vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

“TRUMP HA DIMOSTRATO CHE IL CAPRICCIO E LA VOLONTÀ DI CHI HA LA FORZA SI ELEVA A LEGGE E REGOLA DELLA STORIA” - QUIRICO: “ZELENSKY PER TRE ANNI HA CONDOTTO IL GIOCO, IMPOSTO LUI DEBOLE LE REGOLE AI SUOI ALLEATI OCCIDENTALI. LI HA INCHIODATI ALLA RESPONSABILITÀ. TRUMP HA CANCELLATO IL COPIONE UCRAINO. IN MODO CRUDELE. CON IL SUO VICE SI SCAMBIAVANO LE BATTUTE PER INTIMIDIRE IL PRESIDENTE UCRAINO. SONO SEQUENZE CHE EVOCANO TRUCI RICORDI: L'IMPUTATO E I GIUDICI CHE LO INCALZANO PER STRAPPARGLI L'AUTO DA FÉ. SCENE DEL VECCHIO IMPERIALISMO, OCCIDENTALE E SOVIETICO. IMMAGINO CHE PUTIN ABBIA TROVATO LA CONFERMA CHE PUÒ PREPARARE CON CALMA LA SOSPIRATA YALTA CON L'AMERICANO CHE USA IL SUO STESSO ALFABETO E PARLA IL SUO LINGUAGGIO”

Estratto dell’articolo di Domenico Quirico per “la Stampa”

 

domenico quirico 1

Da un po' di tempo ci pregavano di portare pazienza: presto la pace del mondo sarebbe stata salvata, ci penserà lui. Trump, è uno che fa un gioco scoperto ma ha più di un asso nella manica. Ha una notevole disposizione nell'arte dell'illusionista, questo rivenditore di risultati tutto e subito. […] Certi malintesi assumono dimensioni storiche. Abbiamo scoperto, tutti, la tabula rasa.

 

Ovvero il grado zero del nuovo mondo modello Trump. Un mondo di condanne inappellabili, di affermazioni perentorie: Zelensky non hai carte in mano da giocare quindi...Quelli di una certa età che ricordano vecchie immagini dei tempi in cui i Grandi convocavano i Deboli per dettar le condizioni […]

 

volodymyr zelensky donald trump e jd vance - studio ovale

[…] lui Zelensky e noi, in un mondo inflessibile munito di poche arti ornamentali, senza salamelecchi, promesse, quel vocabolario annacquato che neppure ci dava l'idea di vedere chiaro. La possente ipocrisia degli uomini al potere riusciva a velarci la presenza di sciagure che noi non comprendevamo. Le due visite di Macron e del premier inglese alla Casa Bianca che hanno preceduto Zelensky, sono stati due viaggi diplomatici del Vecchio Mondo. Dopo il pomeriggio di ieri sembrano appartenere ai rituali di un Ancien Régime […]

 

volodymyr zelensky donald trump e jd vance - studio ovale

Zelensky per tre anni ha magnificamente condotto il gioco, imposto lui debole le regole ai suoi alleati occidentali. Li ha inchiodati, talora bruscamente, alla responsabilità di poter proclamare di fare la guerra ma senza farla, li ha costretti a pagare con armi e denaro l'ipocrisia di una guerra per procura crudelmente affidata al popolo ucraino che non aveva possibilità di sottrarsi se non con la resa.

 

Sapeva che le promesse magniloquenti che accumulava nei viaggi europei e transatlantici nascondevano in realtà la volontà di non andare fino in fondo. Ma accettava, forse fino ad abituarsene, la parte dell'eroe, l'essenziale per lui era non trovarsi nella condizione dei cechi a Monaco nel 1938, costretto ad attendere fuori dalla porta dei Grandi per sapere a quale pace con Putin sarebbe stato ridotto; perché l'occidente come la Francia e l'Inghilterra di allora, non erano pronti per la guerra.

 

volodymyr zelensky e donald trump allo studio ovale

Non c'è nulla di più pericoloso di un istrione che dispone del Potere. Trump ha cancellato il copione ucraino. In modo crudele, pubblico, spettacolare. Zelensky si è trovato davanti qualcuno che ha deciso di capovolgere la sceneggiatura dell'ultimo atto perché ha scelto la parte di "chi fa le pulizie".

 

Quanto era fino a ieri condannabile diventa improvvisamente ammesso e legittimo.

Trump ha allestito uno spettacolo antico: la dimostrazione che il capriccio e la volontà di chi ha la forza si eleva a legge e regola della Storia. Con il suo vice ha montato un meccanismo scenico in cui si scambiavano le battute per intimidire il presidente ucraino. Sono sequenze che evocano truci ricordi: l'imputato e i giudici che lo incalzano per strappargli l'auto da fé. Scene classiche del vecchio imperialismo, occidentale e sovietico.

DONALD TRUMP E VLADIMIR PUTIN DANZANO AL CHIARO DI LUNA - FOTO CREATA CON L INTELLIGENZA ARTIFICIALE DI GROK

 

Immagino che Putin abbia apprezzato, è un tipo di spettacolo del Potere in cui si considera maestro: i dipendenti che a capo chino ascoltano le sue reprimende, i volti contriti, gli ordini stentorei, i reprobi che si allontanano ringraziando per la clemenza. Putin ieri ha trovato la conferma […] che può preparare con calma la sospirata Yalta con l'americano che usa il suo stesso alfabeto e parla il suo linguaggio: il mondo è dominato dai tre quattro imperatori che hanno la Forza[…]

donald trump vladimir putin

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...