geronzi passera mussari profumo

CON LE BANCHE PIENE DI SOFFERENZE, SO’ FINITI PURE I BANCHIERI - UNA VOLTA ERANO LE SUPERSTAR DEL CAPITALISMO ITALIANO, OGGI NON SI VEDONO NEANCHE A CERNOBBIO - DA GERONZI A PROFUMO DA MUSSARI A PASSERA, LA LUNGA LISTA DEGLI EX POTENTI (RESISTE SOLO BAZOLI)

Camilla Conti per “il Giornale”

 

david rossi mussari david rossi mussari

C' erano una volta i grandi banchieri che sfilavano come divi del cinema sul red carpet di Villa d' Este, a Cernobbio, accerchiati dai cronisti finanziari a caccia di una dichiarazione o di un commento illuminante. Erano i dominus del credito che regnavano sugli sportelli - e i mutui - degli italiani. Guadagnavano qualche milione di euro l' anno e facevano il bello e il brutto tempo nella finanza tricolore animendo i salotti della City milanese e i palazzi romani con le loro trame su fusioni e aggregazioni. Legati a questa o quella filiera di potere.

 

LANCIO DI MONETINE A MUSSARI IN PROCURA jpegLANCIO DI MONETINE A MUSSARI IN PROCURA jpeg

C' erano una volta, ma oggi non ci sono più. Lo si è visto anche in questi giorni, all' ultimo Forum Ambrosetti chiuso ieri a Cernobbio, dove a farsi notare sono stati i grandi assenti. C' è chi ha cambiato mestiere, chi si è ritirato dalla ribalta ma continua a osservare da dietro le quinte, chi è «caduto da cavallo» facendosi male e chi si è buttato in politica. Qualcuno ha lasciato rivoluzioni mancate ed eredità sospese. Altri parecchie macerie.

 

Profumo Alessandro Profumo Alessandro

Come Giuseppe Mussari, di professione avvocato, ma diventato famoso per aver portato il Monte dei Paschi con l' acquisizione di Antonveneta «dalle stelle alle stalle» nel giro di pochi anni. A capo della Fondazione Mps a 39 anni, della banca a 44 e dell' Abi a 48, oggi Mussari di anni ne ha 53 e vive ritirato nel complesso residenziale degli Agostoli di proprietà della moglie Luisa Stasi, a cinque chilometri dalle quattro lupe della Torre del Mangia.

 

In attesa della decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio per i derivati di Mps. I suoi unici svaghi sono la cura dell' orto e le cavalcate in collina. Oltre alla cena mensile, da lui cucinata, con gli amici rimasti tra cui l' ex fantino del Palio, Aceto.

 

alessandro profumo alessandro profumo

Il deposto re di Siena ha lasciato il trono nel marzo del 2012 ad Alessandro Profumo. Il banchiere «europeo» era uscito da Unicredit due anni prima in seguito allo scontro consumato in cda con le fondazioni azioniste e con una liquidazione da 40 milioni che ha lasciato perplessa anche Bankitalia.

 

Corrado Passera Corrado Passera

Ad agosto Profumo ha lasciato dopo tre anni anche Mps, per assistere le pmi dal timone di Equita Sim, di cui ha conquistato il controllo, e fare il consigliere di amministrazione dell' Eni. A Siena pare non siano disperati. Anzi, nelle contrade fanno notare che nell' era Profumo Mps ha perso oltre 10 miliardi e varato due aumenti di capitale da 8 miliardi. «È stato bravo nel mettere le mani in tasca ai soci», ha scritto sul suo blog l' ex sindaco Pierluigi Piccini chiedendosi se l' ex presidente se ne sia andato perché non è riuscito a ottenere l' obiettivo strategico principale: il risanamento.

 

L' avversario del banchiere genovese, quando ancora guidava la corazzata Unicredit, era Corrado Passera che capitanava i panzer di Intesa. Finché nel 2011 viene assoldato nel governo Monti come ministro dello Sviluppo Economico. Poi, il lancio del movimento «Italia Unica»: i cronisti finanziari che l' hanno seguito quando annunciava le operazioni «di sistema» di Intesa sono rimasti basiti nel vederlo col bavaglio in bocca durante il flash mob organizzato in primavera a Roma per protestare contro l' Italicum.

Corrado Passera Corrado Passera

 

E nella tre giorni di Cernobbio faceva effetto vederlo circolare sulla terrazza di villa d' Este (di cui la famiglia possiede una piccola quota e dove ha tenuto il ricevimento delle nozze con Giovanna Salza maggio del 2011) senza la ressa di fotografi e giornalisti che un tempo lo circondava. L' ex banchiere sembra fare fatica a trovare un nuovo centro di gravità permanente anche in politica: prima candidandosi ad alfiere della nuova destra moderata e ora strizzando l' occhio al Pd milanese che lo starebbe corteggiando come candidato sindaco per avere una sorta di «passepartout» verso gli ambienti della grande borghesia meneghina.

 

Cesare Geronzi Cesare Geronzi

Chi non ha perso l' aplomb di banchiere è Cesare Geronzi benché sia uscito dai riflettori dopo essere stato presidente Mediobanca e Generali, nonché protagonista del consolidamento bancario con il matrimonio tra Capitalia e Unicredit. Dal suo ufficio di presidente della Fondazione Generali, Geronzi osserva il sistema bancario che «vive in uno stato di precariato assoluto», ha detto nella sua ultima intervista rilasciata a Panorama lo scorso febbraio dopo mesi di silenzio.

 

Geronzi Mucchetti Geronzi Mucchetti

 Ogni tanto il banchiere di Marino esterna, si pensi anche al suo libro intervista Confiteor, e non lo fa mai a caso. Proprio come il suo antico «rivale» Giovanni Bazoli che invece, a 83 anni, siede sempre sul trono di Intesa. La prossima primavera potrebbe lasciare, ma qualcuno ancora non ci crede. Nemmeno a Cernobbio.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi marina giorgia meloni sergio mattarella antonio tajani matteo salvini

AZZ! LA DUCETTA CI STA PENSANDO DAVVERO DI PORTARE L’ITALIA A ELEZIONI ANTICIPATE NEL 2026 - PERCHÉ TANTA URGENZA? NON C’ENTRANO SOLO GLI SCAZZI CON IL TRUMPUTINIANO SALVINI, LA CERTEZZA DI AVER RAGGIUNTO, NELLO STESSO TEMPO, L’APICE DEL CONSENSO E IL MASSIMO DISGREGAMENTO DELL'OPPOSIZIONE: MA ANCHE LA CONSAPEVOLEZZA, TRA DAZI E INFLAZIONE, DI UN PROSSIMO FUTURO ECONOMICO ITALIANO MOLTO INCERTO - E PRIMA CHE SOPRAGGIUNGA UN CROLLO DI CONSENSI, MEJO COGLIERE IL MOMENTO PROPIZIO, DA QUI ALLA PRIMAVERA 2026, PER CONSOLIDARE IL GOVERNO (SEMPRE CHE MATTARELLA DECIDA DI SCIOGLIERE LE CAMERE) – ALTRA ROGNA PER GIORGIA E' IL FUTURO DI FORZA ITALIA: I PARLAMENTARI CHE FANNO CAPO A MARINA BERLUSCONI SCALPITANO DA UN PEZZO PER UN GOVERNO PIU' LIBERAL ED EUROPEISTA. MA UN SOSTITUTO DELL'INETTO TAJANI NON SI TROVA (ANNI FA IL CAV. L'AVEVA INDIVIDUATO IN GUIDO CROSETTO) - L'ULTIMO FORTE STIMOLO CHE SPINGE LA PREMIER AD ANDARE AL VOTO NELLA PRIMAVERA 2026 POTREBBE ESSERE ANCHE QUESTO: SAREBBE UN GOVERNO MELONI NEL 2029 A GESTIRE IN PARLAMENTO L'ELEZIONE DEL NUOVO CAPO DELLO STATO (E L'UNDERDOG GIORGIA FRA DUE ANNI FESTEGGERA' QUEL MEZZO SECOLO NECESSARIO PER SALIRE SUL COLLE PIU' ALTO...) 

