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IL SOLITO SUPERBONUS ALL'ITALIANA - DRAGHI VOLEVA UN TETTO DI 25 MILA EURO DI ISEE PER LE RISTRUTTURAZIONI DELLE VILLETTE, MA I PARTITI HANNO FATTO SALTARE IL VINCOLO - I RISULTATI FIN QUI SONO INQUIETANTI: NEL FAR WEST DELLA CORSA ALLA DETRAZIONE AL 110% SONO AUMENTATI I PREZZI DELLE COMPONENTI, LE FRODI E ANCHE GLI INCIDENTI SUL LAVORO, CON I CANTIERI MOLTIPLICATI E TROPPE AZIENDE IMPROVVISATE…

Luca Monticelli per "La Stampa"

 

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La «riluttanza» del governo ad allargare le maglie del Superbonus era dovuta alle «distorsioni» che questa misura ha creato. Il premier Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa di fine anno, non risparmia una stoccata alla maggioranza che ha utilizzato una buona parte delle risorse, messe a disposizione del Parlamento per modificare la manovra, proprio per estendere la detrazione al 110 per cento.

 

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L'esecutivo aveva deciso un tetto a 25 mila euro di Isee per accedere alle ristrutturazioni delle villette: vincolo che i partiti hanno fatto saltare. «Il governo ritiene che il Superbonus abbia dato molto beneficio, ma ha creato un aumento straordinario dei prezzi delle componenti che servono a fare le ristrutturazioni. Oggi un'unità di efficientamento energetico costa molto più di prima», racconta il presidente del Consiglio che poi rivela un aspetto inquietante: la maxi detrazione «ha incentivato moltissime frodi».

 

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Il premier riferisce di «una segnalazione dell'Agenzia delle entrate che ha bloccato quattro miliardi di crediti». Soldi che, spiegano fonti del Fisco, riguardano i meccanismi di cessione del credito e lo sconto in fattura, consentiti per tutti gli incentivi sulla casa. Quindi, sottolinea Draghi, c'erano dei «buoni motivi» per lo scetticismo del Mef, «al di là del costo per la finanza pubblica», che è di circa 15 miliardi.

 

Un altro tema che si intreccia al boom dei cantieri esploso da nord a sud è la crescita degli incidenti sul lavoro. I dati Inail dei primi dieci mesi del 2021, al netto del Covid, registrano un incremento degli infortuni mortali del 20 per cento.

 

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Questo è «inaccettabile», dice Draghi, annunciando che l'esecutivo «non considera la propria azione terminata» con il decreto sicurezza varato dal Consiglio dei ministri due mesi fa.

 

Anche se quel provvedimento ha bisogno di tempo per essere applicato, visto che stabilisce un meccanismo di monitoraggio nelle aziende, oltre all'assunzione di nuovi ispettori.

 

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L'incertezza sulla proroga del Superbonus nei prossimi anni, che è stata al centro delle discussioni sulla legge di Bilancio in questi mesi, ha prodotto un vero e proprio «far west» nell'edilizia, con cantieri moltiplicati e troppe aziende improvvisate.

 

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Secondo gli ultimi dati Enea i lavori certificati sono quasi 70 mila, che equivalgono a 11 miliardi di investimenti ammessi a detrazione. Insomma, c'è stata un'accelerata anomala e incontrollata, che ha portato difficoltà a reperire ponteggi, materiali e personale qualificato.

 

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È la stessa Ance (Associazione nazionale costruttori edili) a denunciare che nell'ultimo semestre sono nate 11 mila imprese delle costruzioni: «Un fenomeno che merita molta attenzione».

 

Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, durante l'informativa di ieri alla Camera sulla strage della gru che a Torino ha travolto tre operai, ha proposto di non applicare il Superbonus «sui lavori fatti da aziende che non rispettano pienamente il contratto collettivo dell'edilizia».

 

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Il Movimento 5 stelle, che ha fatto dello sgravio sulle ristrutturazioni una misura bandiera, è andato all'attacco con comunicati e post sui social media dopo le critiche avanzate da Draghi.

 

«Le frodi non dipendono dal Superbonus, spiace che passi questo messaggio», tagliano corto i deputati M5S. Mario Turco, vice presidente 5 stelle, sostiene che i numeri dell'Erario riguardino tutti i bonus, smentendo così il presidente del Consiglio.

 

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Scorrendo gli emendamenti approvati alla manovra emerge che sui piccoli lavori di ristrutturazione, sotto i 10 mila euro, non si applicherà la stretta anti-frodi prevista per le agevolazioni sulla casa che il governo aveva già preparato con un decreto fatto poi confluire nella finanziaria.

 

Il provvedimento introduce il controllo sulla congruità dei prezzi che, appunto, esclude questi obblighi sugli interventi minori, a eccezione di quelli che rientrano nel bonus facciate.

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