AERO-TORTI DI MILANO - PERCHÉ IL COMUNE DI MILANO RACIMOLA 300 MLN € PER LA VENDITA DELLA SEA MENTRE IL BRASILE VENDE I SUOI AEROPORTI PER 14 MLD $? - QUEL FAMIGERATO BANDO DI VENDITA, CHE DOVEVA OCCUPARSI SOLO DELLA MILANO-SERRAVALLE, CHE HA “REGALATO” AL FONDO F2I DI VITO GAMBERALE IL 30% DELLA SEA, CON UN EURO IN PIÙ RISPETTO ALLA QUOTA MINIMA (E LA GARANZIA DI POTER NOMINARE IL DIRETTORE FINANZIARIO)…

Claudio Borghi per "Il Giornale"

Nel centrosinistra di Milano è gara a chi alza di più le mani per discolparsi da quel famigerato bando di vendita che ha consegnato al fondo F2i di Vito Gamberale il 30% della Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi. «Tutto trasparente, tutto alla luce del sole» dice il sindaco Pisapia.

Ma è davvero così? Le possibilità sono due: o le cose non sono state affatto trasparenti e il bando è stato confezionato davvero a tavolino per favorire un compratore e poi fatto votare al consiglio comunale con l'arma della disciplina di partito oppure la vendita è stata gestita con straordinaria insipienza e conseguente spreco di un bene preziosissimo di proprietà dei cittadini.

A seconda dei casi vi sono pesantissime responsabilità che possono essere penali, politiche o entrambe le cose. Abbiamo già scritto dell'assurdità di cedere un'altra quota di minoranza (a proposito, per lo stesso motivo conviene che anche la Provincia, se intende cedere la sua quota, mediti le proprie mosse) regalando così di fatto il controllo a F2i. Alla luce dei fatti nuovi conviene però ricordare dove sono state le più che sospette incongruenze che hanno caratterizzato la procedura di cessione della Sea in dicembre.

1) Il bando doveva occuparsi della cessione della quota dell'austostrada Serravalle, non degli aeroporti. Il fondo F2i aveva dimostrato interesse per l'acquisto della quota del Comune nell'autostrada solo in abbinamento ad una quota di Sea. Sia pure,ma l'opzione di vendita di una quota maggiore di Sea senza l'autostrada è letteralmente spuntata nella notte e non era mai stata anticipata pubblicamente da nessuno. Gli stessi consiglieri di maggioranza furono stupiti della novità.

Se, per usare le parole di Tabacci all'epoca «per vendere un appartamento meno buono spesso se ne vende anche uno più buono», non si capisce con quale criterio si dia la possibilità all'acquirente di comperarsi solo l'«appartamento più buono». Ci vuole fantasia per trovare altre ragioni diverse dalla volontà di fare un regalo ad un acquirente designato.
Chi ha spinto per inserire questo comma suicida?

2) L'operazione svalutava e limitava la rimanente quota di Sea. La cessione del 30% metteva serissime ipoteche su future cessioni da parte del Comune per arrivare alla quotazione in Borsa, che era l'obiettivo dichiarato come da delibera votata a marzo in modo bipartisan. Sarebbe infatti stato impossibile in seguito cedere quote ai risparmiatori garantendo il flottante minimo e mantenendo al contempo la maggioranza.

3) All'acquirente della quota di Sea venivano dati poteri di blocco inusuali. Assegnare posti in consiglio per la minoranza è normale, molto meno garantire la nomina del direttore finanziario e diritti su operazioni straordinarie.

4) Cedere un aeroporto non è uno scherzo e in tutto il mondo si seguono procedure ben precise che nel caso del Comune di Milano non sono nemmeno state prese in considerazione da lontano. Non esiste che un qualsiasi compratore internazionale possa decidere un investimento del genere in un solo mese partendo da un bando in italiano senza nessuna possibilità di approfondire la questione.

Il Brasile ha appena completato la vendita del 51% di tre suoi aeroporti incassando 14 miliardi di dollari (altro che i 300 milioni di F2i) con una gara trasparente, pubblicizzata internazionalmente, partita il giugno scorso, che ha visto decine di partecipanti partecipare a diversi turni di rilancio, concludendo con offerte pari a cinque volte la base d'asta prefissata.

Come si giustificano queste anomalie nella vendita di un gioiello dei milanesi? L'acquirente designato a quanto pare si sbellicava dalle risa pensando al bando. Davvero il sindaco riesce ad affermare in sicurezza che è stato fatto l'interesse dei cittadini?

