLASSE POLITICA AL POTERE A BUDAPEST, AMICO DEL PREMIER VIKTOR ORBAN: “I ROM NON SONO CAPACI DI VIVERE TRA LE PERSONE. SONO ANIMALI E SI COMPORTANO DA ANIMALI”…

Paolo Valentino per il "Corriere della Sera"

Fino a quando l'Ungheria continuerà ad abusare della pazienza (o della neghittosità) dell'Unione Europea? Chiuso il 2012 con il nauseabondo invito di un membro del Parlamento magiaro a schedare tutti gli ebrei in una lista speciale, l'anno nuovo si apre con un ennesimo e sinistro latrato xenofobo e razzista di un autorevole esponente della classe politica al potere a Budapest.

Come il braccio incontrollabile del generale nell'immortale Stranamore di Kubrick, questa volta è la penna di Zsolt Bayer, uno dei fondatori del partito al potere Fidesz e amico personale del premier Viktor Orban, a confermare quanto profondo e radicato sia il seme dell'intolleranza e dell'odio etnico in una parte degli attuali dirigenti ungheresi.

Commentando per il giornale Magyar Hirlap una rissa di Capodanno, nella quale sono rimaste gravemente ferite diverse persone e dove alcuni degli assalitori erano dei rom, Bayer ha pensato bene di definire l'intera etnia «inadatta a coesistere»: «I rom - ha scritto - non sono capaci di vivere tra le persone. Sono animali e si comportano da animali».

Il giornalista se l'è presa con «il mondo occidentale politicamente corretto», colpevole ai suoi occhi di predicare tolleranza e comprensione verso gli zingari, che rappresentano il 7% della popolazione ungherese e appartengono alle fasce più povere e meno istruite della società.

Per capire di chi stiamo parlando, occorre ricordare che Bayer è stato sin dall'inizio uno dei compagni di strada di Orban e negli anni Novanta ha servito come portavoce di Fidesz. È uno dei maggiori organizzatori delle Marce della pace, le manifestazioni in sostegno del governo che lo scorso anno hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di persone. Non è la prima volta che il nostro si rivela e i suoi commenti si sono spesso distinti per i toni antisemiti e razzisti.

Naturalmente, per bocca del ministro della Giustizia Tibor Navracsics, il governo ha emesso una rituale condanna dell'articolo. Ma in un significativo gioco delle parti, la portavoce di Fidesz, Gabriella Selmeczi, ha detto che il partito non prende posizione su un editoriale: «Bayer ha scritto l'articolo non in quanto politico ma in quanto giornalista e noi non commentiamo le opinioni dei giornalisti». In difesa del free speech, insomma. Peccato che proprio alcuni giorni fa la radio pubblica, forte della legge liberticida sui media introdotta da Orban, abbia censurato alcuni passaggi della trasmissione mensile dello scrittore Peter Esterhazy, che suonavano troppo critiche del regime.

Bayer ha cercato ieri di fare una parziale e maldestra retromarcia, spiegando in un nuovo editoriale di aver voluto soltanto «smuovere le acque, far accadere qualcosa»: «Voglio ordine - così il giornalista -, voglio che ogni zingaro onorevole continui a vivere in questo Paese, ma che ogni zingaro incapace e inadatto a stare in questa società venga cacciato via».

I partiti d'opposizione non ci stanno, sollecitano contro di lui un'incriminazione formale e chiedono a Fidesz di espellerlo immediatamente dai suoi ranghi. In caso contrario, hanno convocato una manifestazione di protesta per domenica davanti alla sede del partito di governo.

È dall'aprile 2010, da quando una clamorosa vittoria elettorale gli fruttò una maggioranza dei 2/3 in Parlamento, che Viktor Orban ha varato in Ungheria una sistematica restaurazione autoritaria e antidemocratica del potere, instaurando in un Paese membro dell'Unione Europea un clima di paura, intolleranza e sinistri echi xenofobi. Forse è giunto il tempo che l'Europa agisca con decisione.

 

 

orban viktor Zsolt BayerIl capo dell'ultradestra ungherese Viktor OrbanVIKTOR ORBAN viktor orban da giovane Romzingari

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