putin tra i suoi sostenitori

"CON UN RISULTATO COSÌ, COME FARÀ PUTIN A DIRE CHE C’È UN NEMICO INTERNO?” – LO STORICO DELLA RUSSIA, GIOVANNI SAVINO, PARLA DELLE ELEZIONI-FARSA IN CUI HA “TRIONFATO” PUTIN (GRAZIE AGLI OMICIDI DEGLI OPPOSITORI E AI MILITARI MANDATI NEI SEGGI): "COSA NE SARÀ DI CHI HA PROTESTATO DURANTE IL VOTO? DIMITRI MEDVEDEV HA PARLATO DEL REATO DI ALTO TRADIMENTO, CON PENE DAI 12 AI 25 ANNI” – “LE ELEZIONI CHE PIÙ SARANNO DETERMINANTI PER LA GUERRA IN UCRAINA SONO QUELLE NEGLI STATI UNITI. L’OBIETTIVO DEL PRESIDENTE RUSSO È..."

Da www.adnkronos.com

 

ELEZIONI RUSSE - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Lo storico della Russia Giovanni Savino all’Adnkronos fa un bilancio delle elezioni (stra)vinte da Putin, tra voto elettronico impossibile da monitorare, accuse di tradimento e una comunità di emigrati, anche in Italia, che ha provato a mandare un messaggio a Mosca. Ma sul futuro della guerra in Ucraina peserà più il voto americano che quello russo.

 

"Con un risultato così, come farà Putin a dire che c’è un nemico interno?". Per un commento sulle elezioni l'Adnkronos ha contattato lo storico della Russia Giovanni Savino, docente all’Università Federico II di Napoli, curatore su Telegram (Russia e altre sciocchezze) e Instagram (Russia.onivas) di due profili utilissimi per capire la Russia contemporanea.

L UOMO CHE SUSSURRAVA AI NAVALNY - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Putin ha vinto con le percentuali più alte di sempre (oltre l’87%), in elezioni che il ministro degli Esteri Tajani ha definito “né libere né regolari, con Navalny che ne è stato escluso con un omicidio”.

 

Savino mette in guardia dal considerare questo un punto di forza per il presidente russo, al vertice dal 1999: “Per raggiungere questi risultati di consenso e affluenza il governo russo ha lavorato molto, con un approccio manageriale e zero trasparenza. Basti pensare all’uso massiccio del voto elettronico, impossibile da monitorare”.

 

“C’è un precedente, quello delle elezioni per la Duma del 2021”, ricorda il docente, “quando a Mosca la maggioranza sembrava aver votato per i candidati non di Russia Unita, e poi alla fine il voto elettronico aveva capovolto il risultato. Già allora ci furono proteste perché era impossibile capire chi e per cosa avesse votato”.

 

Nel discorso alla chiusura delle urne, Putin ha parlato di una nuova élite che uscirà dalle trincee, e dall’altra parte dei ‘traditori’ che rischiano se non la pena di morte, il trattamento riservato a chi sgarra in tempo di guerra. Savino spiega che un discorso così polarizzante non si era mai visto. “Dopo le elezioni del 2012, precedute dalle ultime grandi manifestazioni di piazza che si siano viste in Russia, Putin che aveva ottenuto il 63% aveva fatto un discorso, diciamo così, di riappacificazione nazionale. Oggi punta tutto sulla contrapposizione. Ma con chi la fai se hai l’87% e gli altri partiti che hanno partecipato al voto fanno tutti parte del sistema di potere putiniano?”

VLADIMIR PUTIN - RISULTATI ELEZIONI RUSSE

 

Cosa ne sarà di chi ha protestato durante il voto? “Anche queste sono scene che non si erano mai viste, temo che la risposta agli atti di vandalismo ai seggi sarà durissima”, continua lo storico.

 

“Dimitri Medvedev, sostenuto da Ella Pamfilova, presidente della Commissione elettorale centrale, ha parlato del reato di alto tradimento, con pene dai 12 ai 25 anni. Il che è inquietante: in Russia le urne sono trasparenti e ci sono state persone arrestate per aver scritto ‘Putin assassino’ o frasi contro la guerra su schede magari piegate male e leggibili da fuori dell’urna”.

 

VLADIMIR PUTIN.

Sul suo profilo Telegram, Giovanni Savino ha raccolto le testimonianze dai seggi nei consolati e nelle ambasciate di tutto il mondo, e all’Adnkronos traccia un quadro inedito: “Nelle città che sono diventate la base per la nuova emigrazione russa, come Belgrado, Buenos Aires, Erevan, Almaty, c’è stato un risultato davvero notevole: Putin fermo su percentuali molto basse e l’exploit del candidato Vladislav Davankov (ad esempio, ha ottenuto il 76% a Belgrado).

 

Parliamo del vicepresidente della Duma, dunque una figura pienamente integrata nel sistema, ma questi numeri enormi confermano che esiste una comunità di expat che vuole mandare un segnale a Mosca”. E tra i russi in Italia? “Qui esistono due fronti, i russi arrivati negli anni ‘90 e 2000 (in maggioranza donne) che sono orientati a favore di Putin; e la nuova emigrazione fatta di ragazzi usciti dal Paese negli anni ‘10 e in particolare dall’invasione dell’Ucraina, che è sicuramente di parere diverso. Lo abbiamo visto anche con le baruffe ai seggi di Roma e Milano”, spiega Savino.

VLADIMIR PUTIN - ELEZIONI IN RUSSIA 2024 - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

 

Infine, chiediamo al docente quale impatto potranno avere queste elezioni sulla guerra in Ucraina. “Temo che le elezioni che più saranno determinanti siano quelle negli Stati Uniti, a novembre. Certo, con il voto che si è concluso ieri Putin ha avuto il suo momento di (auto)legittimazione.

 

Non credo che farà grandi rivoluzioni, pur avendo la possibilità di cambiare primo ministro o il governatore della Banca Centrale, mi sembra che l’atteggiamento sia quello di dire che tutti i vertici hanno agito per il meglio. In Russia i cambi ai vertici non arrivano subito prima o subito dopo le elezioni, perché Putin non può lasciar intendere che siano gli elettori, e non lui, a dettare l’agenda”.

 

vladimir putin dopo le elezioni

Tornando alle elezioni Usa, l’obiettivo del presidente russo “è quello di tirare avanti lentamente ma inesorabilmente fino a novembre sperando in un riassetto alla Casa Bianca”, precisa il docente della Federico II.

 

“Già la congiuntura della guerra a Gaza si è dimostrata favorevole per Mosca, con l’attenzione di Washington riorientata verso il Medio Oriente. Putin continua ad avere il vantaggio del tempo e del ‘capitale umano’: nella carneficina quotidiana, l’Ucraina può contare su un numero inferiore di persone arruolabili.

 

La controffensiva di Zelensky non è riuscita a riconquistare il territorio sperato. Ma non dobbiamo esagerare nel descrivere questi vantaggi russi come qualcosa di insormontabile. La guerra è fatta da forze vive ed è molto difficile capire quando e come può cambiare la situazione sul terreno”, conclude Savino

vladimir putin elezioni in russia yulia navalnaya berlino risultati elezioni russe 2024

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni daniela santanche ignazio la russa

DAGOREPORT – DANIELA SANTANCHÈ NON È GENNARO SANGIULIANO, UN GIORNALISTA PRESTATO ALLA POLITICA SENZA “PROTETTORI”: GIORGIA MELONI NON PUÒ SFANCULARLA SENZA FAR SALTARE I NERVI A LA RUSSA. E SAREBBE UN BOOMERANG POLITICO PER LA DUCETTA DEI DUE MONDI: ‘GNAZIO È UN PESO MASSIMO DEL PARTITO, GOVERNA DI FATTO LA LOMBARDIA TRAMITE LA SUA CORRENTE MILANESE. SOPRATTUTTO, È IL PRESIDENTE DEL SENATO. MEGLIO NON FARLO IRRITARE: LA VENDETTA, LO SGAMBETTO, “L’INCIDENTE D’AULA”, POSSONO ESSERE SEMPRE DIETRO L’ANGOLO…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - A RACCONTARLO NON CI SI CREDE. RISULTATO DEL PRIMO GIORNO DI OPS DEL MONTE DEI PASCHI SU MEDIOBANCA: TRACOLLO DELLA BANCA SENESE - SE IL MEF DI GIORGETTI, CHE HA L’11,7% DI MPS, LO PRENDE IN QUEL POSTO (PERDENDO 71 MILIONI), IL DUPLEX CALTAGIRONE-MILLERI FA BINGO: 154 MILIONI IN UN GIORNO - INFATTI: SE I DUE COMPARI PERDONO SU MPS 90 MILIONI, NE GUADAGNANO 244 AVENDO IL 25,3% DI MEDIOBANCA - E DOPO IL “VAFFA” DEL MERCATO, CHE SUCCEDERÀ? TECNICAMENTE L’OPERAZIONE CALTA-MILLERI, SUPPORTATA DALLA MELONI IN MODALITÀ TRUMP, È POSSIBILE CON UN AUMENTO DI CAPITALE DI MPS DI 4 MILIARDI (PREVISTO PER APRILE) - PER DIFENDERE MEDIOBANCA DALL’ASSALTO, NAGEL DOVRÀ CHIEDERE AL BOSS DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, DI CHIAMARE ALLE ARMI I POTENTI FONDI INTERNAZIONALI, GRANDI AZIONISTI DI MEDIOBANCA E DI GENERALI, PER SBARRARE IL PASSO AL “CALTARICCONE” ALLA FIAMMA (FDI)

dario franceschini elly schlein gattopardo

DAGOREPORT - FRANCESCHINI, IL SOLITO “GIUDA” TRADITORE! SENTENDOSI MESSO DA PARTE DALLA SUA “CREATURA” ELLY SCHLEIN, ECCO CHE REAGISCE E LE DÀ LA ZAMPATA CON L’INTERVISTA A “REPUBBLICA”: “ALLE ELEZIONI SI VA DIVISI, E CI SI ACCORDA SOLO SUL TERZO DEI SEGGI CHE SI ASSEGNA CON I COLLEGI UNINOMINALI”. PAROLE CHE HANNO FATTO SALTARE DALLA POLTRONA ARCOBALENO LA SEGRETARIA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA, CHE VEDE SFUMARE IL SUO SOGNO DI ESSERE LA CANDIDATA PREMIER. COME INSEGNA L’ACCORDO DI MAIO-SALVINI, NON SEMPRE IL LEADER DEL PARTITO PIÙ VOTATO DIVENTA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO – LA “GABBIA” IN CUI LA SCHLEIN SI È RINCHIUSA CON I SUOI FEDELISSIMI È INSOPPORTABILE PER I VECCHI VOLPONI CATTO-DEM. IL MESSAGGIO DAI CONVEGNI DI ORVIETO E MILANO: ELLY PENSA SOLO AI DIRITTI LGBT, NON PUÒ FARE DA SINTESI ALLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA (DA RENZI E CALENDA A BONELLI E FRATOIANNI, PASSANDO PER CONTE). E LA MELONI GODE...

dario franceschini elly schlein matteo renzi carlo calenda giiuseppe conte

DAGOREPORT: PD, PARTITO DISTOPICO – L’INTERVISTA DI FRANCESCHINI SU “REPUBBLICA” SI PUÒ SINTETIZZARE COSÌ: IO CI SONO. E’ INUTILE CERCARE IL FEDERATORE, L’ULIVO NON TORNA, E NON ROMPETE LE PALLE ALLA MIA “CREATURA”, ELLY SCHLEIN, “SALDA E VINCENTE” AL COMANDO DEL PARTITO – AMORALE DELLA FAVA: “SU-DARIO” NON MOLLA IL RUOLO DI GRAN BURATTINAIO E DAVANTI AI MAL DI PANZA INTERNI, CHE HANNO DATO VITA AI DUE RECENTI CONVEGNI, SI FA INTERVISTARE PER RIBADIRE AI COLLEGHI DI PARTITO CHE DEVONO SEMPRE FARE I CONTI CON LUI. E LA MELONI GODE…

almasri giorgia meloni carlo nordio

DOMANDE SPARSE SUL CASO ALMASRI – CON QUALE AUTORIZZAZIONE IL TORTURATORE LIBICO VIAGGIAVA INDISTURBATO IN EUROPA? AVEVA UN PASSAPORTO FASULLO O UN VISTO SCHENGEN? E IN TAL CASO, PERCHÉ NESSUN PAESE, E SOPRATTUTTO L’ITALIA, SI È OPPOSTO? - LA TOTALE ASSENZA DI PREVENZIONE DA PARTE DEGLI APPARATI ITALIANI: IL MANDATO DI ARRESTO PER ALMASRI RISALE A OTTOBRE. IL GENERALE NON SAREBBE MAI DOVUTO ARRIVARE, PER EVITARE ALLA MELONI L’IMBARAZZO DI SCEGLIERE TRA IL RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE E LA REALPOLITIK (IL GOVERNO LIBICO, TRAMITE ALMASRI, BLOCCA GLI SBARCHI DI MASSA DI MIGRANTI) – I SOSPETTI DI PALAZZO CHIGI SULLA “RITORSIONE” DELLA CPI E IL PASTROCCHIO SULL’ASSE DEI SOLITI TAJANI-NORDIO

pier silvio giampaolo rossi gerry scotti pier silvio berlusconi

DAGOREPORT - È TORNATA RAISET! TRA COLOGNO MONZESE E VIALE MAZZINI C’È UN NUOVO APPEASEMENT E L'INGAGGIO DI GERRY SCOTTI COME CO-CONDUTTORE DELLA PRIMA SERATA DI SANREMO NE È LA PROVA LAMPANTE - CHIAMARE ALL'ARISTON IL VOLTO DI PUNTA DI MEDIASET È IL SEGNALE CHE IL BISCIONE NON FARÀ LA GUERRA AL SERVIZIO PUBBLICO. ANZI: NEI CINQUE GIORNI DI SANREMO, LA CONTROPROGRAMMAZIONE SARÀ INESISTENTE - I VERTICI DELLA RAI VOGLIONO CHE IL FESTIVAL DI CARLO CONTI SUPERI A TUTTI I COSTI QUELLO DI AMADEUS (DA RECORD) - ALTRO SEGNALE DELLA "PACE": IL TELE-MERCATO TRA I DUE COLOSSI È PRATICAMENTE FERMO DA MESI...