 

VITO GAMBERALE MALPENSAtabaccipisapia

Ultimi Dagoreport

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO

autostrade matteo salvini giorgia meloni giancarlo giorgetti roberto tomasi antonino turicchi

TOMASI SÌ, TOMASI NO – L’AD DI ASPI (AUTOSTRADE PER L’ITALIA) ATTENDE COME UN’ANIMA IN PENA IL PROSSIMO 17 APRILE, QUANDO DECADRÀ TUTTO IL CDA. SE SALVINI LO VUOL FAR FUORI, PERCHÉ REO DI NON AVER PORTARE AVANTI NUOVE OPERE, I SOCI DI ASPI (BLACKSTONE, MACQUARIE E CDP) SONO DIVISI - DA PARTE SUA, GIORGIA MELONI, DAVANTI ALLA FAME DI POTERE DEL SUO VICE PREMIER, PUNTA I PIEDINI, DISPETTOSA: NON INTENDE ACCETTARE L’EVENTUALE NOME PROPOSTO DAL LEADER LEGHISTA. DAJE E RIDAJE, DAL CAPPELLO A CILINDRO DI GIORGETTI SAREBBE SPUNTATO FUORI UN NOME, A LUI CARO, QUELLO DI ANTONINO TURICCHI….

mario draghi ursula von der leyen giorgia meloni

DAGOREPORT - AVVISO AI NAVIGANTI: IL DISCORSO DI MARIO DRAGHI A HONG KONG ERA UNA TIRATA D’ORECCHIE A BRUXELLES E ALLA DUCETTA DELLE "DUE STAFFE" - PER "MARIOPIO", SE TRUMP COSTRUISCE UN MURO TARIFFARIO INVALICABILE, È PREFERIBILE PER L'EUROPA TROVARE ALTRI SBOCCHI COMMERCIALI (CINA E INDIA), ANZICHE' TIRAR SU UN ALTRO MURO – SUL RIARMO TEDESCO, ANCHE GLI ALTRI PAESI DELL'UNIONE FAREBBERE BENE A SEGUIRE LA POLITICA DI AUMENTO DELLE SPESE DELLA DIFESA - IL CONSIGLIO A MELONI: SERVE MENO IDEOLOGIA E PIÙ REAL POLITIK  (CON INVITO A FAR DI NUOVO PARTE DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO), ALTRIMENTI L’ITALIA RISCHIA DI FINIRE ISOLATA E GABBATA DA TRUMP CHE SE NE FOTTE DEI "PARASSITI" DEL VECCHIO CONTINENTE...

massimiliano filippo romeo matteo salvini luca zaia

DAGOREPORT – AL CONGRESSO DELLA LEGA DEL 6 APRILE, SALVINI SARÀ RIELETTO SEGRETARIO PER LA TRAGICA ASSENZA DI SFIDANTI. L’UNICO CHE AVREBBE POTUTO IMPENSIERIRLO SAREBBE STATO IL COORDINATORE DEL CARROCCIO IN LOMBARDIA, L'EX FEDELISSIMO MASSIMILIANO ROMEO: MA IL COINVOLGIMENTO DEL FRATELLO, FILIPPO DETTO ''CHAMPAGNE'', NELLO SCANDALO LACERENZA-GINTONERIA NE HA AZZOPPATO LE VELLEITÀ – MA SUL TRIONFO DI SALVINI GRAVA UNA NUBE: CHE FARÀ IL “DOGE” ZAIA? SI PRESENTERÀ O RIMARRÀ A SCIABOLARE AL VINITALY DI VERONA?

stephen schwarzman jonathan grey giorgia meloni giancarlo giorgetti blackstone

DAGOREPORT: CHI TOCCA I FONDI, MUORE... – CHE HANNO COMBINATO DI BELLO IN ITALIA I BOSS DI BLACKSTONE, LA PIU' POTENTE SOCIETA' FINANZIARIA DEL MONDO? SE IL PRESIDENTE SCHWARZMAN ERA A CACCIA DI VILLONI IN TOSCANA, JONATHAN GRAY, DOPO UNA VISITA A PALAZZO CHIGI (CAPUTI) CON SALUTO VELOCE A MELONI, HA AVUTO UN LUNGO COLLOQUIO CON GIORGETTI SULLO STATO DEGLI INVESTIMENTI IN ITALIA (TRA CUI ASPI, DOVE I DIVIDENDI SONO STATI DECURTATI) – MENTRE IL FONDO USA KKR POTREBBE VALUTARE UN'USCITA ANTICIPATA DALLA RETE EX TIM (3 ANNI ANZICHE' 5)PESSIMI RUMORS ARRIVANO ANCHE DAL FONDO AUSTRALIANO MACQUARIE, PRESENTE IN ASPI E OPEN FIBER: MEGLIO DISINVESTIRE QUANDO I DIVENDENDI NON SONO PIU' CONVENIENTI....