1. LA RUOTA DELLA SFIGA GIRA ANCHE PER IL BANANA: VERONICA AVRÀ 36 MILIONI IN MENO 2. LA CORTE D’APPELLO CIVILE DI MILANO ORDINA ALLA LARIO DI RINUNCIARE A 36 DEI 108 MILIONI CHE L’EX MARITO LE AVEVA DOVUTO VERSARE NEI TRE ANNI DI SEPARAZIONE 3. I GIUDICI RITENGONO TROPPI I TRE MILIONI AL MESE: DUE AL MESE POSSONO BASTARE 4. I LEGALI STAREBBERO TRATTANDO SU UNA SOMMA COMPLESSIVA CHE BERLUSCONI VERSEREBBE IN UN’UNICA SOLUZIONE INVECE DI PAGARE UN ASSEGNO MENSILE A VITA

Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella per “il Corriere della Sera”

VERONICA LARIO E SILVIO BERLUSCONIVERONICA LARIO E SILVIO BERLUSCONI

 

A saperlo prima, magari Silvio Berlusconi avrebbe anche potuto sorvolare sul carattere di Mario Balotelli ed evitare di venderlo al Liverpool per far incassare 20 milioni al Milan: quasi il doppio, infatti, ora glielo porta l’ex moglie Veronica Lario, alla quale la Corte d’appello civile di Milano ordina di rinunciare appunto a 36 dei 108 milioni che l’ex marito le aveva intanto dovuto versare nei tre anni di separazione.

 

I giudici d’appello ritengono troppi i tre milioni al mese che le erano stati assegnati dal Tribunale: due al mese possono bastare. Cioè un milione in meno rispetto alla sentenza di primo grado sulla separazione nel 2012, ma 600.000 euro in più dell’assegno (1,4 milioni al mese) fissato intanto un anno fa dai giudici del divorzio. 
 

SIlvio Berlusconi e Veronica LarioSIlvio Berlusconi e Veronica Lario

Anch’esso ha attraversato prima la fase della separazione legale e poi quella della rottura vera e propria del vincolo matrimoniale. Nonostante un patrimonio personale sicuramente cospicuo, la signora Lario, al secolo Miriam Bartolini, è molto meno ricca di Berlusconi, notoriamente tra gli uomini più ricchi del mondo: e per questo giuridicamente le spettava l’assegno che, durante il periodo della separazione in vista del divorzio, ha lo scopo di consentire al coniuge più «debole» di mantenere un livello di vita quanto più possibile vicino a quello goduto durante il matrimonio. 
 

VERONICA LARIO CON ELEONORA c b a c b veronica lario vacanze barbara eleonora berlusconi VERONICA LARIO CON ELEONORA c b a c b veronica lario vacanze barbara eleonora berlusconi

Fu Veronica Lario ad avviare (con gli avvocati Maria Cristina Morelli e Maria Serena Ciccarese) la causa di separazione di fronte ai giudici della nona sezione del Tribunale civile di Milano, che nel dicembre 2012 le assegnarono un appannaggio mensile di 3 milioni di euro, 36 milioni l’anno, pari a 100.000 euro al giorno, a decorrere dalla rottura dell’unione allora individuata al maggio 2010.

 

Un assegno nel quale veniva già ricompreso il valore economico della permanenza nella villa di Macherio dove erano cresciuti i tre figli avuti da Berlusconi: Barbara, Eleonora e Luigi. Una magione da 120 mila metri quadrati con parco sterminato che assorbiva spese per circa 1,8 milioni l’anno.
 

berlusconi villa svizzera di veronica lario berlusconi villa svizzera di veronica lario

Contro questa sentenza Berlusconi fece appello attraverso i suoi legali Ippolita Ghedini, Cristina Rossello, Paolo e Pierfilippo Giuggioli. E ora durante l’estate è arrivata la sentenza di secondo grado che ha ridotto di un terzo l’importo stabilito da quella di Tribunale: i giudici (presidente Bianca La Monica, relatore Francesco Serra, giudice Maria Cristina Canziani) hanno ritenuto che fosse eccessivo parametrare l’assegno alla villa di Macherio, tanto più che i tre figli della coppia non vivevano più lì.

 

VERONICA LARIO CON BARBARA E LUIGI BERLUSCONI VERONICA LARIO CON BARBARA E LUIGI BERLUSCONI

E dato che la signora Lario vi ha vissuto fino a settembre 2010 (come documentato da Berlusconi nel suo ricorso), hanno spostato da maggio a settembre 2010 la decorrenza dell’assegno mensile (2 milioni invece di 3) relativo ai tre anni di separazione. 
 

la villa in svizzera di veronica lario berlusconi durante i lavori la villa in svizzera di veronica lario berlusconi durante i lavori

Undici mesi fa, infatti, era intanto arrivato a maturazione anche il primo provvedimento della causa di divorzio, che sempre in questi casi segue una strada parallela e distinta dalla causa di separazione: nell’ottobre 2013 il giudice Anna Maria Di Oreste, presidente del Tribunale di Monza nel cui territorio risiedeva in quel momento la signora Lario, aveva deciso che da quel momento fosse equo riconoscere all’ex moglie di Berlusconi, in vista del divorzio dopo il quale il livello di vita del coniuge più «povero» può essere anche leggermente inferiore, «solo» 1,4 milioni di euro al mese.

 

Marina Veronica BarbaraMarina Veronica Barbara

E lo stesso giudice monzese il 18 febbraio 2014 ha pronunciato la sentenza di divorzio che ha definitivamente interrotto il matrimonio tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario: verdetto però ancora «parziale» in quanto lascia ai coniugi la possibilità di definire successivamente i termini economici del divorzio, che potrebbero comprendere anche le compensazioni legate all’intreccio di sentenze. 
 

SILVIO BERLUSCONI E VERONICA LARIO SILVIO BERLUSCONI E VERONICA LARIO

I legali starebbero peraltro trattando su una somma complessiva che Berlusconi verserebbe in un’unica soluzione invece di pagare un assegno mensile a vita: somma sul cui ammontare influiscono molti fattori, dall’entità dell’assegno di divorzio all’aspettativa di vita del coniuge obbligato ai pagamenti. Nel frattempo, contro il verdetto d’appello che ha ridotto l’assegno di separazione Veronica Lario potrà ricorrere in Cassazione. 
 

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO