LA FRANCIA PUO’, L’ITALIA NO - LA SCHIAVITU’ DEL 3% COSTRINGE SACCOMANNI ALL’AUMENTO DELL’IVA: FARSA ITALIA IN RIVOLTA

Paolo Russo per "La Stampa"

«Siamo sotto il 3%» , assicura Zanonato, Ministro dello sviluppo. «No, potremmo arrivare al 3,1», ammette Baretta, sottosegretario all'Economia. Dove si fermerà l'asticella del rapporto deficit-pil lo svelerà oggi l'aggiornamento del Documento di economia e finanza, che tra l'altro rivedrà al ribasso le stime del Pil (-1,7 nel 2013 anzichè -1,3% e +1% nel 2014 contro il +1,3% precedente).

Da Bruxelles pero fanno già sapere che servirà un'altra manovra in caso di sfondamento del tetto. E alla Commissione Ue il titolare dell'Economia, Saccomanni, avrebbe già assicurato che il governo sarebbe pronto a varare nuove misure se fosse necessario riportare entro gli argini il deficit.

Anche perché varcare il Rubicone del 3% significherebbe esporsi alla procedura di infrazione Ue e relativa sanzione dello 0,2% del Pil. Un multone da 3,4 miliardi che complicherebbe ancor più la vita ad un Esecutivo che già non sa dove prendere i circa 5 miliardi da qui a fine anno che servono a finanziare abrogazione dell'Imu sulla prima casa, Cig, missioni all'estero e Iva.

«O aumenta l'Iva o torna la seconda rata Imu sulla prima casa», sarebbe l'ultimatum lanciato da Saccomanni al recalcitante Pdl. Lo stop all'aumento dal 21 al 22% dell'aliquota ordinaria non sembra comunque più essere nell'agenda del governo, che casomai potrebbe virare verso un'operazione di maquillage del paniere, spostando verso l'alto un po' di quei circa 200 beni e servizi collocati nelle aliquote agevolate del 4 e del 10%. Cercando nel contempo di restringere anche l'area di esenzione dell'Iva, che oggi non si paga su un volume di affari pari a 800 miliardi.

Un balletto, quello su Iva ed eventuali manovre anti-deficit, che fanno salire le fibrillazioni dentro la coalizione di governo. Con il Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, che alle richieste di Olli Rehn di nuove misure replica : «siamo un Paese sovrano e come raggiungere il 3% e le politiche industriali lo decide l'Italia, non un commissario Ue».

E se una colomba come Lupi mette le mani avanti su eventuali nuove manovre di aggiustamento il falco Brunetta spara in alto, presentando al Premier sette proposte che garantirebbero 10 miliardi, buoni a scongiurare l'aumento dell'Iva e rimescolamenti delle carte sull'esenzione Imu per le prime case, sulla quale il Pdl sembra intenzionato a non cedere di un millimetro. Pena la tenuta del governo.

Nel «pacchetto Brunetta» ci sono cose come la rivalutazione dei cespiti strumentali delle imprese, l'anticipazione delle accise dovute dalle aziende, il rinvio di un po' di investimenti, la vendita di immobili e di partecipazioni azionarie pubbliche, il saldo dei pagamenti della Pa e l'idea di rivalutare le quote di partecipazione al capitale di Bankitalia. Proposte che i tecnici dell'Economia avrebbero già bollinato come «coperture irrealizzabili».

E siccome l'Europa chiede solo misure «a gettito garantito», in carenza di queste occorre calare la posta. Nelle aliquote agevolate ci sono anche beni non del tutto essenziali che potrebbero balzare al 21%.

A via XX settembre hanno iniziato a segnare con l'evidenziatore voci come piante, fiori, crostacei, tessuti più o meno di pregio, olio alla menta. Ma soprattutto nel mirino potrebbero finire i canoni radio televisivi. E poi ci sono un bel po' di operazioni finanziarie oggi esenti dall'Iva che potrebbero essere assoggettate all'imposta. Ma rastrellare i 4 miliardi che servono su base annua a scongiurare l'aumento dell'aliquota ordinaria è impossibile. Salvo aumentare un po' di accise.

Benzina esclusa. Anche se nel Pd cresce la voglia di rimettere mano all'Imu. Lo aveva detto Baretta, lo ha ribadito ieri il vice ministro dell'Economia Fassina: «per privilegiare i ricchi abrogando l'Imu anche sulle case di lusso si colpiscono i più poveri sui quali ricadrebbe l'aumento dell'Iva». Un emendamento al decreto che ha abrogato l'imposta sulla prima casa potrebbe anche trovare i numeri in Parlamento per far tornare l'Imu sulle case di pregio. Ma per il governo Letta sarebbe come giocare alla roulette russa.

 

GIANROBERTO CASALEGGIO ROBERTO NAPOLETANO FABRIZIO SACCOMANNI AL FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO saccomanni, alfano e lettaFlavio Zanonato LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI MAURIZIO LUPI ministero economia

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