donald trump giorgia meloni economia recessione

DAGOREPORT – ASPETTANDO L'OPPOSIZIONE DE' NOANTRI (CIAO CORE!), VUOI VEDERE CHE LA PRIMA BOTTA DURISSIMA AL GOVERNO MELONI ARRIVERA' DOMANI, QUANDO L'ECONOMIA ITALIANA SARÀ FATTA A PEZZI DAI DAZI DI TRUMP? - QUALCUNO HA NOTIZIE DEL FAMOSO VIAGGIO DELLA DUCETTA A WASHINGTON PER FAR CAMBIARE IDEA AL TRUMPONE? SAPETE DOVE E' FINITA LA “MERAVIGLIOSA GIORGIA” (COPY TRUMP), "PONTE" TRA USA E UE? SI E' DOVUTA ACCONTENTARE DI ANDARE DA CALENDA! E GLI ELETTORI INIZIANO AD ACCORGERSI DEL BLUFF DA “CAMALEONTE” DELLA PREMIER: FRATELLI D’ITALIA È SCESO AL 26,6%, E IL GRADIMENTO PER LA STATISTA FROM GARBATELLA È CROLLATO AI MINIMI DAL 2022 – IL PNRR A RISCHIO E LA PREOCCUPAZIONE DEL MONDO ECONOMICO-FINANZIARIO ITALIANO...

ing banca popolare di sondrio carlo cimbri steven van rijswijk andrea orcel - carlo messina

DAGOREPORT: OPA SU OPA, ARRIVEREMO A ROMA! - AVVISO AI NAVIGATI! LE ACQUISIZIONI CHE STANNO INVESTENDO IL MERCATO FINANZIARIO HANNO UN NUOVO PLAYER IN CAMPO: IL COLOSSO OLANDESE ING GROUP È A CACCIA DI BANCHE PER CRESCERE IN GERMANIA, ITALIA E SPAGNA - ED ECCO CHE SULLE SCRIVANIE DEI GRANDI STUDI LEGALI COMINCIANO A FARSI LARGO I DOSSIER SULLE EVENTUALI ‘’PREDE’’. E NEL MIRINO OLANDESE SAREBBE FINITA LA POP DI SONDRIO. SÌ, LA BANCA CHE È OGGETTO DEL DESIDERIO DI BPER DI UNIPOL, CHE HA LANCIATO UN MESE FA UN’OPS DA 4 MILIARDI SULL’ISTITUTO VALTELLINESE - GLI OLANDESI, STORICAMENTE NOTI PER LA LORO AGGRESSIVITÀ COMMERCIALE, APPROFITTERANNO DEI POTERI ECONOMICI DE’ NOANTRI, L’UNO CONTRO L’ALTRO ARMATI? DIFATTI, IL 24 APRILE, CON IL RINNOVO DEI VERTICI DI GENERALI, LA BATTAGLIA SI TRASFORMERÀ IN GUERRA TOTALE CON L’OPA SU MEDIOBANCA DI MPS-MILLERI-CALTAGIRONE, COL SUPPORTO ATTIVO DEL GOVERNO - ALTRA INCOGNITA: COME REAGIRÀ, UNA VOLTA CONFERMATO CARLO MESSINA AL VERTICE DI BANCA INTESA, VEDENDO IL SUO ISTITUTO SORPASSATO NELLA CAPITALIZZAZIONE DAI PIANI DI CONQUISTA DI UNICREDIT GUIDATA DAL DIABOLICO ANDREA ORCEL? LA ‘’BANCA DI SISTEMA’’ IDEATA DA BAZOLI CORRERÀ IL RISCHIO DI METTERSI CONTRO I PIANI DI CALTA-MILLERI CHE STANNO TANTO A CUORE A PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO…

andrea orcel giuseppe castagna anima

DAGOREPORT LA CASTAGNA BOLLENTE! LA BOCCIATURA DELL’EBA E DI BCE DELLO “SCONTO DANESE” PER L’ACQUISIZIONE DI ANIMA NON HA SCALFITO LE INTENZIONI DEL NUMERO UNO DI BANCO BPM, GIUSEPPE CASTAGNA, CHE HA DECISO DI "TIRARE DRITTO", MA COME? PAGANDO UN MILIARDO IN PIÙ PER L'OPERAZIONE E DANDO RAGIONE A ORCEL, CHE SI FREGA LE MANI. COSÌ UNICREDIT FA UN PASSO AVANTI CON LA SUA OPS SU BPM, CHE POTREBBE OTTENERE UN BELLO SCONTO – IL BOTTA E RISPOSTA TRA CASTAGNA E ORCEL: “ANIMA TASSELLO FONDAMENTALE DEL PIANO DEL GRUPPO, ANCHE SENZA SCONTO”; “LA BCE DICE CHE IL NOSTRO PREZZO È GIUSTO...”

bpm giuseppe castagna - andrea orcel - francesco milleri - paolo savona - gaetano caltagirone

DAGOREPORT – IL GOVERNO RECAPITA UN BEL MESSAGGIO A UNICREDIT: LA VALUTAZIONE DELL’INSOSTENIBILE GOLDEN POWER SULL’OPA SU BPM ARRIVERÀ IL 30 APRILE. COME DIRE: CARO ORCEL, VEDIAMO COME TI COMPORTERAI IL 24 APRILE ALL’ASSEMBLEA PER IL RINNOVO DI GENERALI - E DOPO IL NO DELLA BCE UN’ALTRA SBERLA È ARRIVATA AL DUO FILO-GOVERNATIVO CASTAGNA-CALTAGIRONE: ANCHE L’EBA HA RESPINTO LO “SCONTO DANESE” RICHIESTO DA BPM PER L’OPA SU ANIMA SGR, DESTINATO AD APPESANTIRE DI UN MILIARDO LA CASSA DI CASTAGNA CON LA CONSEGUENZA CHE L’OPA DI UNICREDIT SU BPM VERRÀ CESTINATA O RIBASSATA - ACQUE AGITATE, TANTO PER CAMBIARE, ANCHE TRA GLI 7 EREDI DEL COMPIANTO DEL VECCHIO…

gesmundo meloni lollobrigida prandini

DAGOREPORT - GIORGIA È ARRIVATA ALLA FRUTTA? È SCESO IL GELO TRA LA FIAMMA E COLDIRETTI (GRAN SOSTENITORE COL SUO BACINO DI VOTI DELLA PRESA DI PALAZZO CHIGI) - LA PIU' GRANDE ORGANIZZAZIONE DEGLI IMPRENDITORI AGRICOLI (1,6 MILIONI DI ASSOCIATI), GUIDATA DAL TANDEM PRANDINI-GESMUNDO, SE È TERRORIZZATA PER GLI EFFETTI DEVASTANTI DEI DAZI USA SULLE AZIENDE TRICOLORI, E' PIU' CHE IRRITATA PER L'AMBIVALENZA DI MELONI PER LE MATTANE TRUMPIANE - PRANDINI SU "LA STAMPA" SPARA UN PIZZINO ALLA DUCETTA: “IPOTIZZARE TRATTATIVE BILATERALI È UN GRAVE ERRORE” - A SOSTENERLO, ARRIVA IL MINISTRO AGRICOLO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, UN REIETTO DOPO LA FINE CON ARIANNA: “I DAZI METTONO A RISCHIO L'ALLEANZA CON GLI USA. PUÒ TRATTARE SOLO L'EUROPA” – A BASTONARE COLDIRETTI, PER UN “CONFLITTO D’INTERESSI”, CI HA PENSATO “IL FOGLIO”. UNA STILETTATA CHE ARRIVA ALL'INDOMANI DI RUMORS DI RISERVATI INCONTRI MILANESI DI COLDIRETTI CON RAPPRESENTANTI APICALI DI FORZA ITALIA... - VIDEO